Curatore: C. Magris
Editore: Bompiani
Collana: AsSaggi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 20 aprile 2005
Pagine: 171 p., Brossura
  • EAN: 9788845233913
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Recensioni dei clienti

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    Luciano Parisi

    10/09/2017 15:15:51

    Troppi patetismi, come nella Susanna Tamaro di ‘Per voce sola’. Ho chiuso con Roveredo, e con Magris che lo raccomanda.

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    Maurizio

    12/05/2017 15:52:02

    Il dolore (tanto, continuo, sempre presente) e la speranza (sottile e talvolta impercettibile) sono i sentimenti che intridono i racconti di Roveredo, che utilizza idealmente un microscopio, un bisturi e un sottile pennello, per scrutare, incidere e dipingere i suoi personaggi e le loro esistenze. Racconti brevi, alcuni fulminei, ma densi e vitali, che traboccano di pietà e non sconfinano mai nella disperazione e nella cupezza. È l'Autore che parla di sè: uno scrittore lontanissimo dalla cultura mainstream e che credo purtroppo sia molto sottovalutato. Per me è stata una grande scoperta.

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    Marilena

    24/11/2015 22:10:11

    "Mandami a dire" è un libro di racconti, spesso immersi in una realtà dalla disarmante amarezza, ma così carichi di Anima, da riuscire a leggerli trasportati ininterrottamente dalla poesia. Narrano situazioni quasi oniriche ma vigili alle emozioni, in cui lo scrittore si esprime "a cuore aperto", con una consapevole dignità e a volte con un sottile grado di ironia, tali da non permettere al lettore, neanche per un istante, di cadere nel pietismo o in una facile commozione Il lirismo fluido dello stile di scrittura, mantiene costantemente nel lettore, lo stesso grado di forza interiore che si legge in quelle storie.

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    Bruno Izzo

    07/05/2014 16:34:29

    La scrittura di Roveredo, e più che la scrittura ciò che egli scrive, è un qualcosa che colpisce diritto allo stomaco. Ti lascia amareggiato, dispiaciuto, avvilito, impotente davanti a un'umanità speciale, speciale perché ultima, dimenticata, misera e miserabile, ultima tra gli ultimi, l'umanità dei vinti, dei dispersi, degli sconfitti, dei solitari, dei disperati, eppure sempre tutti malinconicamente e pervicacemente pervasi da aneliti di speranza, da un disperato e struggente bisogno d'amore. Pino Roveredo, infatti, ha avuto quel che si vuole definire, quasi sottovoce, una vita difficile: per diverse ragioni, esistenziali, caratteriali, fortuite, ha condotto, suo malgrado, un'esistenza dura, precaria, alienante, spesso brutale, finendo negli abissi dell'alcolismo, degli stupefacenti, facendo diretta esperienza degli ambienti e delle comunità dei devianti, prima tra tutte le carceri e le comunità per i disturbi mentali. Da tali abissi, da tali orrori, egli si salva con la scrittura, quasi che rendere su carta le sue dirette e amare esperienze funge da catarsi, la scrittura compie una redenzione, e da qui Roveredo riparte, facendo della propria esistenza materia per racconti struggenti di malinconia, desiderio spasmodico di affetto, di amore, di fiducia, che rappresentano in fin dei conti le carenze principali che portano una persona a discendere nei gorghi della depressione, nella solitudine, nello stato catatonico dei senza speranza alla ricerca di paradisi alternativi. Roveredo non è facile a leggersi, ed è crudo e avvilente a leggersi, ma comunica. Comunica bene, ed è paradossale come abbia potuto imparare a comunicare tanto bene con le parole: infatti, Pino Roveredo è il figlio udente di una coppia di sordomuti.

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    Marta

    06/01/2013 17:44:57

    Certo che non é un libro facile da affrontare ....ma poi la sensibilità di Roveredo e la sua meravigliosa scrittura non ti lasciano più ! Da leggere e da RI -leggere !

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    MF

    13/11/2007 08:47:09

    Racconti brevi scritti con un linguaggio asciutto , quasi laconico, eppure lieve anche quando parla di code tremende come il varo minorile o cose atroci come la perdita di un figlio a causa di un incidente d’auto.

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    giada

    31/10/2006 14:04:12

    volete capirlo veramente bene? leggere Asiylums di ervin goffman... un saggio che non sembra un saggio per la leggerezza con cui è scritto, parla delle istituzioni totali, come i manicomi. apre la mente. io l'ho fatto a scuola, ed è una delle cose che mi rimarrà

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    cinzia

    23/10/2006 14:30:48

    Bello, coinvolgente, corrispondente anche alla realtà ... ma "tristoso", da leggere.

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    gloria

    15/10/2006 14:07:57

    mandami a dire è libro ricco di immagini. pino roveredo sa usare le parole in modo unico, e quando vuole davvero raccontare qualcosa lo fa in modo splendido. peccato che in alcuni racconti, invece, sembra che non abbia davvero niente da dire, e che il suo scrivere sia puro sfoggio di stile. ma nel complesso mi sono trovata bene tra le sue pagine, piccole epifanie che sanno andare quasi sempre nel profondo.

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    junior 86

    19/09/2006 17:07:38

    Racconti schietti, emozioni forti, sensibilità fuori dal comune... Una vena di tristezza che non scivola mai nel patetismo arricchisce questa raccolta di storie, concedendo scorci su realtà quotidiane e spesso ignorate, quali la povertà, la malattia, l'alienazione... ottima risposta all'indifferenza diffusissima nel mondo contemporaneo!!! Se vi fossero più persone sensibili come Pino Roveredo ci sarebbero più comprensione, tolleranza, e meno guerre!!!

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    Valeria

    24/04/2006 13:56:07

    Un libro molto delicato. Ho incontrato l'autore ad una presentazione del un suo libro. E il fatto che non avesse alcuna preparazione letteraria mia ha ha fatto pensare molto. Significa che l'arte dellos crivere, come tutte le arti, è davvero innata. La sua scrittura è molto particolare, come tutta la letteratura triestina. Il suo libro è un serbatoio di esperienze.

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    Linda

    05/03/2006 18:00:41

    Una sensibilità e una delicatezza davvero rare. Bellissimo, da non perdere.

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    Andrea

    08/01/2006 17:48:45

    Belli e scritti bene. Forse un po' troppo cupi, almeno per come mi sento io adesso. Belli, ma non gridiamo al capolavoro. Per favore.

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    ANNA MINGARDI

    28/10/2005 12:37:01

    Talmente vero da essere la storia vista allo specchio di ognumo di noi. Aldilà delle situazioni legate a drammi strettamente legati al protagonista delle storia principale, questo libro ti accompagna a ritroso nella vita. E' il primo libro che mi sembra di non aver letto, ma ascoltato dalla viva voce dell' autore, che per altro, ho per caso visto velocemente apparire in una trasmissione televisiva.Un libro che consiglierei a tutte le donne che sono felici e serene perchè apprezzino la loro situazione, e a quelle donne che hanno tanto sofferrto perchè la vita ha sempre un momento di riscatto anche se noi non lo riconosciamo. Grazie a Pino Roveredo

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    catia

    13/10/2005 17:33:16

    Finalmente uno scrittore fuori dagli schemi tradizionali. Un antiletterato, un uomo scorticato dentro e fuori, che scrive del suo autentico sentire. Uno scrittore che ha vissuto ai margini dove ha affilato la sua sensibilità. Non potevo non leggere un libro scritto da un randagio della strada che ha vinto addirittura il Premio Campiello; una meraviglia lo consiglio vivamente a tutti. E' un racconto vero, intriso di emozioni intime, un capolavoro che merita. Poi mi piace un sacco la biografia! Uno scrittore che scrive delle sue debolezze senza cadere nel tranello della facile commiserazione, ma con assoluta dignità. Appoggio sempre l'arte proveniente dal dolore (quando non viene strumentalizzata dal falso moralismo). Catia

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    Massimiliano

    04/08/2005 15:22:25

    Racconti straordinari. Da non perdere.

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    alberto

    14/07/2005 14:12:54

    Merita la lettura anche solo per il racconto che da il titolo al libro, molto bello, il migliore a mio parere. Mi è piaciuto anche il racconto dedicato ai genitori sordomuti (il primo). La scrittura non è sempre semplice, ne risulta una lettura non sempre scorrevole; l'accostamento delle parole è qualche volta inusuale. Poi, e qui sono d'accordo con la recensione di "ant", i racconti successivi sono ben lontani per profondità e sensibilità dai primi.

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    Davide

    11/07/2005 11:24:39

    Un gran bel libro, una poesia di attualità estesa tra le pagine da sfogliare... e meditare.

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    anna

    24/06/2005 17:39:28

    mi è capitato in mano per caso, ho letto i primi due racconti d'un fiato e poi mi sono fermata, colpita al cuore. Lo consiglio a tutti.

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    Daniela

    23/06/2005 14:37:47

    Un libro scritto con molta partecipazione,il seguito delle opere di Roveredo ,con "CAPRIOLE IN SALITA " i due libri piu' intensi e questo molto meno triestino ,storie che si possono trovare in ogni parte del mondo. Leggetelo!

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