Il marchese di Montespan

Jean Teulé

Traduttore: R. Fedriga
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 252 p., Brossura
  • EAN: 9788865591857
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    Marco

    25/10/2015 23:23:47

    Jean Teulé si diverte. Si diverte con questo suo «Il Marchese di Montespan». E vuole e riesce a divertire il lettore. «I mariti sono gli ultimi ad aprire gli occhi sulla realtà della loro sventura» (p.86). È un romanzo che ti fa sorridere, come pochi, attingendo a larghe mani da una storia vera, già di per sé al limite della farsa, e in queste pagine messa in scena come una pièce di Moliere. «Louis-Henri, accettate le cose come sono, altrimenti tutti finiranno per trovarvi indigesto. Il re è irritato dalle manifestazioni clamorose e ripetute di una persona tanto insolente da osare reclamare la moglie. A Parigi siete ormai un personaggio da commedia. Del resto, pare che Molière ne stia scrivendo una su di voi». Poi si è voluto sprecare inchiostro e carta per dire che Teulé rappresenta in modo realistico la realtà quotidiana della Francia di fine '600 («le miserie del popolo sono la volontà di Dio e non vale la pena sprecarci sentimenti», p.19), l'a-moralità della nobiltà («se giudicate dalle apparenze in questo ambiente, vi ingannerete spesso. [...] Ciò che sembra non è quasi mai la verità», p.91), dell'entourage di Sua Maestà e della Corte, la "presunzione assoluta" del Re Sole («Be', l'amore del re non è certo un insulto», p.75)... Gli stralci di recensioni che infarciscono la copertina, come al solito, fanno supporre che chi le ha scritte non abbia letto nemmeno il libro. Mille baggianate quasi a voler dare una "legittimità" a questo romanzo (perché è un romanzo, non una "biografia autorizzata", con grandi "libertà storiche" che una solida formazione scolastica non impiega molto a rilevare e svelare) che è già troppo bello e divertente in sé, senza bisogno di gettargli addosso inutili orpelli fondati sul nulla. Che si legga un romanzo, prima di recensirlo. Non basta avere una "firma" su una nota testata giornalistica. «C'è qualcosa di marcio nello Stato francese, qualcosa che [...] ha preso nei quartieri miserabili di Parigi e si è infiltrato a Versailles...».

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    Margherita

    08/12/2011 12:11:32

    buona lettura, soprattutto le descrizione della realtà storica; comunque non mi ha entusiasmato

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    Marie

    26/04/2010 13:33:37

    Non riesco a capire tutte le copie vendute di questo libro!!! Finirlo mi è costato una gran fatica. Ambientazione e ricostruzione storica sicuramente molto accurate forse troppo... E' scritto con "eccesso" e qualche volta ripetitivo su alcune caratteristiche allo scopo di colpire il lettore. Ho trovato il libro noiso, non lo consiglio. E' il primo che leggo di questo autore e sarà sicuramente l'ultimo.

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    Roberta

    29/10/2009 13:33:57

    Montespan e' il Don Chisciotte dell'adulterio. Fino alle fine dei suoi giorni, ha un solo scopo: ribellarsi alla sua condizione di becco, voluta dal suo re Luigi XIV e dalla moglie Francoise de Montespan diventata sua favorita. Con un linguaggio molto colorito, l'autore ci narra le stravaganze di questo guascone e il suo grande amore per la moglie, in una societa', quella del XVII secolo dove il popolo e' piegato dalla miseria e i nobili si divertono pavoneggiandosi nella frivolezza.

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    Isabella

    15/09/2009 17:58:48

    Montespan conosce il vero significato dell'amore implacabile e irrazionale ma vero e sincero fino all'ossessione. Nessuno si spiega perche egli non si arrenda all'evidenza e non si rassegni non solo alla perdita dela moglie, ma anche quella, solo apparente, di dignità. Montespan rovina la vita di chi gli sta intorno, ma non la sua. Seppellisce il suo amore, gira con le corna in testa e regala un suo ritratto alla moglie perchè in disgrazia e sua vedova possa guardarlo sempre. quale migliore vendetta o prova d'amore?

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    simone

    18/05/2009 10:25:11

    Le prime pagine lasciano un po' perplessi,ma dopo ci si lascia davvero coinvolgere dalle vicissitudini del "guascone" protagonista.Chi ha un'idea romantica della corte di Versailles dovrà presto ricredersi.Il libro ci dimostra che, ora come allora, chi nella vita crede in onore,fedeltà e integrità purtroppo quasi sempre finisce in miseria,solo e irriso da tutti. Senza contare che quel re Sole è un sovrano che governa uno stato con potere assoluto,ogni cosa gli è concessa,vive nel privilegio mentre il popolo sgobba per un tozzo di pane,si circonda di favorite che eleva ai vertici della vita sociale e per dissimulare la bassa statura porta scarpe con tacchi alti.Vi ricorda qualcuno?

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    ilaria

    16/04/2009 18:48:47

    Non sono riuscita ad entrare completamente nell'atmosfera,diciamo che non sono un amante del genere "burlesque".... Ironico si ma non mi capacito delle 300.000 copie vendute.Nel finale dolce amaro si riprende,bella infatti la chiosa

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    gianna dalle rive

    02/04/2009 16:10:37

    Bello e crudele, il romanzo di Teulé corre veloce con il passo convulso della vita alla gran corte di Francia, al tempo del Re Sole. Il fiero, onesto, miserabile e incosciente marchese di Montespan si fa fregare l'amatissima e splendida moglie, e diviene il becco riottoso più celebre del Regno (e dei paesi vicini). Louis-Henri protesta clamorosamente, ostentando il proprio disonore, e tentando in tutti i modi di strappare Athenais al re di Francia. Si renderà ridicolo, cadrà in disgrazia, perderà in diversi modi i figli, rischierà più volte la vita, e la perderà infine quando, mentre Athenais è già avviata al declino come favorita, vorrà vedere di persona la profondità del degrado di sua moglie, la bassezza morale che la lorda fin oltre la morte. Il linguaggio di Teulé è aderente a quel che sappiamo dell'ambiente della Francia del Seicento, un'epoca di sporcizia ributtante, anche in senso lato, soprattutto quando questa era ricoperta di merletti, stoffe e preziosi gioielli. Un affresco forte di un tempo cupo e violento, e il ritratto struggente di un uomo puro e ammirevole, nonostante tutto.

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    Attilio Alessandro

    15/03/2009 09:50:49

    Bellissimo romanzo che ricorda per certi aspetti le Memoires del duca di Saint Simon. La corte e la Parigi del tempo sono ricreate alla perfezione.Il divertissement è assicurato. Un po' eccessivo il linguaggio scatologico, ma io credo che nel secolo XVII si parlasse così...non dimentichiamo la scurrilità di Mozart qualche anno dopo! Dedicato agli amanti dei romanzi storici divertenti.

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    AGT

    07/03/2009 08:53:43

    Bello davvero.All'inizio mi ha lasciato un po' perplessa il linguaggio e certe immagini fin troppo "colorite",ma procedendo con la lettura ho capito che erano indispensabili per ricreare l'atmosfera di un certo ambiente quale poteva essere quello della corte del Re Sole.Scritto benissimo,i personaggi sono delineati in maniera eccellente,l'ambientazione storica è ricreata con precisione e dettagli;alla fine una bibliografia completa il romanzo.

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