Traduttore: G. Granato
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
Pagine: 510 p., Rilegato
  • EAN: 9788804687337
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Descrizione
«Non conosco nessuno scrittore più bravo di Jennifer Egan» - George Saunders

«Un romanzo che dà un'immensa soddisfazione» - New York Times

«La forza emotiva di questo romanzo dimostra ancora una volta il talento straordinario di Jennifer Egan» - Publishers Weekly

«Un romanzo da cui è impossibile staccarsi, che trasforma ogni lettore in un sommozzatore capace di scendere a grandi profondità alla ricerca di risposte, di speranza, di un'ascesa.» - Booklist

Una grande casa di mattoni dorati con tende da sole a strisce verdi e gialle che svolazzano dalle finestre affacciate sulla spiaggia, mancano quattro giorni a Natale e fa un freddo cane. Anna Kerrigan, dodici anni, accompagna il padre a far visita a Dexter Styles, un uomo potente che spadroneggia su mezza New York e che, intuisce, è decisivo per la sopravvivenza della sua famiglia. Anna è ipnotizzata dal mare e dall'aria di mistero che sembra circondare la conversazione tra i due adulti. Anni dopo, suo padre è scomparso e l'America si sta preparando a entrare nella Seconda guerra mondiale. File di navi militari punteggiano l'orizzonte davanti ai cantieri navali dove Anna ha trovato lavoro, ora che alle donne è permesso sostituire gli uomini mentre sono al fronte. Anna è audace e combattiva - diventerà la prima donna palombaro! -, pronta a superare tutte le linee che dividono il mondo maschile da quello femminile, i ritrovi per le chiacchiere di signorine nubili dai nightclub dove gangster e ragazze spavalde ballano scatenati. Ed è qui che una sera rivede Dexter Styles e comincia a intuire i misteri che aleggiano attorno alla scomparsa di suo padre. È l'inizio di molti cambiamenti, nella vita di Anna e della sua famiglia, nella storia di New York.

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    Dario A.

    01/11/2018 01:46:00

    Ben lontano dalla "sperimentazione letteraria" che ha reso Jennifer Egan una scrittrice degna dei migliori premi in "Manhattan Beach" ci troviamo di fronte ad un romanzo concepito nella forma "classica" e, forse, è proprio questo che rende il libro alquanto didascalico in alcune parti, prevedibile in altre. La trama, strizzando l'occhio al noir si lascia leggere seppure, in alcuni passaggi sembri che l'autrice non riesca a condurre la vicenda in modo fluido. La prosa è senza dubbio meritevole ma, a mio parere, il romanzo non convince pienamente.

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    Alberto

    01/10/2018 20:38:47

    Ho affrontato questo romanzo con il dubbio di trovare un altro ''Il tempo è un bastardo'' che non terminai di leggere infastidito dalla struttura datogli da J.E. seppur premiata ma per me fastidiosa da leggere. La storia stava per ripetersi e ho dovuto sforzarmi per continuare dopo le prime decine di pagine. La scrittura mi pareva didascalica, quasi il compitino delle elementari. Andando avanti è migliorata facendomi prendere dalla storia di Anna, di suo padre Eddie, di Dexter, insomma i personaggi mi hanno convinto, lo sviluppo della trama è stato trainante, seppur non difficile da intuire in certi passaggi (vedi il lato noir nelle vicende della ''mala'' di NY di quegli anni). Ci sono comunque alcune pagine un po' opache, che avrebbero avuto bisogno di essere limate. Grande sforzo nel rendere credibili le immersioni, il naufragio e altro ancora. Nell'insieme una storia interessante che mi ha fatto conoscere il retroscena dell'immane sforzo bellico degli USA di quegli anni.

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    Marta

    22/09/2018 12:33:54

    Questo libro aveva potenzialmente tutto per piacermi (ambientazione a New York, anni '30-'40, personaggio femminile insolito, criminalità), invece mi ha infastidito per quanto non sia riuscito minimamente a coinvolgermi riguardo alla sorte dei personaggi e per alcune scelte di trama assurde.

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    Sonia

    19/09/2018 18:29:40

    Che scrittrice, la Egan! penso che da ogni suo romanzo sia impossibile uscirne senza sentirsi arricchiti e più completi. Manhattan Beach, a differenza dei suoi precedenti già pubblicati in Italia, ha la struttura e il contenuto di un romanzo tradizionale, con una trama che scorre in maniera fluida e si fa seguire con grande piacere. Pur non avendo ritrovato lo sperimentalismo che caratterizza la sua narrativa, ho apprezzato moltissimo anche questo "esperimento" più classico.

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    Cristina

    28/07/2018 19:31:17

    Bellissimo. E' il primo libro che leggo di questa autrice e proseguirò sicuramente con altri. La trama è scorrevole ed avvincente e mostra una New York inedita in tempo di guerra. Indimenticabile la protagonista.

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    Francesca

    24/07/2018 12:51:07

    Io amo Jennifer Egan e non ne ho mai fatto mistero. Non ho mai fatto mister nemmeno del fatto che ogni volta che leggo un suo libro mi sento esausta ogni volta che arrivo alla fine perché sono sempre cervellotici, sperimentali, incasinati ma, nonostante tutto, bellissimi. Manhattan Beach invece è stata una lettura assolutamente sorprendente perché è stata completamente e totalmente rilassante: la storia e soprattutto la scrittura, questa volta, sono lineari e sciolte ma non per questo meno coinvolgenti e appassionati. Unica pecca: dopo la metà del libro, purtroppo, l'autrice abbandona un po' la vicenda di Anna in quanto prima donna palombaro e questo, dal mio punto di vista, è un po' un peccato. Nonostante questo continuo a sostenere che questa autrice dovrebbe essere più letta e più conosciuta qui da noi perché è davvero molto brava.

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    erica berti

    05/07/2018 10:23:21

    Cara signora Egan, con tutto il rispetto che si deve a un Premio Pulitzer posso dirle che il suo libro fa acqua sotto molti punti di vista? Si nota la straordinaria documentazione, tanto straordinaria che prende decisamente il sopravvento sulla storia. Già la storia: c'è ma non si sente, nel senso che non trasmette alcuna emozione. Fredda come l'acqua del porto di N.Y. Con personaggi che appaiono e scompaiono senza un perché. Intrecci così ingarbugliati che ti obbligano a tornare indietro di pagine e pagine per raccordarli. Colpa anche di una scrittura così involuta da apparire a volte incomprensibile: ridondante di aggettivi e povera di punteggiatura. Forse il demerito va anche all'editing, ma francamente mi aspettavo di più. Molto di più.

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