Memnoch il diavolo. Le cronache dei vampiri

Anne Rice

Traduttore: S. Caraffini
Editore: TEA
Collana: Best TEA
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 30 ottobre 2014
Pagine: 429 p., Brossura
  • EAN: 9788850237661
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Recensioni dei clienti

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    rosa elena

    15/11/2013 12:02:01

    Indubbiamente un libro che fa riflettere. Come lo stesso Lestat dice all'inizio, è una vicenda che sarebbe potuta accadere a chiunque e ciò spiega come mai all'interno delle Cronache non sembri, di primo acchito, trovare una vera e propria ragion d'essere. Eppure, se si pensa alla ricerca di Lestat, Armand e David - i personaggi cardine della saga - che si sforzano di trovare un senso alla vita ed alla loro non-vita di demoni, si comprende perchè Anne Rice abbia deciso di catapultare negli Inferi proprio Lestat! Non risulta affatto snaturato, come molti han detto, perchè il suo senso di "helplessness", la sua concezione del "Savage Garden" erano già concetti chiave nei libri precedenti. Rispetto alla vicenda in sè, che dire? Un meccanismo narrativo-speculativo che lascia annichiliti per la sua bellezza e per l'incompiutezza del messaggio finale, che trova in realtà proprio in ciò il suo valore assoluto. Perchè alla fine, nulla si sa se non che "tutto e niente può essere" e che Dio ed il Diavolo giocano nella stessa squadra...e che Lestat gli è servito come strumento! New York cupa e innevata...edifici alti e scuri, le due torri di cristallo, la cattedrale...e poi Roger il fantasma, con la sua storia che toglie il fiato...: forse il romanzo più cupo, anche più orrido di Anne Rice (vedasi la morte di Roger). Do un voto leggermente più basso rispetto al solito perchè il personaggio di Dora appare troppo esaltato, troppo soffuso di misticismo e perde perciò di credibilità. Il modo come Lestat si nutre di lei, che alla luce dei riferimenti biblici precedenti non ha nulla di osceno, avrebbe dovuto essere esplorato di più dal suo punto di vista, considerato che Armand e David erano presenti! E poi, dov'è l'odio verso colui che le ha ucciso il padre? Comunque, anche Gretchen nel libro precedente appariva fanatica ed assurdamente distaccata dalla realtà, il che si spiega con l'anticattolicesimo di A.R.

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    Rowan

    29/08/2012 09:19:58

    Scritto in maniera impecccabile, comunque sono costretta a dare il voto più basso mai dato a un libro della Rice. In Blood, Lestat si giustifica dicendo che in Memnoch ha presentato le verità più raffinate del pensiero occidentale...modesto come al solito. E' solo il punto di vista teologico dell'autrice e, per quanto interessante, non basta per far apprezzare il libro nella sua lunghezza e pesantezza. Dettagli truculenti soprattutto nella parte iniziale, in certi punti blasfemo e incomprensibile. Voto 2 perché, quando si apre un libro da cui ci si aspetta un fantasy-horror, si trova invece un polpettone in cui praticamente non esiste trama. Non si riscatta neanche nel finale.

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    Mattia

    26/08/2011 23:47:07

    Libro che fra le cronache dei vampiri sta piuttosto stretto. La Rice ha sfruttato la sua famosa saga per proporci la sua visione alternativa sul cristianesimo e sul creato; è interessante, ben scritto anche se la narrazione non mi è parsa ai livelli idei libri precedenti, a fine lettura viene da chiedersi se la prima metà del romanzo abbia un significato oltre quello di rendere il libro più voluminoso. Il finale è aperto e di dubbia comprensione, necessita probabilmente della lettura dei libri successivi.

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    Antonio

    02/12/2010 19:04:09

    Uno dei libri più belli di Anne Rice! Una rivisitazione della mitologia cristiana originale e sorprendente. L'universo delle Cronache dei Vampiri viene messo un poco in secondo piano rispetto ad altri romanzi, anche se non se ne sente la mancanza! Lo consiglio caldamente!

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    Roxanne Chan

    15/11/2010 18:03:18

    Questo è il quinto libro delle Cronache dei Vampiri che ho letto, e l'ho amato come ho amato quelli precedenti. La trama è originale, molto interessante, perchè la storia della creazione del mondo è vista dal punto di vista di Memnoch, e ci viene presentato un Dio imperfetto, verso il quale si può provare risentimento. Memnoch poi è davvero un bel personaggio interessante : il suo essere il primo arcangelo, un ribelle che contesta le decisioni di Dio e viene scacciato dal paradiso per questo. Forse un pò noiosa la prima parte, con la storia di Roger, ma comunque mi è piaciuta, il romanzo mi coinvolgeva man mano che continuavo a leggere. Ho adorato il pezzo dove, nello Sheol, Lestat invoca l'aiuto di Claudia e Nicolas. Quanto mi sarebbe piaciuto vederli apparire... Bello anche il finale, non vedo l'ora di leggere il seguito. Oh, c'è però una pecca in questo libro : il modo in cui Lestat si nutre di Dora. Ero assolutamente disgustata...

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    Mr Bloody

    10/05/2010 11:26:41

    Romanzo davvero "pesante". Di una lentezza narrativa esasperante in più punti. E' l'unico libro della saga in cui ho dovuto rileggere più volte alcuni passaggi a causa della noia. Una volta finito è quasi una liberazione riporlo sullo scaffale. Spero che la Rice non affronti più temi mistici e religiosi di questa portata. Finale eccellente come da manuale; il problema è arrivarci.

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    ^sara^

    04/11/2009 10:43:27

    Ho amato Lestat dalle prime battute e conseguentemente ho amato la Rice, ma quel sottile confine oltre cui il gotico scade nel cattivo gusto, che lei fino ad ora era stata maestra nel non oltrepassare, stavolta é stato trasmodato con ingordigia. Va bene raccontare di vampiri e aggiungere nefandezze ai dettagli, ma perché tirare in ballo Dio in maniera talmente eretica? La Rice si é lasciata sopraffarre da una visione prepotente e presuntuosa della Teologia e della religione... ed io non ho apprezzato! In questo libro non c'é la benché minima traccia del Lestat De Lioncourt che ha affascinato e appassionato molti di noi: c'é solo del blasfemo e a tratti indecenza... lasciamo stare il modo in cui viene oltraggiata la figura di Dio... ma il modo in cui Lestat trae nutrimento da Dora... beh! Non si può davvero leggere! Insomma, questo libro é stato per me una delusione infinita.

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    Vampire Lover

    27/09/2009 11:25:41

    Una Divina Commedia “lestatiana” che, a mio parere, mal si addice e integra coi precedenti romanzi delle “Cronache dei Vampiri”, ma che temo influenzi irreparabilmente i successivi. Le esperienze paranormali e mistiche hanno il sopravvento sulle ben più prosaiche e piacevoli avventure “terrene” e “fisiche”: Lestat prima parla con un fantasma e si innamora di una Cristiana devota, poi si lascia coinvolgere nel viaggio-visione del Paradiso, di Dio e dell’Inferno. Colpi di scena finali coinvolgono il destino di Armand e Mael e il significato dell’avventura di Lestat. Allo stile, più scarno ed essenziale, fanno da contrappunto le descrizioni, sempre sublimi e visionarie. Troppo onirico, troppo soffuso di religiosità, troppo lontano dal mondo di carne e sangue del vampiro!

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    Giacomo

    09/12/2008 14:30:57

    Testo fantasy-"teologico" molto dinamico e affascinante. Certo inverosimile, ma molto accurato e nobile nel spiegare la teoria dell'origine di Satana. La Rice da grande studiosa sa comunque rendere nobile amche una storia che altri renderebbero più volgare.

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    je

    06/11/2008 18:24:23

    sinceramente, il peggiore della serie... la rice, al tempo la mia scrittrice preferita, con questo libro mi ha un po' deluso... perchè far impazzire in questo modo Lestat? che senso ha??? e Lestat con questo capitolo esce di scena...

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    Rac

    20/10/2008 13:51:28

    Ho pianto... Anch'io sono un'accanita lettrice delle cronache dei Vampiri e da questo libro, sarà per il titolo, non mi aspettavo molto. E' invece si è rivelato coinvolgente come pochi altri, a tratti addirittura straziante. Mi dispiace leggere commenti così negativi, sul fatto che Lestat sti perdendo la sua caratterizzazione e sul finale incomprensibile, ma "de gustibus non est disputandum"; per me infatti quelli che per altri sembrano difetti sono pregi inestimabili! Lestat si sta davvero perdendo, la sua ricerca è stata finora vana, ed il suo egocentrismo sfrenato costituisce il suo modo per non crollare. Ed è fantastico come il Diavolo e Dio decidano di coinvolgerlo nei Loro piani, perchè ogni creatura ha una sua parte nel disegno dell'Universo, anche chi crede di essere solo un'anima dannata. Molti pensano che questo libro sia a se stante e mal si collochi nella saga, ma basta proseguire coi successivi per rendersi conto che quello che è successo a Lestat ha influenzato anche tutti gli altri, compresi i più potenti e i più anziani. Ogni avvenimento e ogni particolare hanno un motivo preciso volto a raggiungere uno scopo inimmaginabile. E il fatto che il finale resti aperto è più che logico: come può una creatura, uomo o vampiro che sia, conoscere e capire i disegni divini?

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    dedè

    25/05/2008 19:46:17

    Io, adepta delle Cronache dei vampiri, a "Memnoch il diavolo" sono costretta a dare questo basso giudizio! Bello, come gli altri, ma lascia insoddisfatti, perchè non si capisce: troppo filosofico. Se in "Intervista col vapiro", le elucubrazioni dei personaggi erano comprensibili, qui sono criptiche. Non si riesce a dare un senso approfondito: ci possiamo limitare a cogliere i significati più superficiali di questo libro. Peccato!

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    FEDERICA

    22/04/2008 11:59:13

    Anne Rice ti prende, ti lancia nel suo mondo e non ti fa piu' uscire. Il punto di vista della scrittrice sul paradiso e l'inferno, su Dio e il diavolo.....assolutamente eccezionale!

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    Buba

    29/03/2008 20:02:12

    Uno dei libri più brutti che io abbia mai letto... Ripetitivo, banale, sciocco, orripilante. L'ho finito solo per indignazione, ma sono pentita di aver buttato i soldi. La figura di Lestat peggiora in ogni libro, diventando in questo lo stupido per eccellenza, anche se il vero protagonista sembra essere Memnoch... lo sconsiglio vivamente. Meglio una lettura del settimanale, ben più interessante.

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    Nafai

    22/01/2008 21:31:35

    Ma è una mia impressione o più si va avanti e più Lestat diventa simile ad un dio in terra? Ho letto i libri in ordine fin'ora. Intervista col vampiro era pieno di poesia, così come Scelti dalle Tenebre. La Regina dei Dannati cominciava a diventare di carattere quasi più avventuroso. Ma questi ultimi due, Il Ladro di Corpi e Memnoch il Diavolo? Cosa avrà Lestat da essere considerato così importante anche agli occhi di Dio stesso? Mi ha dato proprio l'impressione di essere un libro con una trama a se stante, in cui l'autoeletto "Principe dei Vampiri" poteva benissimo essere evitato. Poteva essere Memnoch il protagonista indiscusso, e sarebbe senz'altro uscito meglio. Ma a quanto pare Lestat vendeva di più... 2 su 5 perché tutto sommato è scritto bene, come gli altri della Rice.

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    Claudia

    05/04/2007 22:50:46

    Ad essere sincera non mi è piaciuto molto, nonostante i libri della Rice mi sono piaciuti tutti a parte questo. Questo libro è molto noioso e anche un pò troppo paradossale. Insomma, in questo libro Lestat incontra Dio e il diavolo,con i quali fa discorsi interi. Non so, ma cmq a me sembra un pò esagerato. E' già troppo esagerato il fatto che si parli di vampiri, poi figuriamoci se questi si mettono a parlare con Dio e con il diavolo.

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    crazy fool

    15/06/2006 21:00:53

    carino il libro per l'argomento trattato..in alcuni punti noioso, ma la stoira raccontata era interessante, ha visto l'argomento da un punto di vista diverso! un pò esagerato il personaggio di Dora, che non sembra umana...fidarsi così di uno sconosciuto, per giunta vampiro e lasciarsi far cose un pò, oserei dire perverse...non obietto il modo con cui la rice ha espresso queste caratteristiche del personaggio ma è stat un pò affrettata. sembra quasi un preambolo all'esplicità di Armand il vampiro. Memnoch è stato ritratto con una varietà di caratteristiche sembra avere mille caratteri, e non uno! Lestat è sembrato un pò meno lestat, ma le persone giustamente non sono sempre concrete e il loro carattere deve mostrare anche debolezze o addirittura delirio. La partenza mi annoiata molto, tanto che avevo inizialmente interrotto la lettura. Poi l'ho ripresa con piacere...nonostante tutte le mie critiche, 3/5 :-)

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    domy

    10/05/2006 22:14:40

    dopo aver letto i primi 4 libri della saga e pandora, questo delude 1 pò, essendo 1 pò troppo centrato sul monologo, e inoltre ritrae il (a parer mio) meraviglioso Lestat troppo come un ingenuo e a tratti codardo. dopo averlo sminuito per la sua avventatezza nel "ladro di corpi" mi sembra troppo continuare a battere sullo stesso tasto! forse a volte i ragionamenti sono parecchio contorti, in tutti i suoi libri, e difficili da seguire ma l'originalità della trama della serie è sublime.... me li sto comprando tutti e non vedo l'ora di cominciare ad inoltrarmi nel ciclo delle streghe di Mayfer!

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    Lindory

    09/05/2006 20:11:13

    Uno spreco di soldi e basta. Ho notato che la Rice dal suo primo libro ha completamente cambiato modo di scrivere. In intervista col vampiro e Scelti dalle tenebre, utilizzava un linguaggio scorrevole, scegliendo argomenti interessanti. Già dalla regina dei dannati ha fatto un minestrone di cose che solo lei sa che c ha messo. Memonoch il diavolo...nn riesco nemmeno a commentare, pesantissimo. A punti non si capisce nemmeno come ci si è arrivati a quel punto. Ba...deludente a dir poco comunque!

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    La Pippi

    24/04/2006 15:09:20

    Che brutto!!!I precedenti sono davvero belli ma con questo mi sono arenata e non riesco a finirlo...non so se è prechè l'argomento mi disturba o perchè è semplicemente noioso. Lestat non sembra neppure più lui...peccato che una saga così bella si impantani così. Quando finirò, leggerò Merrik la strega, si spera sia meglio.

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