Mélodies Et Chansons

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Compositore: Erik Satie
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: MDG
Data di pubblicazione: 11 marzo 2016
  • EAN: 0760623192628
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Erik Satie (1866-1925): Trois Mélodies de 1886 (Les Anges; Élégie; Sylvie); Trois autre Mélodies (Chanson (1887); Chanson Médiévale (1906); Les fleurs (1886)) ; Hymne pour le Salut Drapeau du Prince de Byzance du Sâr Peladan (1891); Un Dîner à l’Élysée (1899); Le Veuf (1899); Petit Recueil des Fêtes (1899-1904; Le Picador est mort; Sorcière; Enfant-Martyre; Air fantôme); Tendrement (1902); Je te veux (1887-1902); La Diva de l’Empire (1904); J’avais un ami (1904); Allons-y-Chochotte (1905); Le Picadilly (1904); Chez le Docteur (1905); L’Omnibus Automobile (1905); Imperial-Oxford (1905); Trois Mélodies sans Paroles (1902; Rambouillet; Les Oiseaux; Marienbad); La Chemise (1909); Trois Poèmes d’Amour (1914; Poème n. 1; Poème n. 2; Poème n. 3); Trois Mélodies de 1916 (La Statue de Bronze; Daphénéo; Le Chapelier); Quatre Petit Mélodies (1920; Élégie; Danseuse; Chanson; Adieu); Ludions (1925; Air du rat; Spleen; La grenouille américaine; Air du poète; Chanson du chat)

Il revival delle mélodies
Erik Satie scrisse una serie capolavori in grado di resistere senza alcun timore al vaglio dei secoli ma, nonostante questo, la sua produzione vocale continua a non godere dell’attenzione che meriterebbe. Come il baritono Holger Falk e il pianista Steffen Schleiermacher dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio in questo nuovo disco della MDG, comprendente l’integrale delle mélodies e della chanson del grande compositore francese, in questo caso è stata compiuta una vera ingiustizia. La leggendaria eccentricità di queste deliziose opere spazia dalla più tenera seriosità a vere e proprie pièce teatrali in miniatura dai toni estremamente tranchant; in fondo, per tutta la durata della sua carriera Satie seppe sopravvivere a condizioni di estrema povertà, mantenendosi come “strimpellatore di pianoforte”. La originalissima personalità che pervade molti dei suoi brani per pianoforte più famosi trova espressione anche nei suoi lavori vocali, eseguiti in questo disco nel migliore dei modi da Holger Falk, che ha anche la possibilità di mettere in luce tutto il suo versatile talento da attore.
Una lunga sopravvivenza
Nei testi messi in musica da Satie non si trova nessun brano di alta letteratura. Il compositore francese iniziò a interessarsi al repertorio vocale con Contamine de Latour, un amico catalano della sua giovinezza, con il quale scrisse quella che presentò scherzosamente a suo padre come la sua “op. 20”. Il suo passaggio nel mondo dell’ordine dei Rosacroce da un “inno” basato su una poesia arcana, enigmatica e mistica di Sâr Péladan. Quando poi Satie si trovò nella necessità di trascorrere le sue notti accompagnando al pianoforte lo chansonnier e impresario di locali notturni Vincent Hyspa, compose alcuni brani da cabaret basati sui versi dello stesso Hyspa. Tra questi brani si segnala un lavoro di valore assoluto, vale a dire il carezzevole valzer Je te veux, che da allora è stato incluso nei programmi di Jessye Norman, di molte pattinatrici giapponesi e di parecchie stelle di prima grandezza del panorama concertistico internazionale dei giorni nostri.
Un meraviglioso intimismo
Le canzoni strofiche costituiscono da sempre una presenza costante nei cabaret parigini. Uno dei personaggi che venivano presi più spesso di mira in questi brani era il presidente della repubblica francese Georges Clemenceau, mentre altre canzoni come Chez le docteur si ponevano come unico obiettivo quello di intrattenere piacevolmente il pubblico. Alcuni dei testi scritti da Hyspa non ci sono pervenuti o sono andati perduti, ma Holger Falk ha provveduto a rendere quella che a prima vista poteva sembrare una iattura in una virtù. Per convincersene, basta ascoltare Rambouillet o Enfant – Martyre. Per gli appassionati che masticano bene la lingua francese, Les Oiseaux sarà una vera delizia.
Gli interpreti ideali
I Trois Poèmes d’Amour di Satie sono opere estremamente concentrate, brani di brevissima durata – nessuno è più lungo di otto battute – e corredati da quelle “spiegazioni” che divenne una delle caratteristiche più inimitabili delle opere della sua piena maturità, testi aggiuntivi senza una relazione evidente con i contenuti dei lavori a cui si riferiscono. In queste miniature Holger Falk e Steffen Schleiermacher dimostrano di essere gli interpreti ideali delle opere di Satie: evitando l’ostentazione di qualsiasi stupidità e sfoggiando una buona dose di umorismo e di arguta ironia, i due artisti tedeschi rendono un programma apparentemente di semplice divertimento molto più profondo di quanto non si possa credere.
  • Erik Satie Cover

    Pseud. di Alfred Eric Leslie Satie. Compositore francese.La formazione, tra medievalismo e cabaret. Iniziò bambino gli studi con un organista di provincia e li proseguì dodicenne a Parigi, prima con Guilmant, poi al conservatorio con Lavignac e altri, mostrandosi ribelle alle regole tradizionali. «Sono venuto al mondo molto giovane in un tempo molto vecchio», confesserà più tardi. Sin dal 1887 si interessò al movimento della Rose-Croix (Rosacroce) e al suo capo e «sacerdote», il Sar Péladan, che propugnava un misto di medievalismo, di teosofia e di misticismo; ma si trattava di un'adesione piuttosto enigmatica. Scriveva intanto pezzi per pianoforte con strani titoli: Ogives (1886), 3 Gymnopédies (1888), 3 Gnossiennes (1890); ai Trois Préludes du «Fils des étoiles» (1891), un lavoro teatrale... Approfondisci
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