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Traduttore: D. Vezzoli
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2004
Pagine: 382 p., Brossura
  • EAN: 9788807016646
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Recensioni dei clienti

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    Marta

    02/12/2008 12.03.12

    E'rimasto a lungo sul comodino, per potermi immergere ogni sera, un capitolo alla volta, nell'atmosfera creata dall'arte letteraria di questo sorprendente scrittore. Un libro che meraviglia, sia per lo stile, le descrizioni e riflessioni,che per la caratterizzazione acuta, profonda e sincera dei personaggi. Aslam dimostra maestria nel proporci percezioni sensoriali ed emotive, nello svelare l'intimità più inconfessabile e scomoda da ammettere persino a se stessi, con un ritmo coinvolgente che induce a compatire, nel senso di patire insieme, i limiti dell'esistenza umana, senza alcuna ipocrisia o indulgenza. La trama ricorda il lavoro di un fine artigiano, che intagli con delicata armonia un legno giovane e pregiato, dal quale ad ogni morbido colpo si sprigioni un fresco e sensuale profumo di fiori bianchi. Un libro da leggere, e rileggere. Per “provare piacere”, emotivo ed intellettuale. Vera letteratura. Uno scrittore, finalmente.

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    Valeria

    02/08/2008 15.48.32

    Questo libro mi ha preso tantissimo, anche se mi aspettavo una fine più....concludente.

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    Silvia

    07/07/2008 13.11.31

    Avevo comprato questo libro lasciandomi affascinare dal titolo,dalla copertina, dal fatto che amo la letteratura del sub-continente indiano...poi l'avevo dimenticato negli scaffali della mia biblioteca da dove è magicamente emerso un paio di mesi fa.La storia, che è già stata ampiamente accennata, è molto interessante e non mi capacito come un libro simile non abbia avuto un successo più eclatante.Molto bella è la qualità della scrittura-un plauso alla traduttrice Delfina Vezzoli-cristallina ,unica, come unici sono nella forma i fiocchi di neve...molto meglio del "cacciatore di aquiloni".Grande Aslam!

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    Ardid79

    28/08/2007 13.13.41

    Puo’ un libro cosi’ poetico, scritto come una lunga canzone orientale, ricco di colori, sapori e profumi essere al tempo stesso cois’ doloroso, duro, povero di speranza? Avevo paura di iniziarlo in estate, pensavo che sarebbe stato troppo pesante, ma dopo poche pagine sono rimasta avvinta da quelle parole e da quella sofferenza, e non riuscivo a mettere giu’ il libro. Una famiglia pakistana che vive in Inghilterra da anni, in una comunita’ che rifiuta in ogni modo l’integrazione e segue i dettami dell’Islam in modo rigidissimo. Dei personaggi meravigliosi, che ha volte vorresti picchiare per quanto sono vivi e ti fanno rabbia, e vorresti consolare, per quanto vivi il loro dolore. Un romanzo che scatena domande e riflessioni, sull’incomunicabilita’, sull’impossibilta’ di creare percorsi per un’amore felice, per impedire che l’amore in ogni forma, faccia smarrire gli uomini.

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    mirella

    23/01/2007 12.54.00

    Anche a me questo libro è piaciuto molto: lo stile è davvero originale e poetico, la trama non ha cedimenti, i personaggi sono descritti molto bene ; tutto questo fa risaltare ancora di più la drammaticità della storia narrata. L'autore decisamente non fa sconti a nessuno e delinea un quadro tanto realistico quanto agghiacciante del conflitto esistente all'interno della comunità pachistana tra la cultura d'origine e la cultura occidentale, tra la religione e la legge. Mi ha fatto molto riflettere, lo consiglio vivamente!

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    Elena

    20/01/2007 22.24.19

    Un libro meraviglioso, unico. Aspettavo che arrivasse la sera per gustarmelo in tranquillità e immergermi nel mondo inglese/pakistano di Kaukab e famiglia. Per la prima volta mi sono ritrovata a leggerlo tutto d'un fiato e a rileggerlo una seconda volta subito dopo per gustarmi meglio il modo di scrivere dell'autore. Drammatica e tenera la figura di Kaukab, madre e moglie con un grande senso del dovere, così rigida verso la sua Verità da cadere in comportamenti che agli occhi di un occidentale sembrano senza possibilità di perdono. Allo stesso tempo non si riesce a volerle male, figlia anche lei di tradizioni radicate. Veramente un libro da consigliare.

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    Nut

    08/11/2006 10.59.33

    Non è vero che è da tanto che non leggevo un bel libro, quest'anno sono stata fortunata e consigliata bene. Comunque, questo è stato veramente notevole, per il contenuto senz'altro, ma la forma è un vero diamante di letteratura. Due mondi, due culture, Shamas aperto al cambiamento e Kaukab ottusamente ancorata al passato e alla sua terra perduta. Mi sono affezionata e ho sofferto con loro la lacerazione per la realtà da cogliere per l'uno e da rifiutare per l'altra. La loro famiglia, i figli perduti, il delitto di sfondo, i vicini, l'amante, tutti hanno avuto un posto che sarà difficile scordare.

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    francesca

    12/02/2006 15.15.30

    bello..bello...bello...quantomeno a me è piaciuto molto. Ho ancora impressa nella mente l'immagine del lago e del paesaggio innevato circostante. E' una scrittura delicata, descrittiva, fortemente evocativa. I personaggi si amano e si odiano, ma anche per chi si odia si prova pena perchè si percepisce come soffra nella propria ottusità. Da leggere, mio modesto parere, lo consiglio.

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    Giovanna

    14/10/2005 11.01.23

    Per me è un libro dolcissimo, nonostante affronti il difficile percorso dell'integrazione di comunità immigrate. L'autore cura con attenzione maniacale la scelta lessicale proponendo nostalgiche immagini delle fiabe d'oriente, curiosamente proiettate nel contesto della periferia (forse) londinese. Lo consiglio a chi ha amato "Sette mari tredici fiumi"; "Il dio delle piccole cose"; "Il Buddha delle Periferie", a chi legge con passione Anita Desai e Chitra B. Divakaruni.

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    Federica

    07/10/2005 09.23.47

    Bel libro. Direi che una riflessione viene spontanea: è questa l'integrazione? è questo il destino a cui l'occidente va incontro? Se così è mi si riconosca il diritto di non essere affatto d'accordo. Anche l'autore ci da la sua opinione in merito, in particolare a pag. 331-332.

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    Loris

    31/05/2005 11.29.33

    Il titolo accattivante mi ha spinto a leggere questo romanzo. Aslam entra nel cuore di una comunità pakistana nella provincia inglese, usando come spunto narrativo un delitto d'onore di cui sono vittima due amanti, colpevoli di convivere al di fuori del matrimonio. Il dolore della perdita è vissuto in modo diverso dai protagonisti. Shamas è di idee liberali, è aperto agli influssi della cultura occidentale e non può che provare sgomento e orrore per quanto accaduto. Sua moglie, Kaukab, si sente in esilio in un paese ostile: per lei la religione islamica è una certezza, un modo per difendere la sua identità e la famiglia. E' lei la figura più controversa e distante dal nostro modo di pensare e Aslaam ha il grande merito di rivestirla di umanità, evitando gli stereotipi del fanatismo. Il tutto è raccontato con una lingua vivace e immaginifica, ricca di similitudini e attenta alle minime sfumature della natura nello scorrere delle stagioni.

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    Stefano

    23/05/2005 23.21.46

    Un libro che mi ha affascinato dalla prima pagina. Attraverso uno stile raffinato e spesso poetico, Aslam da un ritratto atroce e affascinante di una famiglia pakistana emigrata in Inghilterra, con le contraddizioni che nascono dalla contrapposizione dei valori tradizionali islamici e il modo di vivere occidentale. Tutto questo è filtrato attraverso uno sguardo profondo, che porta con sè l'eleganza e il profumo di oriente, ma che non perde ma il rigore della narrativa anglosassone. Una lettura non facile, ma comunque un vero gioiello.

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    chiara

    18/05/2005 21.21.04

    Assolutamente straordinario, come già detto nella recensione precendente alla mia, all'inizio di difficile lettura, ma poi stupendamente scritto e interessantissimo.

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    Elena

    19/03/2005 20.11.04

    Ottimo. E'una storia di difficile lettura, all'inizio, poi si viene catturati da descrizioni e immagini che evocano profumi e colori di un mondo sconosciuto e invisibile, quello delle comunità musulmane nelle città europee. Shamas e sua moglie Kaukab rappresentano due poli opposti di guardare al mondo e ai suoi cambiamenti sociali, l'uno aperto all'ignoto, l'altra tenacementa attaccata alle tradizioni e offesa da un sistema sociale "corrotto" e "immorale". Bellissimo.

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