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Traduttore: G. Felici
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788806196554
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    angelo

    04/12/2016 11.16.32

    Ingredienti: un medico 52enne sposato e amante del tennis, una capricciosa campionessa in erba della racchetta, una rapporto professionale che sfocia in amore proibito tra tornei, paparazzi e jet-set, tanti prevedibili ostacoli ed avversari per una gara troppo complicata da vincere. Consigliato: a chi sogna una relazione complicata senza potersela permettere, a chi ha amato Lolita di Nabokov.

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    Massimo Mazza

    08/04/2014 18.08.50

    Sono d'accordo col recensore che mi precede. E' un romanzo questo che avrebbe meritato miglior sorte editoriale. Skàrmeta è sempre molto abile e salace nel descrivere le vicende erotiche dei protagonisti, ironico nel tratteggiare personaggi e situazioni (memorabile la battuta dell'autore su Papst che, uscito vestito e completamente zuppo d'acqua dalla camera d'albergo della sua giovanissima amante, s'immagina di estrarre la chiave della sua camera insieme ad una sardina come nei "Thirtees"...), cupo nel raccontare sventure e tragedie, mirabile nel citare classici antichi e moderni in un esercizio letterario tutt'altro che sterile. Un bel romanzo insomma con trovate genilali (la "legislazione fantastica" dell'avvocato di Papst ad esempio), ma anche poco verosimili (la lettera dell' adolescente Pablo Braganza che evoca sentimenti e immagini talmente profondi, frutto di una cultura adulta, da far pensare che a scriverla siano stati, a quattro mani, il suo professore di filosofia e quello di storia dell'arte...), che però, nel giudizio complessivo, è sicuramente da consigliare.

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    massimo r.

    25/04/2011 10.43.14

    A conferma di quanto sia strano il mercato librario, questo romanzo ha vivacchiato per decenni senza suscitare soverchie attenzioni (neanche una recensioine su IBS), finendo, nella edizione Gazanti, nei Remainder's (dove si trova tuttora). E invece è un libro divertente e intrigante, che fa il verso a Lolita con ironia eppure con profondità. Bene ha fatto la Einuadi a riesumarlo.

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