Traduttore: H. Lyria
Editore: Feltrinelli
Edizione: 9
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 17/03/2008
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788807813856
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Recensioni dei clienti

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    Fabio

    07/05/2015 16:23:36

    Riletto dopo oltre 15 anni e mi è parso ancora più bello. Credo che per scrivere un buon romanzo giallo , occorre essere degli ottimi scrittori,avere profonda cultura e capacità di scrutare nell'animo umano almeno pari alla fantasia necessaria per creare una buona storia. Qui Carvalho è ancora un personaggio chandleriano,non la metafora letteraria che diventerà negli ultimi romanzi del suo ciclo ed ha una dimensione drammatica non più eguagliata in tutte le altre storie. I Mari del Sud sono il luogo immaginario dove arrivare e da cui non voler più fare ritorno,mentre il luogo della vita di tutti i giorni,quella reale è popolato da meschinità,follia,vecchiaia inevitabile,senza speranza di amore o felicità. E' un messaggio triste,dovuto forse alla percezione del tempo che fugge. Comunque c'è la più bella descrizione di una sbronza che mi sia capitato di leggere,con una ricchezza di immagini e un'intensità narrativa insuperabili. Grandissimo autore.

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    AEG

    23/08/2013 20:32:43

    Carino; sicuramente non il mio genere di libro preferito ma che comunque ho letto volentieri.

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    giancarlo

    07/06/2013 13:00:43

    dunque, cominciare a dare un giudizio su questo libro, non e' facile, ma sinteticamente inizio con il dire che e' un libro che va letto con molta attenzione, nel senso che non e' che va giu' come un bicchiere d'acqua, alcuni passaggi sono molto tosti, sono da leggere lentamente per capire bene i troppi passaggi che i vari personaggi interpretano. il linguaggio mi pare poco delicato, e sinceramente troppo pesante in tante parti, e questo lo rende selettivo, a mia figlia adolescente, avrei un po' di problemi a consigliarle questa lettura. paragonare questo investigatore, al commissario montalbano, come alcuni hanno fatto, sinceramente mi sembra un' offesa all'intelligenza. in definitiva mi sembra che questo libro possa appassionare sicuramente chi conosce molto bene Barcellona e la sua vita, e che leggendo il libro potra' rituffarsi nelle sue atmosfere.

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    BB

    21/09/2012 11:07:01

    La prima metà mi è sembrata bellissima, avvincente e originale, la seconda metà risulta invece banale e ripetitiva. Ambientato a Barcellona, è la storia di un detective privato al quale viene dato l'incarico di scoprire come sia morto un riccone che un anno prima disse di voler partire per i mari del sud, poi trovato accoltellato in un cantiere dei bassifondi della città, dopo avere lasciato alcune righe tratte da una poesia di Quasimodo. Molto bene il ritratto del detective, solito ubriacone lupo solitario che frequenta prostitute, ottimi gli escursus letterari, poetici e culinari, la storia secondo me passa in secondo piano rispetto alla città, Barcellona, appunto, che ha sempre il brutto vizio di voler essere la protagonista. Finale a mio parere deludente, voto 6.

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    andreab

    10/06/2008 12:29:04

    Chapeau! In assoluto uno tra i migliori Montalbàn. Qui come non mai l'indagine è pretesto per fare pura letteratura, divagare, far sorridere, riflettere su un'umanità senza pace e senza innocenza, perdersi nei mille rivoli della vita e delle mille strade che essa può intraprendere. Cinico, amaro, doloroso, disincantato. Un Carvalho quasi gaddiano.

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    Mauro Palazzini

    25/03/2008 12:35:18

    Non un semplice romanzo, ma un libro di epica !!! Senza dubbio uno dei migliori di Montalban: veloce nella partenza (uno dei limiti dell'autore), con una magnifica analisi del proletariato spagnolo e dei suoi quartieri dormitorio. L'indagine di Pepe dell'industriale scomparso diventa la ricerca dell'innocenza scomparsa, dei sogni infranti e traditi. Ho riletto il libro nel 2007 e ho provato le stesse emozioni, la stessa frenesia nella lettura che avevo provato 8 anni prima. Un libro che fa pensare, sognare.... Peccato che il massimo del voto sia solo 5: insieme a il "Quintetto di Buenos Aires" e "La rosa di Alessandria" i migliori romanzi di Montalban.

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    stefano

    09/03/2008 11:31:31

    giallo investigativo. Piuttosto monotono. Troppo caratterizzato dal protagonista che tutto sovrasta… anche la vicenda narrativa.

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    Teba

    14/06/2007 08:50:50

    Stupendo. L'ho riletto a distanza di due anni ma mi ha dato le stesse emozioni come la prima volta. La condizione della classe operaia nella periferia di Barcellona e la speculazione edilizia fanno da sfondo a questa vicenda dove si intrecciano storie d'amore, business, immigrazione, politica....con cenni non indifferenti a poeti ed autori anche italiani. Uno scorcio della fantastica città catalana in piena espansione sociale e culturale negli anni 80.... Grazie Manuel...

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    Jacopo

    11/03/2007 23:17:59

    Il classico libro che una volta iniziato non puoi fare a meno di finire nel più breve tempo possibile...avvincente e ispirato..fonte di molteplici riflessioni anche sul senso della vita e del non-cambiamento..

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    raff

    10/07/2006 16:16:25

    La migliore opera di Manuel Vázquez Montalbán perché non è solo noir condito di vita e politica ma ha in sé i vagheggiamenti del Conrad più ispirato dei racconti del mare. L'autore qui riesce a farci viaggiare rimanendo coi piedi ben piantati a terra.

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    Fra

    13/06/2006 16:24:15

    Pienamente d'accordo: TOP LEVEL! e vale per tutti i libri della serie, li ho letti tutti: irresistibili!

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    riccardo

    18/06/2004 19:23:48

    Come >Marco, qui siamo top level.

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    Davide69

    02/12/2002 08:19:56

    E' il primo libro di Montalban che leggo. Una volta terminato subito in libreria per LA SOLITUDINE DEL MANAGER e GLI UCCELLI DI BANGKOK.

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    Luca

    04/05/2001 11:35:15

    Con "Labirinto greco" per me il miglior M. Vazquez. Molto bello il malinconico crescendo con il quale Pepe ricostruisce l'"anno sabbatico" dello scomparso. Dura l'ambientazione nella periferia barcellonese.

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    jo

    11/01/2001 11:13:50

    La dura condanna all'impossibilità di cambiare la propria vita é tutta in questa pagine. Il solito splendido Montalban in cui trovare l'assassino é solo lo sfondo per riflettere sui profondi risvolti psicologici a cui addiviene il nostro detective. la vittima ingiusta del finale ? la vigliaccheria dell'umanità

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    Marco Metelli

    13/12/2000 13:10:30

    Top level

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