Memoria delle mie puttane tristi

Gabriel García Márquez

Traduttore: A. Morino
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 141 p., Brossura
  • EAN: 9788804561392
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 7,65

€ 9,00

Risparmi € 1,35 (15%)

Venduto e spedito da IBS

8 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile


“Quella notte scoprii il piacere inverosimile di contemplare il corpo di una donna addormentata senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore.”

All’alba del suo novantesimo compleanno, il protagonista di questo straordinario romanzo breve, decide di concedersi un regalo particolare: una notte d’amore con una ragazza vergine.

Ha solo quattordici anni la vittima designata, che l’anziana maîtresse del bordello frequentato dal vecchio giornalista con grande assiduità per tutta la sua solitaria vita, prepara con cura e dispone nel letto come offerta suprema al buon cliente e ormai buon amico.

Eccentrico, intellettuale squattrinato, appassionato di musica classica, giornalista solitario e non particolarmente brillante, da sempre ostile a ogni legame, tanto da chiudersi in casa il giorno delle nozze lasciando la promessa sposa ad attenderlo, carica di rabbia e di vergogna, inutilmente sull’altare: così si presenta al lettore senza nessun compiacimento il protagonista del romanzo. Ebbene quel vecchio, immorale e un po’ cinico, rimane incantato davanti al giovane corpo addormentato della ragazzina che, razionalmente pronta al sacrificio, aveva dovuto esser sedata dal bromuro e dalla valeriana per affrontare quella deflorazione mercenaria.

Quella, e altre notti che seguiranno, trascorse in silenzio, vegliando il pesante sonno della fanciulla sconosciuta da lui fittiziamente chiamata Degaldina, diventano fonte di fantasie diurne, compagne delle sue solitarie giornate, può immaginarla accanto a sé, vederla nelle diverse fasi della vita, adolescente ingenua e donna provocante, pensarla anziana e sua compagna: un fantasma che gli fa per la prima volta nella sua lunga e insignificante esistenza sentire la magia creatrice e trasformatrice dell’amore.

“Scoprii che l’ossessione che ogni cosa fosse al suo posto, ogni faccenda a suo tempo, ogni parola nel suo stile, non era il premio meritato di una mente in ordine, ma tutto il contrario, un intero sistema di simulazione inventato da me per nascondere il disordine della mia natura”

Il lavoro giornalistico, ridotto ormai a una collaborazione settimanale con un quotidiano, lo vedeva autore di un editoriale domenicale, immutato nel tempo, nei toni e nei messaggi, incapace d’accettare lui stesso, anzi ostinato a rifiutare, il cambiamento dei costumi e delle mentalità.

L’articolo “dei novant’anni” voleva fosse un tributo, un omaggio alla vecchiaia, e voleva anche che fosse l’ultimo, il messaggio finale a quel pubblico di lettori verso i quali non sentiva di certo particolare affetto. Ma ecco, proprio al momento in cui i sentimenti dovrebbero sedarsi, sembra invece che inizino ad accendersi: i giovani colleghi gli dimostrano un affetto inaspettato, il quarantenne direttore insiste per trattenerlo e in lui il nuovo imprevisto affetto produce una trasformazione non solo nella psicologia, ma anche nella scrittura. Ora sa parlare d’amore ed è tale la verità del messaggio che i lettori iniziano ad avere con lui uno scambio, lo sentono punto di riferimento, dall’amore insomma nasce un fuoco vivo. La simbologia del fuoco è esplicita in un episodio di questo romanzo che spesso gioca con simboli e citazioni (è evidente l’esplicito omaggio a uno dei più bei racconti del Nobel giapponese Yasunari Kawabata), ma in questo libro affascina non tanto l’elemento evocativo, quello magico o quello dotto, quanto la capacità di scandagliare le infinite risorse dell’animo, la sua eterna freschezza, così come non può non colpire la grande libertà intellettuale dello scrittore, che tratta un tema scomodo con il pudore, la leggerezza e la verità che solo un vero maestro possiede.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

1

L'anno dei miei novant'anni decisi di regalarmi una notte d'amore folle con un'adolescente vergine. Mi ricordai di Rosa Cabarcas, la proprietaria di una casa clandestina che era solita avvertire i suoi buoni clienti quando aveva una novità disponibile. Non avevo mai ceduto a questa né ad altre delle sue molte tentazioni oscene, ma lei non credeva nella purezza dei miei principi. Anche la morale è una questione di tempo, diceva, con un sorriso maligno, te ne accorgerai. Era un po' più giovane di me, e non avevo sue notizie da così tanti anni che poteva benissimo essere morta. Ma al primo squillo riconobbi la voce al telefono, e le sparai senza preamboli:
«Oggi sì.»
Lei sospirò: Ah, mio triste professore, scompari per vent'anni e torni solo per chiedere l'impossibile. Subito dopo riacquistò il dominio della sua arte e mi offrì una mezza dozzina di scelte allettanti, ma, questo sì, tutte usate. Insistetti che no, che doveva essere pulzella e per quella stessa notte. Lei domandò allarmata: Cos'è che vuoi provare a te stesso? Niente, le risposi, ferito nel punto che più mi doleva, so benissimo quello che posso e quello che non posso fare. Lei disse impassibile che i grandi professori sanno tutto, ma non tutto: gli unici Vergini che ormai rimangono nel mondo siete voi nati in agosto. Perché non mi hai dato l'incarico con maggiore anticipo? L'ispirazione non da preavvisi, le dissi. Ma forse aspetta, disse lei, sempre più scaltra di qualsiasi uomo, e mi chiese un minimo di due giorni per vagliare bene il mercato. Io le replicai serio che in un affare come quello, alla mia età, ogni ora è un anno. Allora non si può, disse lei senza un'ombra di dubbio, ma non importa, così è più emozionante, cazzo, ti chiamo fra un'ora.
Non ho bisogno di dirlo, perché lo si nota a leghe di distanza: sono brutto, timido e anacronistico. Ma a forza di non volerlo essere sono riuscito a fingere tutto il contrario. Fino a questo giorno presente, in cui decido di raccontarmi come sono per mia stessa e libera volontà, anche solo per sgravarmi la coscienza. Ho cominciato con la telefonata insolita a Rosa Cabarcas, perché, considerato in prospettiva, quello fu il principio di una nuova vita a un'età in cui la maggior parte dei mortali è morta.
Abito in una casa coloniale sul marciapiede esposto al sole del parco di San Nicolàs, dove ho passato tutti i giorni della mia vita senza moglie né fortuna, dove hanno vissuto e sono morti i miei genitori, e dove mi sono proposto di morire solo, nello stesso letto in cui sono nato e in un giorno che mi auguro lontano e senza dolore. Mio padre la comprò a un'asta pubblica verso la fine del XIX secolo, affittò il pianterreno per negozi di lusso a un consorzio di italiani, e si riservò questo secondo piano per vivere felice con la figlia di uno di loro, Florina de Dios Cargamantos, interprete ragguardevole di Mozart, poliglotta e garibaldina. E la donna più bella e di maggior talento che ci fu mai in città: mia madre.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    A.M.

    21/05/2015 02:19:01

    Memoria del primo amore di un arzillo novantenne, età in cui la maggior parte dei mortali è già "morta". Una trama monotona e ripetitiva seppur condensata in 118 pagine che, a mio parere, necessitava di più approfondita analisi introspettiva e caratterizzazione del protagonista, un valido e solitario giornalista che scopre (mal descritta) la struggente, commovente tenerezza dell'innamoramento ad un passo dalla morte. Purtroppo, non si riesce ad entrare in empatia con il personaggio né si avverte il senso dell'inesorabile scorrere del tempo. E' comunque un romanzo contenente due grandi e assolute verità: "l'età non è quella che si ha, ma quella che si sente" e "il sesso è la consolazione che si ha quando l'amore non basta".

  • User Icon

    A.M.

    21/05/2015 02:15:02

    Memoria del primo amore di un arzillo novantenne, età in cui la maggior parte dei mortali è già "morta". Una trama monotona e ripetitiva seppur condensata in 118 pagine che, a mio parere, necessitava di più approfondita analisi introspettiva e caratterizzazione del protagonista, un valido e solitario giornalista che scopre (mal descritta) la struggente, commovente tenerezza dell'innamoramento ad un passo dalla morte. Purtroppo, non si riesce ad entrare in empatia con il personaggio né si avverte il senso dell'inesorabile scorrere del tempo. E' comunque un romanzo contenente due grandi e assolute verità: "l'età non è quella che si ha, ma quella che si sente" e "il sesso è la consolazione che si ha quando l'amore non basta".

  • User Icon

    Silvia

    24/02/2015 10:29:34

    Andrò controcorrente: a me il libro è piaciuto, molto. E' vero, le atmosfere di Cent'anni di solitudine e L'amore ai tempi del colera sono ben lontane da quelle presentate in questo romanzo, che restano accennate, forse scialbe. Ma il racconto di quest'uomo che scopre l'amore a novant'anni, che scopre di poter osservare il corpo di una donna e innamorarsene, senza soccombere all'urgenza della carne è molto potente. E' la storia della scoperta di un amore, di sentimenti e di cambiamenti possibili (anche ad un'età cui non si dà più importanza a nulla se non alla nostalgia) nello stile che solo Marquez porta e sa narrare. Quindi 5 punti, a mio parere, li merita tutti.

  • User Icon

    Silvia

    24/02/2015 10:29:20

    Andrò controcorrente: a me il libro è piaciuto, molto. E' vero, le atmosfere di Cent'anni di solitudine e L'amore ai tempi del colera sono ben lontane da quelle presentate in questo romanzo, che restano accennate, forse scialbe. Ma il racconto di quest'uomo che scopre l'amore a novant'anni, che scopre di poter osservare il corpo di una donna e innamorarsene, senza soccombere all'urgenza della carne è molto potente. E' la storia della scoperta di un amore, di sentimenti e di cambiamenti possibili (anche ad un'età cui non si dà più importanza a nulla se non alla nostalgia) nello stile che solo Marquez porta e sa narrare. Quindi 5 punti, a mio parere, li merita tutti.

  • User Icon

    giorgio g

    03/09/2014 12:19:38

    Deludente: dall'autore di libri come "Cent'anni di solitudine" e "Cronaca di una morte annunciata" era lecito attendersi di più di una squallida storia di un platonico amore senile. Si può senz'altro salvare lo stile semplice, diretto, degno del migliore Garcia Marques.

  • User Icon

    faffa

    28/02/2014 16:26:08

    Romanzo che cari amici di famiglia mi regalarono (su richiesto suggerimento) per i miei 27 anni. Otto anni fa, quindi, lo lessi e mi inebriai del racconto di questo eccentrico latinista-giornalista ormai novantenne. Anche in questi due giorni il racconto di questo uomo amante della musica classica mi ha trasportato in un modo latino-americano che vive la sue giornate anche influenzate dal tempo che cambia con repentina velocità dalla siccità al nubifragio che, quando arriva, scopre tutti i "vuoti" delle pareti. A novant'anni compiuti il narratore si accorge che la sua vita è piena di falle: la sua casa richiederebbe un restauro, così come la sua biblioteca lignea; la sua attività di professore non era stata caratterizzata dal trasporto e dal desiderio di appassionare i suoi alunni; la sua vita amorosa era stato solo un susseguirsi di "tristi" amanti; il suo rapporto con il matrimonio corrispondeva ad una fuga; il rapporto con la sua fedele Damiana non era mai diventato un rapporto serio, ma solo un fremito saziato. A novant'anni, però, il narratore giornalista si trova-inaspettatamente-a vivere una nuova fase della sua vita: dal capriccio di regalarsi"una notte d'amore folle con un'adolescente vergine"si imbatte nel più grande dei sentimenti, l'amore. Quel sentimento che non era mai stato in grado di provare.Quel sentimento che non richiede un consumo immediato,ma che diventa contemplazione, attenzione, dono, futuro e che "condanna" l'eccentrico giornalista"a morire di buon amore nell'agonia felice di un giorno qualsiasi dopo i miei cent'anni". Forse, nel complesso, il voto più adatto sarebbe 3,5/5,ma metto 4/5 perché la penna di Marquez è capace, in tratti di ottima scrittura, di rendere -anche in questo romanzo- il clima latino-americano e il sentimento della nostalgia.

  • User Icon

    Dario

    10/01/2014 12:22:02

    Un uomo di novant'anni, giornalista eccentrico e solitario, scopre il vero amore contemplando una adoloscente nuda e sempre addormentata. Travolto da questo inatteso sentimento inizia un viaggio interiore riflettendo sulla sua lunga esistenza. Il libro è sicuramente scritto bene ( come potrebbe essere altimenti con Marquez ? ), manca però della forza magica dei capolavori dell'autore. Comunque resta un libro da leggere.

  • User Icon

    teresa pop

    28/07/2012 07:13:47

    è il libro che si legge in un paio d'ore e ti fa riflettere sulla solitudine umana. Ben scritto ma un po' noioso, alla fine. Certamente, secondo me, non un capolavoro!!

  • User Icon

    GIUSEPPE GALVAN

    04/04/2011 01:22:17

    L'ho letto nella traduzione in portoghese (editora record) mentre viaggiavo in aereo in Brasile e non sono riuscito a smettere : quando raggiunsi la destinazione, avevo terminato. Di tanto in tanto, rileggo alcuni passi: Mi è piaciuto molto,per il messaggio e il contenuto e anche da un punto di vista di architettura logica, con quel "ho pensato : stanno arrivando i miei novanta anni..." nel primo capitolo e "Era infine la vita reale..." nell'ultima pagina.

  • User Icon

    Lady Libro

    30/03/2011 16:13:40

    Sinceramente quando l'ho acquistato mi aspettavo molto di più... E invece non mi è piaciuto per niente: la storia è bruttissima (oserei dire pessima), non succede praticamente mai nulla e ci si addormenta dopo neanche una ventina di pagine... Mi è scivolata addosso come acqua sul muro, senza lasciarmi nessuna sensazione nell'anima. L'ho trovato un libro estremamente freddo e superficiale. Garcia Màrquez ha sicuramente scritto molto di meglio.

  • User Icon

    valeria

    02/10/2009 07:12:19

    E' una schifezza, non e' possibile che sia stato scritto dallo stesso autore dell'amore nel tempo del colera!!!

  • User Icon

    Angelica

    16/10/2008 14:38:59

    Un trattato sull'amore raggiunto a novant'anni... prima di allora il protagonista non riesce ad innamorarsi di nessuna poichè ha con le sue donne ha un rapporto puramente sensualistico, poi raggiunge l'amore(?) con la quattordicenne attraverso il solo idealismo senza mai toccarla...un circolo vizioso che mi ha lasciato tanta noia...

  • User Icon

    Carlo

    30/07/2008 23:33:46

    non do voto 1 al libro solo perchè lo stile di Marquez è sempre unico ma per il resto lasciamo perdere............

  • User Icon

    Angela M.

    15/06/2008 15:19:19

    Scritto bene. Un racconto. Non ha il respiro dei romanzi di Marquez, ma vale la pena di leggerlo.

  • User Icon

    RG

    23/05/2008 13:18:09

    Meraviglioso..è il solo commento che si può fare a quest'autore che parla d'Amore..Non è solo la storia di un vecchio di novant'anni..è anche l'invito a nn rendersi schiavi della materialità dei gesti e delle emozioni, per non arrivare vecchi e soli e scoprirsi vuoti.. Adoro Marquez..Vi consiglio di leggere "dell'amore e di altri demoni"..anche qst meraviglioso!!

  • User Icon

    antonella

    15/05/2008 19:07:58

    noiosissimo , senza senso non si capisce dove vuole arrivare e cosa voglia dire , ma se vogliamo dirla tutta anche "l'amore ai tempi del colera" è stato al pari pesante da leggere per cui devo intuire che anche le altre sue fatiche saranno sicuramente di una noia mortale, l'unica nota positiva di quest'ultimo è che è breve e nonostante tutto per leggere 141 pagine ci ho messo la bellezza di 5 giorni quando per contro riesco a leggere 400 pagine in 2 giorni quando il libro merita.

  • User Icon

    saverio ciccimarra

    21/04/2008 13:06:20

    A me è piaciuto! Non è un romanzo, ma un lungo racconto da leggere in un paio di ore dopo una giornata di lavoro per rilassarsi un po'. La storia è dolce, nulla di eccezionale, ma neppure da buttare.

  • User Icon

    enzo1968

    26/03/2008 18:17:03

    Questo libro non si può paragonare ai classici di Marquez....ma è Marquez. E' agile, essenziale ma non per questo superficiale. Racconta dell'amore per la vita, di quella fonte inesauribile di energia che è l'amore e la passione (anche quando non si può trasformare in fiscità). Una lettura rilassante ma che lascia una traccia.

  • User Icon

    simonetta

    23/02/2008 02:17:41

    in pochissime parole: dopo aver letto cent'anni di solitudine e l'amore ai tempi del colera questo libro NON può essere stato scritto dallo stesso autore ! Se così fosse, e davvero non riesco a crederlo, qualcuno mi spieghi per favore come sia possibile cadere così in basso dopo aver scritto capolavori come quelli citati ! Grandi aspettative, ma purtroppo una grandissima delusione.....

  • User Icon

    lucia

    14/01/2008 11:22:34

    mi allineo a tutti gli altri commenti. ho letto il libro perchè attirata dal titolo e dalla recensione fatta da un mio conoscente sul suo blog. generalmente in fatto di libri mi sono sempre ritrovata nei suoi gusti...ma questa volta prorpio no! il libro è troppo lento, la trama a volte insignificante. le sue puttane non sono affatto tristi...la sua memoria e il suo passato, invece,lo sono tremendamente!

Vedi tutte le 123 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione