Traduttore: Bruno Arpaia
Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,17 MB
  • EAN: 9788852027383
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Descrizione
Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell'età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All'interno, un antico grammofono suona un'ammaliante canzone per voce e pianoforte. Nel momento in cui sottrae l'oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l'irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l'amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona.

Recensioni dei clienti

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    Serena

    06/06/2015 12:04:17

    Questo libro mi piace da impazzire. La prima volta l'ho letto da adolescente e mi aveva profondamente colpita. Uno dei primi libri della propria vita, di quelli che ti restano dentro per sempre e ai quali tornerai continuamente... Tutto mi è rimasto impresso, ma ciò che amo di più di questo libro - e dello stile di Zafon - è l'atmosfera decadente, malinconica, nostalgica, che impregna ogni parola. E' davvero tra i miei preferiti, non posso pensare come a qualcuno non piaccia, che secondo me è il migliore tra tutti quelli di Zafon. E' avvincente, avventuroso, scritto bene, e riprende il tanto amato genere gotico - genere ormai trascurato, oggi, ed è davvero un peccato! Trovateli voi libri gotici scritti recentemente che non siano Frankenstein o Dracula! -. Super consigliato.

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    Giammarco

    21/05/2015 19:09:30

    Leggendo varie recensioni mi sono chiesto se alcune persone abbiamo realmente letto "Marina", benché sia giusto che tutti esprimano la propria opinione. Mi spiego; non sono d'accordo sul fatto che si sia giudicata la "troppa fantasia" dell'autore, senza la quale il libro sarebbe stato un pallosa storia comune. Anche il comparare il libro ad un altro ( che sia in questo caso "L'ombra del vento") mi è sembrato riduttivo, dal momento che un autore si giudica anche dalla capacità d'inventare nuove storie, nuovi personaggi... altrimenti si pubblicherebbero libri uguali, con differenti titoli. Senza dubbio "Marina" è diretto maggiormente ad un pubblico giovane, di cui faccio parte (ho 16 anni), ma come lo stesso autore rivela "nell'introduzione" della sua maggior parte dei libri ( Il principe della nebbia, le luci di Settembre...) spera che i suoi lavori arrivino anche ad un pubblico adulto e io credo che siano delle storie che possano facilmente colpire persone di ogni età. L'ho trovato emotivamente coinvolgente, scorrevole nella lettura e ciò che ho amato di più in questo libro è stata la capacità dell'autore di dar vita ad una storia cosi enigmatica, malinconica in certi momenti, strutturata ma allo stesso tempo commovente. Assolutamente nulla da recriminargli.

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    Gero Morreale

    02/02/2015 14:11:42

    Avevo letto già "L'ombra del vento" e mi era piaciuto, pur non considerandolo un capolavoro. Ho voluto riprovare con un romanzo di Zafòn. Fin quando non sono arrivato a scoprire gli esperimenti di Kolvenik la storia mi stava appassionando, molto misteriosa, poi è giunta la delusione nel leggere come si è evoluta (o involuta) la trama. La parte che mi ha commosso sono stati gli ultimi capitoli...

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    Marco S.L.L.

    07/07/2014 11:43:19

    libro travolgente... libro che tiene incollato il lettore pagina dopo pagina stregandolo e coinvolgendo ogni riga di più. Personalmente non ho amato molto la figura troppo fantascientifica assegnata a Kolvenick, ma il finale commovente e mozzafiato conferma l'indiscussa ed indiscutibile potenza letteraria del grande Zafon...il solito Zafon...quello che non delude mai.

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    Faby

    13/10/2012 02:59:27

    È carino, ma come romanzo per adolescenti. Riprende un ambientazione vagamente gotica come quell de "L'ombra del vento" ma piu accentuata. La storia è molto triste sin dalle primissime pagine, (di quelle per cui non puoi non piangere! ) e lo svogimento ha molti elementi che appartengono ad un horror piuttosto banale.

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    Alexandrina

    09/07/2012 02:45:38

    Lo stile di Zafòn è inconfondibile, lettura scorrevole e coinvolgente. Trama comprensibile ma misteriosa arricchita da poche scene fuori dal reale ma che mai scavalcano troppo la fantasia. Psicologia dei personaggi interessante, il protagonista si trova volontariamente intromesso in una storia più grande di lui che però insegue quasi con piacere, felice di scappare dalle abituali mura scolastiche alle quali sarebbe condannato ogni giorno. Le vicende si ambientano nella notte, si parla di morte, di cimitero e di paura, paura che il lettore non percepisce più di tanto. Non parlerei di capolavoro, ma il coinvolgimento è notevole e gli intrecci sono curiosi. Inoltre, non oserei mai contestare la stile dello scrittore che ho amato fin dal principio, il quale lega la mente conquistandola

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    raffaella

    22/05/2012 17:51:52

    All'inizio mi ha preso ma poi proseguendo non mi è piaciuto più. Non mi è piaciuta in particolare lìentrata in scena dei manichini viventi. E' una storia strana si avvicina all'horror ma non lo è.

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    Silvia.

    20/05/2012 15:08:44

    Zafòn da me penso che riceverà sempre il massimo dei voti. Mi sembra stupido paragonare ogni altro libro da lui scritto al grandissimo "Ombra del Vento". Anche perché molti libri (di Zafon e non) apparirebbero scialbi in confronto. Comincio col dire che in Marina ho, sì, rivisto l'Ombra del Vento, con mia grande felicità; forse perché la scrittura di Zafòn è inconfondibile. Ma il libro non è un copiato. Sì, la storia è incentrata sulle vicende di un ragazzo (anche lui innamorato) che comincia a giocare al detective venendo a capo di qualcosa di più grande di lui. Marina appare per giunta inquietante, in quanto è un horror o un semi-horror. Ci sono state parti in cui ho rabbrividito davvero. L'ho adorato. Il libro appare un po' frettoloso, giusto un po', mentre penso che se avesse approfondito i sentimenti dello stesso Kolvenik, se avesse inscenato una qualche sorta di dialogo tra lui e uno dei personaggi sarebbe stato una bomba. Il libro finisce tristemente, con un senso di incompiuto. Ma è quello che probabilmente vuole Zafòn. L'autore vuol giusto farci sentire un po' come Kolvenik, quando si trova a tu per tu con la morte e non riesce ad accettarla. Chissà, forse Zafòn ha provato in prima persona come ci si sente; magari lui stesso è un piccolo Kolvenik, da qualche parte, nel profondo. Comunque, e questo lo dico in modo generale per tutti i libri di Zafòn: se comprate un suo libro e un altro di un qualsiasi altro autore, nel 90% dei casi vi consiglio di lasciare Zafòn per ultimo, o vi sarà più difficile di quel credete abbandonare i suoi personaggi e la sua sinistra Barcellona per immedesimarvi ad altri luoghi e ad altri personaggi.

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    polly

    02/05/2012 11:46:13

    libro davvero intrigante, molto ben descritto e ambientato, un horror davvero carino, manca di qualcosa ma nel totale e' molto carino ed interessante

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    Chiara

    03/04/2012 19:45:12

    Avevo già letto un altra opera di Zafon, e, pur facendo parte dello stesso filone, non mi era affatto piaciuta. Marina, invece, è diverso. Il finale è molto toccante e la trama è intrigante. Non gli assegno il punteggio più alto perchè, ad un certo punto, la storia diventa troppo inverosimile, tanto da somigliare al Frankstein di Mary Shelley (uno dei personafggi, non a caso, si chiama dott. Shelley).

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    Francesco

    14/03/2012 10:20:39

    Un buon libro con una scrittura fluida buone ambientazioni e un finale carino...ma non mi ha convinto prpio del tutto

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    Damiani

    27/02/2012 16:41:30

    Bhé, forse ho sbagliato a leggere questo libro dopo l'ombra del vento e il gioco dell'angelo.... Sicuramente non coinvolgente come il primo romanzo, ma la sua scrittura, il suo modo di descrivere anche le cose piú banali, con quel suo modo cosí penetranti mi ha aiutata a finire il libro! Romantico, ingenuamente malin onico l'autore mi fa sprofondare in luoghi che vorrei conoscere....l'invito che trasmette al lettore é sempre quello di carpire che in ogni cosa, persona vi si cela sempre qualcosa di enigmatico! Insomma penso di avere la ZAFONMANIA, poiché leggerei tutto di lui...come hanno già detto, anche la lista della spesa!

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    blinky

    02/02/2012 06:05:04

    Pare sia stato scritto inizialmente per ragazzi, mi sembra lo dice anche all'inizio, (quasi a mettere un po le mani avanti?) A limite lo si capiva comunque, se non altro al teatro nel finale, non che sia un fastidio, pero magari le esagerazioni..(i mostri praticamente volanti, il cornicione, i proiettili con l'antidoto); specie se non a caso scomodi nomi come Maria Shelley. Non banale secondo me la scelta di Barcellona quasi esclusivamente dark, cosa poco ovvia nello stereotipo. Tra l'altro il cognome Blau c'e anche in "canone inverso" (famiglia di Kuno).

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    Flavia

    08/12/2011 11:18:08

    Ingiuste le critiche verso questo libro, andrebbero invece rivolte alla casa editrice la quale nel presentarci un romanzo si è dimenticata di segnalarci che il pubblico per cui è stato scritto è giovanile dai 9 ai 15 anni, ma adatto anche ad un pubblico adulto senza la pretesa di trovare un alto "L'ombra del vento". Manca della stessa allure, ma gotico e decadente è un ottimo romanzo, sicuramente consigliabile se giustamente collocato.

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    Valmont

    17/09/2011 13:09:24

    Libro penoso. Stile acerbo, ingenuo, trama sciatta, personaggi stereotipati, caratterizzati in maniera brutale con i peggiori luoghi comuni (patetica la figura di German... ce le ha tutte, poverino! Cosa ha fatto per meritarsi questo da Zafon?), parte centrale talmente grottesca e irreale da risultare ridicola. Non è un horror, non è un fantasy, non è un giallo, non è un thriller, non è un romanzo di formazione ma un miscuglio pasticciato e indigesto di tutto questo (insieme all'immancabile storia d'amore melensa, scontata e strappalacrime) messo insieme da un autore che non sa che pesci prendere per concludere 300 pagine totalmente insipide e irritanti.

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    Marina

    08/09/2011 13:37:44

    La storia raccontata non è propriamente il genere che normalmente leggo...direi un po' visionario.. Tuttavia il libro ha un ritmo incalzante che ti porta in un soffio alla fine. Zafon scrive bene ed il risultato è molto buono. Ieri ho cominciato IL GIOCO DELL'ANGELO... vediamo cosa mi aspetta. Il migliore rimane, per ora, L'OMBRA DEL VENTO.

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    luca

    07/09/2011 16:36:14

    Un romanzo che ti prende fin dalle prime pagine, una scrittura decisamente coinvolgente e accattivante, una grande capacità descrittiva, numerosi flash back che, in parte, rendono meno fluente il ritmo narrativo. Il finale è un po' troppo "strappalacrime". Nel complesso ho preferito Il gioco dell'Angelo, ma anche qui Zafon coglie nel segno e ci regala un storia avvincente

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    Salvatore

    04/09/2011 10:32:08

    Per la serie Zafòn non delude mai! Davvero un bellissimo libro che si legge con molta facilità (ci ho impiegato 2 giorni scarsi) in cui affiora il primo amore per Barcellona che verrà confermato nei seguenti libri. Genere di scrittura originale che ti tiene attaccato dalla prima all'ultima pagina con un finale davvero davvero bello. E se non vi dovesse piacere la storia in sè, il libro andrebbe letto solo per le morali e gli insegnamenti finali che lasciano sempre senza parole. Consigliatissimo. Voto: 5/5

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    Claudia

    24/08/2011 07:55:28

    Ma il richiamo al 'lavoro' e alle 'richerche' del dottor Frankestein e il fatto che uno dei personaggi si chiami Shelley è un caso o l'autore vuole rendere merito a uno dei più famosi classici della letteratura horror? Chissà... Suspence (che non fa paura) e stile rapido e incalzante fanno di 'Marina' un romanzo che si legge di corsa, però quelli che Zafon chiama i suoi primi romanzi per ragazzi sono davvero i tentativi per giungere a quel capolavoro che è ' l'ombra del vento'. Gli ingredienti qui ci sono tutti! Certo che lui ci sa giocare con le parole eh? E ogni volta dà una descrizione di Barcellona che, più che una città reale, sembra una città delle fiabe, di quelle magiche e misteriose...

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    moneypenny

    01/08/2011 09:30:42

    Il voto è basso perchè se, per tre quarti il libro tiene incollati per suspance ed una vicenda dai sapori gotici, dopo si rivela essere un orribile miscuglio fra "Frankenstein", "Il Fantasma dell'Opera" e "Dracula". E' come se Zafon avesse voluto fare il tiramisù con uno strato di peperonata di melanzane! Il libro non si salva nè per il modo scorrevole in cui è scritto, nè per la vicenda di amore/amicizia che alla fine vira al patetico. Mille miglia lontano da "L'Ombra del Vento"

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