Traduttore: G. Baldi
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 5
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25/10/2002
Pagine: XLIV-382 p., Brossura
  • EAN: 9788811363828
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Recensioni dei clienti

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    Filippo

    28/02/2018 20:20:25

    Chi ha letto solo Zanna Bianca, Il Richiamo della Foresta o Il Vagabondo delle Stelle non potrà mai comprendere appieno l'enormità letteraria ed umana di Jack London. Martin Eden è il suo vero, e forse unico, capolavoro, tre gradini sopra a tutte le altre sue opere (che comunque amo). Una storia eterna ed indimenticabile, di un'umanità talmente universale e condivisibile come solo pochissimi altri libri hanno saputo raccontare. Indispensabile.

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    marco

    29/12/2017 11:50:25

    Quando scegli Jack London non sbagli mai! Libro stupendo che racconta la trasformazione di un ragazzo povero che per amore vuole diventare scrittore e guadagnare una posizione più alta nella società. L'ostinazione e la caparbietà di raggiungere lo scopo ti incollano al libro senza mai farti staccare. La descrizione dell'amore e i suoi deliri in un panorama di povertà estrema fanno del romanzo una lettura ricca di spunti.

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    mara regonaschi

    11/10/2017 14:00:46

    Romanzo che, traendo ampio spunto dalla biografia personale del suo scrittore, racconta la storia di un povero e rozzo pescatore che, svolgendo qualsiasi tipo di lavoro e spinto da quel fuoco che solo umili origini e sete di riscatto possono dare, persevera tutta la vita alla ricerca del miglioramento di se stesso e della sua ascesa, attraverso le sue frangi passioni: la conoscenza e la scrittura. Ci sono poi il tema politico con la nascita del socialismo, quello evoluzionista per il diffondersi delle teorie darwiniane, quello sociale con il ritratto scialbo e superficiale della classe borghese. "La ragazza aveva quella diffusa chiusura mentale dalla quale tutte le creature umane sono indotte a credere che la propria razza, la propria fede religiosa e le proprie idee politiche siano le migliori e le sole giuste e che i loro simili sparsi nel resto della terra si trovano in situazione meno fortunata della loro. Era la stessa ristrettezza che fece andare i missionari moderni nei più remoti angoli del mondo a sostituire gli dei degli indigeni con altri dei". Ma il libro non può essere compreso e goduto se non si conosce la seppur breve vita di Jack London, così straordinaria. La scrittura è di altissima qualità ma "datata" e mi ha generato spesso poco entusiasmo. Lo stesso Martin Eden è protagonista infelice, dibattuto, depresso, disperato, insoddisfatto, così radicale da non riuscire a piacere fino in fondo.

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    Aledifra

    23/06/2017 20:42:15

    Purtroppo l'antipatia che mi hanno suscitato i due protagonisti Martin e Ruth non mi hanno fatto apprezzare pienamente il romanzo.Non lo consiglierei.

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    Bettin Graziano

    05/11/2016 15:36:54

    Uno dei più belli che io abbia mai letto

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    Cristiano Cant

    05/05/2014 19:46:25

    Parabola perfetta, assoluta e inevitabile di un uomo che tocca il fatale della vita e ad esso si consegna col coraggio di un perdente che ha già vinto; con gli altri, col mondo, con la propria voce, i propri sforzi, l'amore stesso, perché troppe cicatrici interiori sono la sua rete di protezione, il suo recinto inviolabile, e l'estranea cecità di chi lo incontra il verso consueto e volgare che offrono la vita e le sue convenzioni morte quando un'anima troppo grande ingombra e ostacola le protezioni che essa ha eretto contro la stranezza, la diversità, il grandioso cuore di un vero uomo e artista. A Martin non importa il successo se questo genera infelicità e conflitto. Conta soltanto l'obbedienza al battito primo, alla proprie segrete ragioni, all'io e al candore di un'interezza che è e non può non diventare lacrima di lettore. Capolavoro assoluto!

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    Claudio S.

    09/11/2013 15:09:30

    London è stato un grande autore ed è un piacere scoprirlo, squarciare la membrana di scrittore per ragazzi (Il richiamo della foresta e Zanna Bianca) e toccare con mano l'assoluta originalità della sua produzione e della sua breve e avventurosa vita. La storia di Martin Eden e la sua fine così cercata sono avvolgenti e sono uno sprone a chi vuole adagiare la sua mediocrità e la sua apatia ai biechi colpi del destino, invece di rivoltarlo, come se fosse un'ardita e feroce mossa di judo. Non dò il massimo perchè l'ho letto in una sciagurata e arcaica traduzione che mi ha spesso irritato (onta, guiderdone ecc. termini a dir poco obsoleti).

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    Federico Montanari

    18/10/2013 15:09:08

    Credo che il vero significato di questo libro, che riassume e porta al nodo tutti i significati che lo compongono, lo si afferra e London ce ne rende partecipi, solo nelle pagine finali. Tanti sono i temi toccati da questo autore che adoro per la sua fame di esperienza, di vita, di sapere, varcando il limite dell'autodistruzione...perchè l'autodistruzione o comunque la delusione, l'amarezza, la solitudine, si integrano inevitabilmente alla fame di crescita, la fame insopprimibile che Eden/London dimostra di avere, incurante dell'abisso in cui rischia e simbolicamente si getta per volontà sua nel finale. London mostra i limiti e le ambiguità della critica letteraria, l'ipocrisia della borghesia, la falsità dell'interesse verso una persona quando ciò viene portato da fattori superficiali o assegnati, come la celebrità; il non dimenticarsi mai dei poveri.(Questo è un testo polemico, di critica, e la critica è l'anima della comprensione e della giustizia). Ma soprattutto London mi parla della desolazione a cui va incontro l'uomo in cui i libri vivono, l'uomo che regola il suo amore in nome di un'onesta e improsciugabile volontà di comprendere e ordinare una morale. Solo l'amore, la condivisione può salvare, perchè il tutto cui la sapienza e la sensibilità può portare rischia di sfruttarci nel campo senza orizzonti del nulla. Le prime pagine sono pagine tenere e piene di amore e leggerezza romantica. Io vivo come Eden, e solo chi comprende a pieno e Avverte a pieno quello spendersi sacro che London ha tentato con questo libro può capirne la grandezza. Grazie London. Davvero.

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    Pierpaolo Andrea

    31/01/2013 13:12:13

    I romanzieri, tutti, dovrebbero imparare dai poeti: descrizione di atmopsfere e stati d'animo in poche righe. In questo caso, se pur in presenza di una storia bella e scrittura notevole, la prolissità di Jack London è inferiore, forse, solo a quella di Gabriele D'Annunzio. Anna Karenina in mano a London avrebbe mandato in fallimento ogni editore, per il dispendio di carta. Voto 2.

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    Palestrione

    30/08/2012 12:30:35

    Da anni ho terminato i miei studi universitari e non pensavo che Jack London potesse annoverarsi tra i migliori autori classici. Martin Eden rinuncia al matrimonio, butta un fidanzamento per perseguire un sogno che alla fine non gli darà una reale gratificazione. E per chi, come me, scrive, la parabola di Martin Eden non può che meritare un encomio, oltre che trovare un'identificazione piuttosto scontata. Stile godibilissimo. Peccato per la mia edizione, i classici dell'Ottocento di "Repubblica", piena di refusi.

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    Matteo

    29/06/2012 17:15:28

    in questo momento il mio libro preferito, com' è stato detto precedentemente: se tutti fossero come Martin Eden il mondo sarebbe migliore

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    umberto73

    09/06/2012 17:20:08

    Un capolavoro,un libro che letto nell'età giusta ti puo aprire orizzonti nuovi alla vita!Uno sprone a non arrendersi mai.il primo che leggo di London e non sarà l'ultimo!

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    Salvatore Palma

    28/05/2012 07:45:18

    Per spiegare come mai avesse deciso di fare il giornalista Enzo Biagi scrive: "forse perché uno dei libri che hanno lasciato in me un segno è stato Martin Eden di Jack London". Un libro che lascia una traccia profonda, che ha forgiato intere generazioni educandole e formandole agli ideali di giustizia e di uguaglianza e che può essere considerato uno dei capolavori della letteratura mondiale del Novecento. E' la storia autobiografica di un giovane marinaio che, nonostante la scarsa istruzione, vuole con tutto se stesso "elevarsi" socialmente e culturalmente e che, da autodidatta, aspira a diventare uno scrittore. E' un cammino durissimo e irto di tante difficoltà in una società imbevuta di pregiudizi e di discriminazioni che complicano anche il suo rapporto con Ruth, una ragazza dell'alta borghesia di cui si è innamorato. Un romanzo bellissimo con un finale tragico e amaro.

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    zvone

    08/12/2011 23:47:12

    Per fortuna Sergio Leone non mi ha mai chiesto un parere su una certa sceneggiatura. In "C'era una volta in America" il giovane Noodles siede sulla tazza del cesso, apre la finestrella che sta dietro e si mette a recuperare uno spago; legato all'altra estremità c'è un libro. Quel libro è "Martin Eden". Viene a leggerlo qui, il bagno comune del palazzo, perchè a casa sua c'è troppo casino. Si intuisce, con una certa sorpresa, che gli interessa. Ma cosa ci trova di buono il teppistello in questa lettura? Con ogni probabilità, considerando il seguito della vicenda, ne trae un unico insegnamento : la volontà e la forza ti faranno ricco. Ecco... invece, quando io penso a Martin Eden visualizzo prima di ogni altra cosa la sua smisurata capacità di faticare. Chino di notte sui libri, o rinchiuso tutto il giorno in una lavanderia, non si risparmia mai. Certo, questi sforzi gli sono possibili unicamente perchè ha tanta potenza da mettere al servizio di una enorme volontà, ma sa che non gli basta farlo una volta sola. Lo farà per anni. È questa tenacia, questa ostinazione, questa fiducia nel proprio lavoro, l'aspetto che preferisco di Martin. Le stesse cose che ammiro in tutti quei mediani che riescono a vincere i mondiali (e ad ispirare una canzone). Ma ora tornate col pensiero a Noodles. Provate a immaginarlo mentre studia e lavora, di notte e di giorno. Basta col contrabbando. Niene più rapine ed omicidi, stupri e pestaggi. Guardate De Niro che timbra il cartellino una vita per pagarsi il mutuo dell'appartamento. Bel film vero?

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    Lucio-Romario

    22/05/2011 17:53:34

    Dire capolavoro è dire poco; Martin Eden è un' opera straordinaria che tocca tutti noi "comuni-mortali" molto da vicino! La parabola umana di questo personaggio mi ha subito coinvolto, rendendo la lettura appassionante e romantica! Sono molteplici le valutazioni che troviamo nel cammino di questo ragazzo dal cuore buono e turbato dalla vita... Siamo un pò tutti Martin Eden, o almeno dovremmo cercare di assomigliare a lui per avere un mondo migliore...

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    GILBERTO C

    18/11/2010 23:04:38

    Anche a me dispiace averlo scoperto un po' tardi, anche se ricordo ancora qualche immagine dello sceneggiato degli anni 70. Un libro che da da adolescente ti può cambiare la vita. Ora che l'ho letto a 42 anni, lo ritengo comunque un capolavoro memorabile. Da rileggere!

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    Nino

    04/11/2010 16:39:24

    A mio parere è uno dei libri più belli che abbia mai letto. L'intensità con cui viene scritta quest'opera rende avvicinabile chi come Martin si sente nella società come un elemento diverso e incomprensibile agli occhi degli altri. Io mi ci sono rispecchiato e devo dire che molte situazioni rendono chiaro quale sia il problema di uno stato d'animo contorto e confuso. Le soluzioni, ahimè, son poche e difficili da perseguire ma vale la pena di condividere. Le emozioni sono forti e tutte racchiuse in un pugno di parole che echeggiano in una serie infinita di ambizioni e sogni di un giovane controverso. Gli sviluppi son forti, così come personaggi bizzarri, ambigui e coinvolgenti. Lo consiglio ai giovani che dubitano delle proprie qualità e che contrariamente a questo cercano indistintamente di salire sul gradino più alto della classe sociale per dimostrare di che pasta si è fatti. Da leggere!

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    jeff82

    15/12/2009 15:18:12

    Martin Eden è un eterno sognatore e inseguendo i propri sogni riuscirà a scalare le vette del suo successo. L'ostinata capacità nell'affrontare la vita e la sua sete di conoscenza, porteranno Martin talmente in alto, tanto da poter biasimare il contesto in cui vive. Quest'opera non è solo un romanzo autobiografico, come spesso è stato ribadito, ma è anche una sferzata contro un tipo di società sempre più imborghesita.

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    guith

    11/12/2009 15:38:25

    Onestamente mi dissocio dai commenti entusiastici che mi hanno preceduto.Due cose posso dire a favore di questo libro : London scrive bene come pochi , e il personaggio di Brisseden è unico. Urlare al capolavoro o annoverare il libro tra quelli che ti cambiano la vita , proprio no. Non ci riesco . Ho riflettuto un mese prima di scrivere queste poche righe . La parte iniziale è lenta e ripetitiva ,nel resto della narrazione sembra a tratti esistere solo il bianco e il nero . Eden il marinaio , praticamente analfabeta , dopo due anni di studio matto e disperato riesce a tenere testa a chiunque nelle più svariate disquisizioni culturali . Sarà tutto simbolico , sarà una critica ai pregiudizi della borghesia , sarà che il finale simboleggia la " morte " della cultura ma in tutta franchezza mi è sembrato tutto un po' esagerato , quasi gonfiato per giustificare la vicenda e certi rancori personali di London ( vedi gli editori , i critici , primo tra tutti H. James ) . Un ' altra cosa che poi non mi è andata giù é il modo in cui è stato travisato (per asservire lo scopo ? ) il pensiero di Nietzsche . Resta il fatto che London è uno scrittore bravo e capace come pochissimi altri e spesso è stato sottovalutato .

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    Giuseppe

    26/11/2009 13:52:56

    Se pure si può dire che sia un libro datato, si può anche affermare che si tratta di un'opera tosta, come ci ha abituato da sempre London. Non do 5 solo per la distanza che ci separa dal tempo in cui London scriveva.

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