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Elizabeth von Arnim

Traduttore: L. Balacco
Collana: Varianti
Anno edizione: 1995
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788833908977
Usato su Libraccio.it € 9,18


scheda di Concilio, C., L'Indice 1995, n. 8

Bettina von Arnim (1785-1859) era sorella dello scrittore tedesco Clemens Brentano, sposa del poeta e romanziere Ludvig Joachim von Arnim (1781-1831), amica di Goethe e anima a Berlino di un vivace salotto letterario. Con lo pseudonimo di Elizabeth, Mary Annette Beauchamp, nata in Australia nel 1866, sposa nel 1889 di un conte von Arnim, di Bettina eredita lo spirito letterario. Come lei vanta amicizie illustri: cugina di Katherine Mansfield, amica di Forster, sposa in seconde nozze il fratello di Bertrand Russell, prima di partire per l'America dove muore nel 1941. Autrice del romanzo da cui è stato tratto l'omonimo e spiritoso film "Un incantevole aprile" (1991), Elizabeth non perde qui la sua verve ironica e spassosa. A farne le spese è lo spocchioso e petulante barone Otto col suo spirito da integralista prussiano. Trascinato da una conoscente in una vacanza in Inghilterra da farsi in caravan, il viziato e conservatore barone si trova a lucidar stivali, a trascinare cavalli riottosi, a lavare piatti, gomito a gomito addirittura con un Lord, purtroppo un socialista. I tre caravan, la Ilsa, la Elsa e la Ailsa conducono il barone alla scoperta di un nuovo mondo: le deplorevoli usanze inglesi, tra le quali si annida l'emancipazione femminile, l'immorale vita da campeggio, che livella ogni distinzione di classe. L'ironia e il divertimento sono garantiti dalla goffaggine e ingenuità del barone, dalla scrittura che procede per opposizioni dialettiche e dal ricorso, come già nel romanzo-film, a quei cliché che riguardano la caratterizzazione dei vari popoli.

Recensioni dei clienti

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    kykky57

    02/07/2015 17.22.44

    e'il primo libro che leggo della Von Armin e non c'e' dubbio che la capacita' di scrivere sia l'aspetto piu' gradevole del romanzo.il racconto non e' impegnativo , ma ripetitivo, il protagonista pecca in modo eccessivo di cinismo ed ottusita', tale da rendere pesante la narrazione .

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    M.T.

    06/10/2011 09.58.19

    Volendo approcciare la Von Arnim con questo romanzo si resterebbe forse alquanto annoiati poichè sottili sono le arguzie e troppo forbito il linguaggio. Solo chi ha già letto altre opere potrà apprezzare questo resoconto di infinite peripezie di un vanesio barone a bordo di un carrozzone.

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    Roberta

    07/06/2010 14.40.09

    Decisamente, a mio avviso, il meno bello della Von Arnin finora letti, dovuto alla completa antipatia per il protagonista del racconto, il Barone Otto Von Ottringel, un'uomo superbo, altezzoso e autoritario. Anche in "Vera" della stessa autrice, ho provato antipatia per uno dei protagonisti, ma il racconto mi era piaciuto. In questa storia il cinismo del barone ha reso il racconto poco godibile.

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    Patrizia

    15/07/2009 09.14.02

    Assolutamente delizioso. Lo stile delicato e arguto della Von Arnim ci accompagna nelle (dis)avventure del Barone Otto, facendoci sorridere ad ogni pagina

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    Maunakea

    14/01/2009 11.05.04

    Splendido questo libro della Arnim della quale sto recuperando l'intera bibliografia. Si intitola The Caravaners e come al solito qualcuno ha sentito l'esigenza di modificarne il titolo e non tradilo letterlamente, cosa che non manca mai di irritarmi per la puerilità dell'azione, come se qualcuno fosse più o meno indotto a comprarlo con questo titolo italiano. Misteri della mente italiota. Tornando a noi, è del 1909 quindi uno dei primi libri della scrittrice; può lasciare un pò perlessi come finalità ironica se non si conosce qualche dettaglio della biografia dell'autrice che sposò il conte Henning von Arnim, andando successivamente a vivere in ampagna, in Pomerania. Nel 1910 muore il conte von Arnim, quindi un anno dopo la stesura del libro.

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    cristina

    12/09/2004 19.56.45

    romanzo ironico che non risente dell'età dell'autrice (nata nel 1866) è diventato introvabile ed è un peccato, leggerlo è divertente e stimolante.

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