Traduttore: A. Stringhetti
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 21 febbraio 2017
Pagine: 393 p.
  • EAN: 9788804650379
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Un thriller dall'intreccio "affascinante e complesso" (Kirkus Review) e che richiama, nel sofisticato gioco delle forze in campo e nel finale imprevedibile, il nome di John Grisham.

«Il mio lavoro è raccogliere informazioni. Accumulare segreti. Il mio metodo? Scambiare i tuoi segreti per i miei.»

Il pubblico ministero Jesper Stenberg, in procinto di essere nominato ministro della Giustizia svedese, ha urgenza di chiudere la relazione con la sua giovane amante dalla pelle perfetta e bianchissima, e la chiude. Con un litigio violento, le urla, la porta che sbatte, la fretta di arrivare all'ascensore, di scendere al parcheggio sotterraneo e uscire con la sua costosa auto alla luce del sole, libero. Ma sulla salita della rampa accade quello che non doveva accadere: con uno schianto terrificante il corpo della ragazza gli sfonda il cofano. La sua amante Sophie si è buttata nel vuoto, centrandolo in pieno, uccidendosi. Stravolto, l'avvocato si guarda intorno, nessun testimone, nessuna telecamera, solo lui e il cadavere della ragazza. Lentamente fa retromarcia, parcheggia nel punto più buio del garage e fa una telefonata. Chiama un risolutore, uno che risolve i problemi. Anche il suo, dice lo sconosciuto. E così è. La macchina sparisce. Il cadavere viene ritrovato su una Volvo casualmente parcheggiata proprio sotto il balcone della ragazza. Nessuna traccia. Nessun coinvolgimento. Ma un prezzo da pagare c'è, dice lo sconosciuto nella seconda telefonata. Quanto? Chiede l'avvocato. Niente soldi, gli viene detto. Un semplice favore, l'identità di un informatore della polizia chiamato Janus. Facile, si dice l'avvocato, arrogantemente sicuro dei suoi contatti ad alto livello. Ma non così facile, si accorgerà presto, perché l'unico agente dell'intelligence che conosce il vero nome di Janus ha perso la memoria in seguito a un grave incidente e Janus è come l'antico dio romano dai due volti, non facilmente conoscibile. Janus è colui che scatena tutte le guerre, è il Dio della Porta, colui che ha il potere sia all'interno che all'esterno, colui che raccoglie i segreti. Janus non è contattabile, e non contatta nessuno.

€ 15,00

€ 20,00

Risparmi € 5,00 (25%)

Venduto e spedito da IBS

15 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

€ 10,80

€ 20,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

 
 
 
Le prime pagine del libro

Lampeggianti… è il suo primo pensiero lucido dopo aver aperto gli occhi.
L’incoscienza non può essere durata più di qualche istante, una piccola, breve pausa nella sua testa. Eppure il mondo sembra così estraneo, così sconosciuto. Come se non si fosse ancora svegliato del tutto.
Riflessi blu danzano intorno a lui. Nello specchietto, rimbalzano sulle pareti di cemento, sul tetto, sulla carreggiata bagnata, perfino sugli inserti di plastica lucida del cruscotto.
Un’auto. Si trova al volante di un’auto che viaggia in un lungo tunnel.
Il dolore ricompare. Lo ricorda vagamente da prima di perdere i sensi. Un lancinante bagliore azzurro lungo il lato sinistro del cranio che trasforma i suoi pensieri in una poltiglia densa.
Può perfino sentirne l’odore.
Metallo, plastica, elettricità.
Sta succedendo qualcosa al suo corpo, qualcosa di grave che minaccia la sua intera esistenza, ma lui stranamente non ha tanta paura. Chiude le dita intorno al volante, sente la pelle morbida contro i palmi. Una sensazione piacevole e rilassante. Per un attimo pensa di lasciarsi andare. Mollare la presa e seguire di nuovo tutte quelle molecole lisce verso l’incoscienza.
Invece stringe il volante più forte che può, cerca di convincere la sua testa dolorante a spiegargli cosa succede.
«David Sarac.»
«Ti chiami David Sarac e…»
E poi?
L’auto prosegue nel tunnel e alcuni degli indecifrabili indicatori sul cruscotto dicono con certezza che va forte, troppo forte.
Cerca di sollevare il piede dall’acceleratore ma le gambe si rifiutano di ubbidire, anzi ormai non le sente più. Il dolore si fa sempre più intenso ma allo stesso tempo sembra stranamente lontano. Si rende conto che il suo corpo è sul punto di spegnersi, di interrompere tutti i processi non vitali finché la fusione nella sua testa non sarà sotto controllo.
«Ti chiami David Sarac» mormora tra sé.
«David Sarac.»
Dalle casse gracchiano suoni diversi: musica, segnali di chiamata, voci rotte e concitate che si sovrappongono.
Guarda nello specchietto. Per un attimo gli sembra di scorgere un movimento, una sagoma scura. C’è qualcuno sul sedile posteriore? Qualcuno che può aiutarlo?
Cerca di aprire la bocca, vede la figura nello specchietto fare lo stesso. Riconosce la barba incolta, lo sguardo sofferente. Capisce cosa significa. Non c’è nessun altro, è completamente solo.
La luce lo abbaglia e gli occhi si riempiono di lacrime. Le voci alla radio continuano a farneticare, a volume più alto, sempre più concitate.
Lo spegnimento del corpo accelera. Si diffonde dalle gambe fino al petto.
«Polizia!» grida una voce alla radio. La parola penetra nella sua parte cosciente e la invade in fretta.
Polizia.
Polizia.
Polizia.
Distoglie lo sguardo dallo specchietto e ruota faticosamente la testa di qualche centimetro. Lo sforzo lo fa gemere dal dolore.
«Ti chiami David Sarac.»
E?
Un po’ più avanti spuntano le luci posteriori di un’altra auto. Accanto a loro un grande cartello di pericolo, un ostacolo di qualche tipo che segnala un’uscita. Le luci davanti a lui diventano improvvisamente rosso fuoco.
Dovrebbe girare il volante e seguire l’altra auto fuori dal tunnel. Tutti i suoi sensi gli dicono che è una decisione saggia. Ma anche il collegamento con le braccia sembra essere sul punto di interrompersi, perché riesce a fare solo un breve movimento convulso.
L’ostacolo, una grande barriera di cemento che separa le due corsie del tunnel, si fa sempre più vicino. I cartelli rifrangenti luccicano nel raggio di luce dei fari. Cerca di proiettarsi qualche secondo nel futuro per valutare se rischia di schiantarsi. Ma il cervello non funziona più come dovrebbe.
Lo spegnimento raggiunge la faccia, gli fa cedere il mento.
La distanza dalla barriera continua a ridursi.
«POLIZIA.»
Ritorna quella parola, stavolta ancora più forte, e improvvisamente capisce perché. Lui è la polizia, i lampeggianti sono quelli della sua auto.
Si chiama David Sarac. È un poliziotto. E…?
Il dolore alla testa si attenua quanto basta da permettergli di costruire una catena lineare di pensieri. Cosa ci fa lì? A chi sta dando la caccia? O forse qualcuno sta dando la caccia a lui?
I lampeggianti nello specchietto si avvicinano sempre di più. Si fondono con la sua testa.
È sopraffatto dalla paura, i battiti del cuore aumentano. Ritorna il bagliore azzurro, stavolta ancora più forte. Le palpebre cedono, i rumori intorno scivolano via, si allontanano. Lui cerca di rimanere cosciente, di opporsi al processo di spegnimento. Ma non c’è più niente da fare.
Un breve urto scuote l’auto, però lui lo nota appena. Il processo di spegnimento è quasi terminato e lui è di nuovo semincosciente. Libero dal dolore, dalla paura e dalla confusione. Tutto ciò che rimane è un testardo segnale quasi impercettibile nel suo cervello martoriato. Un impulso elettrico tra due neuroni che rifiutano di spegnersi prima di aver portato a termine il proprio compito.
Subito prima dello schianto contro l’ostacolo di cemento, il secondo prima che l’auto si trasformi da un oggetto con i contorni ben delineati in un ammasso di rottami deformato, l’impulso arriva a destinazione. In un unico attimo di lucidità, improvvisamente ricorda tutto.
Perché si trova nell’auto. Cos’è tutta quella storia.
Facce, nomi, luoghi, cifre.
Il motivo per cui loro, tutti loro, devono morire.
Tutto a causa sua. A causa del segreto…
Un’immensa sensazione di leggerezza gli attraversa il corpo.Poi la tristezza.
Si chiama David Sarac. È un poliziotto. E ha fatto qualcosa di imperdonabile.