Meritocrazia. 4 proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto

Roger Abravanel

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 luglio 2011
Pagine: 387 p., Brossura
  • EAN: 9788811694328
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    Tullio Pascoli

    10/01/2018 11:55:07

    Opera davvero molto interessante ed utile, frutto di una ampia ricerca, profonda conoscenza e di una mentalità aperta e cosmopolita. Analisi rigorosa ed attenta che spiega molto bene molti aspetti della nostra identità e di certe nostre negative tradizioni. Mette a nudo l'inclinazione italiana ad ignorare il merito per premiare la militanza; la tendenza a preferire il ricorso alle solite raccomandazioni. Mostra come le Università straniere, soprattutto americane, scandinave e di Singapore, valorizzano la competenza, mentre le nostre continuano a perdere posizioni. L'autore dimostra di aver analizzato con molta competenza il tema. Commenta le distorsioni che derivano dalle eredità storiche che ci caratterizzano e penalizzano; quel fardello che pesa sulle spalle degli Italiani in genere, e che danneggia in maniera particolare in profitto degli studenti. Il prezzo che si paga per il vizio di premiare l'anzianità, il demerito, sia nel corpo accademico, della giustizia, dell'amministrazione pubblica e spesso perfino nelle imprese italiane; dove la gente entra per uscirne solo per andare in pensione; quindi bassissima mobilità. La ricerca e l'innovazione che nel nostro Paese ormai sono alla deriva, mentre i nostri migliori scienziati se vogliono fare qualcosa devono emigrare. Insomma, tutto il nostro modello politico è sotto accusa che per oltre mezzo secolo disprezza il libero mercato, a favore di un deleterio modello di equivoca solidarietà istituzionalizzata. La connivenza con i noti corporativismi, che si chiudono su se stessi, impedendo che la libera iniziativa favorisca una spontanea seleziona a favore della qualità, della competenza e del merito. Un'unica critica: l'autore esagera davvero a ricorrere a continue ripetizioni di termini stranieri che nella maggior parte dei casi hanno un equivalente nella nostra bella lingua. Per questo una stella in meno a quella che meriterebbe.

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