Marchionne. L'uomo dell'impossibile

Marco Ferrante

Editore: Mondadori
Collana: Varia saggistica
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 28 agosto 2018
Pagine: VIII-140 p., Rilegato
  • EAN: 9788804708230

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Descrizione
Chi è stato, in realtà, Sergio Marchionne? Quali sono le ragioni del suo successo e i risvolti più interessanti e paradigmatici della sua storia personale? Com'è riuscito a impressionare il competitivo mondo globale dell'auto e – in un orizzonte più circoscritto – a scuotere l'immobilismo delle relazioni industriali italiane?

«A un certo punto un leader, dopo aver ascoltato tutti, deve decidere da solo. Non c'è niente di più pauroso di riconoscere con te stesso di essere solo» - Sergio Marchionne

«Negli ultimi quattordici anni, prima in Fiat, poi in Chrysler e infine in Fca, Sergio è stato il miglior amministratore delegato che si potesse desiderare. È stato grazie al suo intelletto, alla sua perseveranza e alla sua leadership se siamo riusciti a salvare l'azienda. Saremo sempre grati a Sergio per i risultati che è riuscito a raggiungere e per aver reso possibile ciò che pareva impossibile.» Con queste parole John Elkann, presidente e principale azionista di Fca, ha annunciato ai dipendenti l'addio di Sergio Marchionne, pochi giorni prima della sua morte. Italiano d'origine e nordamericano di formazione, è stato un capo azienda di ampia visione, e tra i simboli manageriali di un'epoca, quella del capitalismo globale ai tempi della peggiore crisi economica dal 1929. Nominato nel 2004 al vertice della più grande azienda manifatturiera italiana sull'orlo della bancarotta, in tre anni ne mette in ordine i conti, grazie allo snellimento della struttura burocratica, all'accelerazione dei processi decisionali e ai nuovi modelli, a cominciare dalla nuova 500. Poi, di fronte alla Grande Recessione globale, che si intreccia alla crisi finanziaria, adotta un'imprevedibile strategia d'attacco: la Fiat entra nel capitale di Chrysler, dopo una serrata trattativa con l'azienda, il sindacato e soprattutto con l'amministrazione americana guidata da Barack Obama. Le sue iniziative imprenditoriali e il suo stile di lavoro e di leadership hanno suscitato passioni, diviso i media, anticipato la politica, irritato molti osservatori e spiazzato quei settori del sistema economico meno inclini alle scelte radicali. Ma chi è stato, in realtà, Sergio Marchionne? Quali sono le ragioni del suo successo e i risvolti più interessanti e paradigmatici della sua storia personale? Com'è riuscito a impressionare il competitivo mondo globale dell'auto e – in un orizzonte più circoscritto – a scuotere l'immobilismo delle relazioni industriali italiane? E quale eredità lascia alle nuove generazioni di manager? Alla fine di «Marchionne», mentre sono ancora vive le polemiche tra sostenitori e detrattori, Marco Ferrante delinea un penetrante profilo della sua figura di leader solitario. E racconta, senza trascurare aneddoti di vita privata, il percorso biografico e professionale di una persona franca, molto abile nello sfruttare i riflettori del palcoscenico mediatico, e al tempo stesso inflessibile nel difendere la propria privacy, come ha fatto alla fine, nascondendo sino all'ultimo il dramma ineluttabile della sua battaglia fatale.

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    Pietro Andrea Annicelli

    16/11/2018 21:28:07

    Marco Ferrante, tra il 2004 e il 2010, è stato ritrattista di personalità dell'economia e del capitalismo italiano prima per "Il Foglio", poi per "Il Riformista": alcuni di quei profili si possono leggere nel suo sito Marcoferrante.eu. Il nuovo lavoro "Marchionne: l'uomo dell'impossibile" è l'aggiornamento probabilmente definitivo del libro in cui, prima nel 2009, poi nel 2011, il vice direttore di La7 ha raccontato la storia di Sergio Marchionne. Ferrante, che ha incontrato e studiato da vicino il grande manager scomparso l'estate scorsa, ci consegna il ritratto del capo di Fca di fronte alla globalizzazione e alla sua crisi. E la convinzione che l'uomo, scrutato dall'angusta prospettiva delle classi dirigenti italiane, è stato ostacolato e non capito piuttosto che affiancato e valutato per avvalersi dell'eccellenza delle sue competenze. Da ciò l'idea fuorviante, che però ristagna, d'un Marchionne sostenitore ideologico della flessibilità a carico del lavoro. C'è un punto fermo che Ferrante evoca per confutarla ed è la conferenza del 2015 intitolata programmaticamente "Confessions of a capital junkie" (Confessioni di un drogato del capitale). Lì Marchionne denuncia la distruzione di ricchezza sul mercato mondiale dell'auto provocata da un meccanismo di concorrenza tra troppi gruppi. E la possibilità di ridurre i costi se si praticassero fusioni che razionalizzassero gli investimenti. Alla fine l'avventura del dirigente d'azienda italo canadese resta, per l'Italia e per Ferrante, una delle tante occasioni perse per imboccare la strada della modernità produttiva.

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