Malattia come metafora. Aids e cancro

Susan Sontag

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1992
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: 195 p.
  • EAN: 9788806128210
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 9,66

€ 11,36

Risparmi € 1,70 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

La malattia è, nelle ormai classiche parole della Sontag, il "lato notturno della vita": il margine è l'immaginario che la società costruisce intorno alla malattia e alle ombre di un ravvicinato non-essere. Sul cancro, in passato sulla Tbc e ora sull'Aids, si rivela un'esuberante produzione di metafore cariche di tenaci pregiudizi e dai fantasmi di antiche paure. E' il linguaggio metaforico che si incarica di veicolare, in forme sempre mutevoli, la nozione invariata di malattia come colpa: "scandalo" che investe i comportamenti e le tipologie psicologiche dei singoli e dei gruppi.Attraverso una fitta rete di riferimenti letterari (da Lucrezio a John Donne, da Debussy a Thomas Mann), la Sontag illustra il repertorio delle più fertili mitologie elaborate nel tempo intorno alle malattie maggiormente temute: dalle metafore militari per il cancro, occulto e implacabile invasore interno, agli spettri della peste rievocati con l'Aids, il flagello vendicatore che punisce le colpe ed estingue solo con la morte i peccati.