Memorie di Adriano. Seguite dai taccuini di appunti

Marguerite Yourcenar

Editore: Einaudi
Collana: Gli struzzi
Anno edizione: 1988
Pagine: 333 p.
  • EAN: 9788806600112
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Recensioni dei clienti

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    roberta valeria

    01/10/2016 18:59:44

    Confermo la grande bellezza di questo libro, non solo per contenuti, ma anche per la forma raffinata e poetica direi. Tuttavia, bisogna dire che tale lettura non si snoda in modo semplice, in quanto i riferimenti storici (non a caso è stato elaborato in quasi un trentennio...) sono numerosi e così anche i personaggi menzionati (la guerra contro i Parti e l'imperatore Osroe, la rivolta giudaica, Cabria....). Tale lettura, voglio dire, implica conoscenze storiche affinché possa essere apprezzato appieno. La parte focale è nello "svelarsi" dell'amore verso Antinoo. L'incanto di tale libro, oltre che nella raffinatezza della scrittura, è nell'espressione di questo sentimento etereo, delicato che trascende l'umanità dei rapporti. Persino la morte di Antinoo introduce a sentimenti poetici, elegiaci. Nel complesso, insomma, secondo il mio giudizio, è un testo aulico, erudito ed eclettico e per questo non di facile lettura.

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    Maurizio Ricci

    08/05/2011 17:47:31

    Pretenzioso, lo è senz'altro; ma il risultato di tanto sforzo non si vede affatto. Mi pare anche del tutto ingiustificato "suggerire" che chi legge questo libro abbia comprato anche "L'Aleph", quasi ad evidenziare un ipotetico legame, o affinità; anch'io ho comprato entrambi questi volumi: e allora? Due mani più distanti difficilmente sono state accostate; la maestria (l'arte?) ancora non si trasmette per osmosi attraverso le copertine di due volumi eventualmente conservati fianco a fianco nello stesso scaffale della libreria

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    Norma

    14/01/2009 19:47:50

    E' uno dei più bei libri che siano stati scritti nel secolo appena trascorso. La assoluta immedesimazione da parte dell'autrice nella persona dell'Imperatore, è talmente aderente (e commovente al tempo stesso) che non oso pensare che Adriano non sia stato realmente l'uomo che la Yourcenard ci reppresenta. Compassione e senso di giustizia non sono mai disgiunti, in lui, dall'esercizio del potere, che pure è uomo capace di forti passioni e di sofferta umanità. I nostri politici, così scialbi e corrotti, dovrebbero tenere questo splendido romanzo come "livre de chevet" e fare tesoro della massime politiche in esso contenute. La Yourcenard non ha mai scritto nulla di più bello e convoingente, un affresco storico vivo, e al tempo stesso struggente, della romanità al vertice della sua massima potenza, che diventa storia interiore personale di un solo uomo, il primo uomo dell'impero. Un libro da leggere e rileggere...

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    daniela

    30/05/2008 20:42:11

    Lessi questo libro circa 20 anni fa e, con mia grande meraviglia, rimane a tutt'oggi uno dei più bei libri che abbia mai letto. E' completo, da tutti i punti di vista. La Yourcenar è una grande scrittrice che si merita di stare tra gli "immortali".

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    Paolo Guazzotti

    09/09/2005 13:29:23

    Probabilmente il miglior libro che mi sia capitato di leggere, un capolavoro assoluto, dalla forma perfetta (sia in francese che in italiano)che è al contempo un'opera di poesia, di psicologia, un saggio di storia, un'autobiografia, una riflessione filosofica. In questa "confessione" ci riconosciamo tutti, specialmente adesso, è una confessione di una modernità sconvolgente. Alcuni passaggi lasciano senza fiato. La lettura di questo libro, senza esagerare, ti cambia la vita, almeno un po'. Una delle tante cose sorprendenti è che sembra scritto da un uomo, dall'imperatore Adriano in persona, invece è scritto da una donna dal talento straordinario. Da leggere più volte come i capolavori

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    mirella

    24/01/2005 20:01:23

    Difficile avvicinarsi con spavalderia ad un altro libro dopo aver letto questo capolavoro da vertigine.L'intensità del racconto dell'uomo è strepitosa. Talmente ben descritto che quasi lo si potrebbe riconoscere incontrandolo.

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    vittorio

    03/12/2000 16:50:17

    All'inizio dei "taccuini di appunti" ho trovato una frase che secondo me spiega benissimo il senso di questo capolavoro: "Quando gli dèi non c'erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c'è stato un momento in cui è esistito l'uomo, solo". Leggendo questo libro non si può non partecipare alle vicende di Adriano, che sono poi anche le nostre, ovvero quelle di tutti gli uomini e donne di questo mondo.

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    Eugenio

    08/11/2000 14:51:13

    Opera di altezza vertiginosa, che squarcia il velo che ci separa dal mondo antico, avvicinandocelo fin quasi a toccarlo. Geniale nella sua composizione, frutto di ricerche durate una vita, occorre leggerlo e meditarci su. L'uso della prima persona trasfigura la biografia in un testo appassionante dove s'incontrano la storia, il romanzo, il costume e tanto altro.

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    Andrea Ivaldi

    05/02/2000 15:03:58

    Sto leggendo questo splendido libro, sono ormai quasi alla fine e mi sento di poter già dare assolutamente un giudizio più che positivo sullo stesso. Prima di leggere questo libro ignoravo tutto della vita di questo imperatore illuminato. Le pagine di questo libro portano il lettore su una altalena magica che attraversa come per magia i secoli che separano la villa di Adriano a Tivoli, dove il vecchio imperatore scrivendo al nipote adottivo rivede tutta la sua vita, dall'animo della Yorcenaur che mette tutta se stessa nelle parole di questo saggio uomo giunto al suo capolinea.

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