Marcia su Roma e dintorni

Emilio Lussu

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 aprile 2014
  • EAN: 9788806221416

38° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

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Descrizione
In ventidue capitoli, brevi ma ricchi di informazioni, Emilio Lussu con un tono dolente e sarcastico insieme racconta ciò che ha visto e subito dal 1919 al 1929, anno della sua avventurosa fuga da Lipari con Carlo Rosselli e Fausto Nitti: il sorgere e il dilagare del fascismo, soprattutto in Sardegna, manovre politiche, agitazioni di piazza, figure camaleontiche e macchiette popolari. A cominciare dai questori, giornalisti, deputati, professori, sindacalisti voltagabbana, descritti da Lussu nel loro tragico spessore. Un documento imprescindibile rivolto in particolare alle nuove generazioni, che testimonia del contesto nazionale e delle sorti dell'Italia nel decennio di maggior abbrutimento civile della nostra storia e che rivela la forza di chi ha lottato fino all'ultimo, anche negli anni del dopoguerra, per una sinistra democratica.

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    Talisie

    22/03/2018 16:44:21

    Interessantissimo documento , racconta con vivacità quasi giornalistica l’ascesa del fascismo, ma ancor più colpisce per il panorama del crescente consenso e per il cambio di casacca (davvero gli italiani non cambiano mai) repentino di fascisti dell’ultima ora, pronti a saltare sul carro del vincitore. Lussu, anche se non è nelle sue intenzioni, davvero giganteggia in un mondo sempre più oscuro e minaccioso, popolato da gentaglia di infima risma che sa realizzarsi solo esercitando la violenza sugli inermi. Non si può che esprimere ancora una volta riconoscenza e ammirazione per questi eroi che non si sono piegati e hanno combattuto per salvare il proprio paese dall’orrore nazi-fascista.

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    New Gold Dreamer

    29/11/2017 20:25:44

    Da leggere (soprattutto per la parte iniziale) in abbinamento a "Diario di uno squadrista toscano" di Mario Pratesi... da notare la "leggera" differenza di vedute che derivano entrambe dalla Grande Guerra e dalle conseguenze politiche, sociali, economiche provocate dalla stessa. Bellissimo il brano in cui Lussu, ospite da una famiglia sarda di finti antifascisti, si accorge troppo tardi dell'inganno ordito da questa famiglia a suo danno. Dal libro si apprende un vizietto italico atavico e immutato: che gli italiani stanno sempre dalla parte del più forte di turno che nel periodo narrato da Lussu era il fascismo, salvo fare un giro ideologico di 180° dopo la guerra.

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    n.d.

    15/10/2017 22:02:48

    Assolutamente da leggere per capire realmente le dinamiche dell'ascesa del fascismo in Italia, quasi in presa diretta. Un documento storico preziosissimo

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    Giacomo Bellini

    21/08/2015 15:36:33

    Lussu non delude mai. Come nel bellissimo Un anno sull'altipiano mescola biografia e storia del nostro paese, dando un'opinione a caldo del momento storico. Veramente moderno lo stile: asciutto, pulito, e molto ironico. Forse il migliore scrittore di quel periodo.

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    Renzo Montagnoli

    18/06/2015 10:05:52

    Emilio Lussu, l'autore del giustamente famoso Un anno sull'Altpiano, uno dei più bei libri sulla prima guerra mondiale, scrisse nel 1931, da esule e dopo la fuga e l'evasione dal confino nell'isola di Lipari, Marcia su Roma e dintorni. La visione, frutto dell'esperienza personale, è soggettiva e riguarda soprattutto quanto accadde in quel periodo in Sardegna, la sua terra, ma che comunque è facilmente estensibile all'intero panorama nazionale, e questo anche grazie al fatto che l'autore all'epoca era membro della Camera dei Deputati in rappresentanza del Partito Sardo d'Azione, da lui fondato insieme a Camillo Bellieni, una forza politica per sua natura repubblicana e federalista, volta a ottenere per i pastori e i contadini sardi la distribuzione delle terre e dei pascoli di proprietà dei grandi latifondisti. In questo contesto, benché Lussu fosse stato un combattente di notevole valore durante la Grande Guerra, che lo aveva visto deciso interventista, non rientrò nel corposo gruppo degli ex combattenti che, per diversi motivi, si accostarono a Benito Mussolini, anzi lui osteggiò da subito e apertamente un movimento come quello fascista, basato su valori sterili e falsi e caratterizzato dalla continua violenza di cui peraltro fu più volte vittima. Di tutto ciò che sarebbe accaduto Lussu nel 1931 non poteva sapere niente e anzi lui si trovava nella spiacevole posizione dell'oppositore fuggiasco; eppure, senza livore, anzi direi con serenità scrisse il libro, la cui lettura, a mio parere, più che raccomandata, è doverosa, soprattutto in un paese come il nostro che ogni tanto si lascia incantare dall'uomo di turno della provvidenza.

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