Max Ernst. Ediz. illustrata

Ulrich Bischoff

Editore: Taschen
Collana: Kleine art
Anno edizione: 2003
In commercio dal: 1 gennaio 2003
Pagine: 96 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9783822813867
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Descrizione

Max Ernst (1891-1976) nacque a Bruhl, in Germania, il 2 Aprile del 1891. Si iscrisse all'Università di Bonn nel 1909 per studiare filosofia, ma presto abbandonò gli studi per dedicarsi solo all'arte. Nel 1911 divenne amico di August Macke ed entrò a far parte del gruppo Rheinische Expressionisten di Bonn. Ernst espose per la prima volta nel 1912, alla Galleria Feldman di Colonia. Conobbe e lavorò con tutte le maggiori personalità artistiche del tempo. Nel 1932 fu allestita una sua mostra a New York. Nel 1942 sposò Peggy Guggenheim e si trasferì negli Stati Uniti. Nel 1953 dopo aver divorziato, tornò in Francia. Nel 1954 ricevette il premio della Biennale di Venezia. Morì nel 1976 a Parigi.

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    Luca Aquadro

    27/10/2018 16:43:02

    Da amante dell'arte - e soprattutto della pittura - apprezzo ogni iniziativa editoriale volta a facilitare la diffusione della sua conoscenza, in special mondo se questa operazione cerca di garantire tre componenti per me imprescindibili: la riproduzione graficamente curata di un ampio numero di opere ben selezionate; un prezzo di copertina contenuto o almeno ragionevole; la presenza di un testo esplicativo chiaro e fruibile anche dai non esperti del settore. Direi che la monografia sull'artista tedesco Max Ernst edita da Taschen abbia tutte e tre queste qualità: l'apparato iconografico è ricco e la qualità grafica delle riproduzioni alta; il prezzo decisamente abbordabile, a maggior ragione se si acquista nella sezione Outlet di I.B.S. o affini; il testo critico è curato e di lettura non certo ostica, anche se la traduzione dal tedesco dell'originale non è forse del tutto impeccabile. Quanto poi all'artista in questione, che conoscevo in modo piuttosto superficiale, ritengo di poter dire che rappresenti una valida alternativa ad altre figure del surrealismo commercialmente più note quali Dalì o Magritte, che furono di certo più abili di Ernst, specie il primo, nel crearsi un'aura di fascino e di appetibilità economica maggiore. Insomma, una lettura interessante relativa a un artista da riscoprire con maggiore attenzione. "All'inizio c'è il bambino di cinque anni, che il padre Philipp Ernst, pittore dilettante molto attivo, ritrasse nel 1896 come Gesù Bambino benedicente (...) Il bambino [scappa di casa] viene acchiappato e riportato a casa. Il padre è infuriato. 'Io sono Gesù Bambino'. Il padre si calma, la pace è fatta." (p. 7) "Critica della cultura e smascheramento della rispettabilità borghese, sfruttamento di soggetti venerabili, in parte biblici in parte mitologici in nuove interrelazioni profane e banali (...) per far posto a una nuova percezione" (p. 60). Max Ernst, inventore del frottage e del grattage. Che cosa sono? Leggete il libro e lo saprete!

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