Un maledetto imbroglio

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Regia: Pietro Germi
Paese: Italia
Anno: 1958
Supporto: DVD
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Un commissario si trova di fronte a due casi piuttosto comuni: un furto in appartamento ed un assassinio. Inizialmente separate, le due indagini rivelano elementi comuni e l'inchiesta si complica.
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    rpedicino

    04/08/2020 06:57:26

    Strepitoso adattamento dal "Pasticciaccio" di Gadda, da cui Germi estrae solo il plot, trasformando un capolavoro linguistico in una storia che fa del clima torbido, dell'analisi sociologica e della recitazione un altrettanto riuscito lavoro. Forse la migliore opera italiana di trasformazione di un testo letterario in immagini.

1960 - Nastro d'Argento - Miglior attore non protagonista - Gora Claudio

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Medusa Home Entertainment, 2013
  • Distribuzione: Videodelta
  • Durata: 110 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area2
  • Pietro Germi Cover

    "Regista e attore italiano. Frequenta il Centro sperimentale di cinematografia con l'intenzione di diventare attore, ma, dopo essere stato aiuto di A. Blasetti, esordisce nella regia nell'immediato dopoguerra con Il testimone (1945), dando prova di una buona capacità tecnica, confermata anche dal suo ingresso alla Lux. Tra i nuovi talenti della rinascente cinematografia nazionale, è quello che, con ogni probabilità, è meno legato alla lezione neorealista, preferendo rifarsi al cinema statunitense contemporaneo, in particolare ai western delle praterie sconfinate e ai noir delle città claustrofobiche, combinati con temi e situazioni tutti italiani: ecco allora, nel volgere di pochi anni, i giovani gangster di buona famiglia di Gioventù perduta (1947), la Sicilia mafiosa trasfigurata in West... Approfondisci
  • Pietro Germi Cover

    "Regista e attore italiano. Frequenta il Centro sperimentale di cinematografia con l'intenzione di diventare attore, ma, dopo essere stato aiuto di A. Blasetti, esordisce nella regia nell'immediato dopoguerra con Il testimone (1945), dando prova di una buona capacità tecnica, confermata anche dal suo ingresso alla Lux. Tra i nuovi talenti della rinascente cinematografia nazionale, è quello che, con ogni probabilità, è meno legato alla lezione neorealista, preferendo rifarsi al cinema statunitense contemporaneo, in particolare ai western delle praterie sconfinate e ai noir delle città claustrofobiche, combinati con temi e situazioni tutti italiani: ecco allora, nel volgere di pochi anni, i giovani gangster di buona famiglia di Gioventù perduta (1947), la Sicilia mafiosa trasfigurata in West... Approfondisci
  • Claudio Gora Cover

    "Nome d'arte di Emilio Giordana, attore e regista italiano. Dopo la laurea in legge debutta al cinema nel 1939 in un film di R. Matarazzo, Trappola d'amore. Fisico prestante, negli anni '40 conquista il pubblico femminile e diventa uno dei volti del cinema di regime con film quali Signorinette (1942) di L. Zampa, L'amico delle donne (1942) di F.M. Poggioli, Preludio d'amore (1947) di G. Paolucci. Nel 1950 esordisce nella regia con Il cielo è rosso, film di tematiche neorealiste venato di qualche ingenuità melodrammatica, ma che descrive con una certa efficacia la miseria del tempo. Dopo il dramma Febbre di vivere (1953, Nastro d'argento per la regia), si cimenta con minor efficacia nella commedia (L'incantevole nemica, 1953) e successivamente nel western all'italiana (L'odio è il mio Dio,... Approfondisci
  • Franco Fabrizi Cover

    "Attore italiano. Formatosi nel teatro (lavora anche per L. Visconti) e soprattutto nella rivista dell’immediato dopoguerra, si afferma in I vitelloni (1953) di F. Fellini, in cui (pur doppiato da N. Manfredi) delinea il personaggio del bel seduttore sfaccendato e fanfarone, dai tratti candidi e insicuri, al quale resterà legato per sempre. La romana (1954) di L. Zampa e Il bidone (1955) ancora di Fellini ne rivelano le interessanti doti drammatiche. In seguito le sue interpretazioni si dividono tra commedie un po’ esili, dallo scarso rilievo psicologico, come Mariti in città (1957) di L. Comencini o Costa azzurra (1959) di V. Sala, e opere più impegnative, come i film di P. Germi Signore e signori (1965) e Le castagne sono buone (1970). Gli anni ’70 e ’80 lo vedono alle prese ora con film... Approfondisci
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