Traduttore: G. Granato
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 6 marzo 2018
Pagine: 510 p., Rilegato
  • EAN: 9788804687337
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    Sonia

    19/09/2018 18:29:40

    Che scrittrice, la Egan! penso che da ogni suo romanzo sia impossibile uscirne senza sentirsi arricchiti e più completi. Manhattan Beach, a differenza dei suoi precedenti già pubblicati in Italia, ha la struttura e il contenuto di un romanzo tradizionale, con una trama che scorre in maniera fluida e si fa seguire con grande piacere. Pur non avendo ritrovato lo sperimentalismo che caratterizza la sua narrativa, ho apprezzato moltissimo anche questo "esperimento" più classico.

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    Cristina

    28/07/2018 19:31:17

    Bellissimo. E' il primo libro che leggo di questa autrice e proseguirò sicuramente con altri. La trama è scorrevole ed avvincente e mostra una New York inedita in tempo di guerra. Indimenticabile la protagonista.

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    Francesca

    24/07/2018 12:51:07

    Io amo Jennifer Egan e non ne ho mai fatto mistero. Non ho mai fatto mister nemmeno del fatto che ogni volta che leggo un suo libro mi sento esausta ogni volta che arrivo alla fine perché sono sempre cervellotici, sperimentali, incasinati ma, nonostante tutto, bellissimi. Manhattan Beach invece è stata una lettura assolutamente sorprendente perché è stata completamente e totalmente rilassante: la storia e soprattutto la scrittura, questa volta, sono lineari e sciolte ma non per questo meno coinvolgenti e appassionati. Unica pecca: dopo la metà del libro, purtroppo, l'autrice abbandona un po' la vicenda di Anna in quanto prima donna palombaro e questo, dal mio punto di vista, è un po' un peccato. Nonostante questo continuo a sostenere che questa autrice dovrebbe essere più letta e più conosciuta qui da noi perché è davvero molto brava.

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    erica berti

    05/07/2018 10:23:21

    Cara signora Egan, con tutto il rispetto che si deve a un Premio Pulitzer posso dirle che il suo libro fa acqua sotto molti punti di vista? Si nota la straordinaria documentazione, tanto straordinaria che prende decisamente il sopravvento sulla storia. Già la storia: c'è ma non si sente, nel senso che non trasmette alcuna emozione. Fredda come l'acqua del porto di N.Y. Con personaggi che appaiono e scompaiono senza un perché. Intrecci così ingarbugliati che ti obbligano a tornare indietro di pagine e pagine per raccordarli. Colpa anche di una scrittura così involuta da apparire a volte incomprensibile: ridondante di aggettivi e povera di punteggiatura. Forse il demerito va anche all'editing, ma francamente mi aspettavo di più. Molto di più.

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