Editore: Mondadori
Collana: Strade blu
Anno edizione: 2014
Pagine: 380 p., Brossura
  • EAN: 9788804634676

33° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Servizi sociali e criminologia - Reati e criminologia - Criminalità organizzata

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Recensioni dei clienti

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    Pasquale

    02/09/2015 18:45:18

    Ho tergiversato a lungo prima di decidermi ad acquistare questo libro, poi grazie ai commenti positivi degli altri lettori l'ho comprato. Feci male questo è il libro di un baro, di un truffatore e di un uomo che oltre ad uccidere delinquenti come lui che non gli avevano fatto alcun male, senza pentirsi, si diverte a sedurre donne coniugate con bambini piccoli. Infatti l'ho letto fino a quando ha incontrato sul treno Angela e suo figlio dopo di ché non ce l'ho fatta più e l'ho buttato nella spazzatura. Pensavo si trattasse di un uomo come Buscetta, invece no. Soldi, spesi decisamente male. Se fosse stato possibile, come voto gli avrei dato zero anziché uno.

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    Massimiliano

    22/07/2015 12:47:24

    Il libro è godibile, scorrevole e ben strutturato. E' bello sapere che un ergastolano del calibro di Grassonelli Giuseppe, condannato per svariati omicidi volontari, per strage e per altri reati di partecipazione ad associazione per delinquere di tipo mafioso, in questi anni di detenzione abbia studiato, si sia laureato e abbia fatto un percorso interiore che gli ha fatto prendere atto delle sue azioni. Questo però, per lo Stato Italiano, non basta. L'assenza di una collaborazione con la giustizia gli ha precluso ogni speranza di uscita. I reati da lui commessi, le persone uccise con le proprie mani, rimarranno per sempre nel suo passato, a testimoniare che la società non è ancora pronta per accogliere e reintegrare una persona che, non collaborando, ha di fatto dimostrato di credere nelle sue azioni delittuose, di non rinnegare le nefandezze commesse.

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    Sandro

    24/06/2014 16:19:34

    Il ritmo narrativo è incalzante come un film. La storia del resto sembra scritta apposta per finire sul grande schermo. Antonio Brasso, Malerba, il protagonista, ti cattura, ti ammalia e fatalmente finisci che patteggi per lui. E' una gran bella storia, intensa e terribile, dannata e tenera. Un libro da leggere e far leggere, per interrogarsi, discutere su un tema che non può non riguardare le coscienze, come l'ergastolo ostativo. Bravo Sardo e bravo Grassonelli.

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    Carmelo

    18/06/2014 21:13:36

    Quando si inizia a leggere un libro...è come iniziare un viaggio...senza sapere cosa ti aspetta...se ti piacerà o meno....Diverso è quando cominci a leggere "Malerba" sapendo che leggerai una storia che conosci già a sommi capi....personaggi che conosci anche solo di vista....scene strazianti che hai avuto modo di assistere...!!! Quella sera del 21 settembre 1986...rimarrà impressa sempre nella mia mente...!!!!! Grande e tantissimi complimenti all'"Agente Segreto" Carmelo Sardo e all'autore del libro !!!! Consiglio di leggerlo....di rileggerlo e di consigliarlo a tutti gli amici !!!!!

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    antonio

    14/06/2014 16:26:07

    Preso e divorato in meno di tre giorni. Una storia che inquieta e appassiona e induce alla riflessione. Conoscevo Carmelo Sardo per l'ottimo esordio con "Vento di tramontana", ambientato peraltro in un carcere di massima sicurezza. In questa seconda prova-scritta con l'ergastolano Grassonelli- conferma le sue abili doti di scrittura tratteggiando il profilo di un giovane che fa scelte discutibili, sicuramente deprecabili, ma che poi, via via, andando avanti con la storia, quasi ti mettono nelle condizioni se non proprio di assolverlo -che chi sbaglia è giusto che paghi, come sta facendo lui- ma quanto meno, fuori d'ipocrisia, di comprenderne le ragioni, scavando nelle viscere di un animo sensibile come quello di Grassonelli, destinato a morire in carcere per la sua scelta di vendicarsi contro la mafia per sopravvivere, anziché provare ad affidarsi allo stato. Dopo aver letto questa storia, vera e drammatica, ti resta addosso un turbinio di emozioni che fai fatica a contenere e a decifrare. E interrogativi che non immaginavi di poterti porre, si impongono: cosa avrei fatto io? E' giusto che a un uomo così, che si recupera, lo Stato non conceda neppure il briciolo di un permesso di un giorno per tutta la vita? E' possibile che uno così sia destinato a spegnersi in una cella? Comunque la pensiate, "Malerba" è un capolavoro del nostro tempo, da leggere assolutamente e da ragionarci.

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