Il mestiere dello scrittore

Haruki Murakami

Traduttore: A. Pastore
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13/02/2018
Pagine: 186 p., Brossura
  • EAN: 9788806237097
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    Grazia

    07/11/2017 12:08:44

    Ho letto in un giorno, con la complicità di una domenica di pioggia, "Il mestiere dello scrittore", una sorta di sincera e amichevole - verso il lettore - autobiografia letteraria e intellettuale dalla quale emergono sia lo scrittore che parla del suo lavoro con semplicità e modestia (forse in forma anche troppo dimessa), che l'uomo Murakami: schivo, gentile, mite, assai lontano dallo stereotipo del genio tutto arroganza e sregolatezza. Più frequentemente infatti, mi è capitato di imbattermi nel contrario: libri di cui mi sono innamorata e autore odioso. Alla fine della lettura fa persino un po' pena, specie quando riferisce, senza alcun astio, come se non ne capisse il motivo, le critiche e le denigrazioni, anche violente, subite nel proprio Paese e a causa delle quali, in più occasioni, ha preferito risiedere all'estero. Dopo aver strapazzato 1Q84 in un'altra recensione, mi sono sentita quasi in colpa, come se lo avessi offeso personalmente. É un mio coetaneo, siamo nati nello stesso anno e nello stesso mese, a tre giorni di distanza: questa è una delle ragioni per cui ho compreso e condiviso, per averle viste o vissute, alcune delle cose che dice. È una lettura nel complesso piacevole, anche se non imperdibile, come si usa dire ora con una detestabile parola.

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    AdrianaT.

    14/06/2017 08:39:36

    Sembra che ti racconti la storia dei sette nani; un Murakami-pensiero davvero povero di forma e contenuto. Scrittura, argomentazioni e conclusioni semplicciotte attraverso le quali ti racconta come è diventato scrittore, e mi si è ficcato in testa il dubbio se lo sia mai diventato realmente, uno scrittore. Considerazioni esistenziali fondamentali del tipo: "Ah, la vita passa dunque così, in un attimo?" nonché "Se son rose fioriranno" - da tramortire persino Rosanna Lambertucci. Ho letto parecchio di Murakami, e qualche titolo mi era anche molto piaciuto (a dirla tutta, con 'L'uccello che girava le viti del mondo', qualcosa aveva cominciato a girarmi storto), ma il suo approccio alla letteratura, come gli excursus su musica e pittura in questo puerile e slavato temino da liceo, mi comunicano forte la sensazione di aver preso lucciole per lanterne e che quello che mi era piaciuto di lui si risolve in un sua botta di culo da amatore e in una mia 'bota de mona' da neofita. Ma non è mia intenzione esprimere una livida e perentoria stroncatura: lui ha fatto bene a scrivere quello che ha scritto e come l'ha scritto, considerato il fatto incontrovertibile che si è rivelato un mestiere proficuo in tutti i sensi; sta solo a me decidere se valga o meno la pena continuare a seguirlo, magari tralasciando i suoi saggetti all'acqua di rose e accordargli, in onore dei bei tempi, ancora un paio di romanzetti - vedremo...

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    Gian Luca Rib

    21/03/2017 17:52:30

    Premetto che , post lettura, lo avrei intitolato La scrittura secondo me, o La mia scrittura. Scrittore come professione, divenuto Il mestiere dello scrittore, è un collage di cose più o meno note di Murakami Haruki. Alcune pagine le ricordavo, identiche, per averle lette nella prefazione di Vento e Flipper. Altri punti erano stati toccati in L'arte di correre. Di Murakami ho letto tutto, dai singoli racconti alle raccolte fino a tutti i romanzi. Tutto. Per questo, essendo un lettore fedele dell'artista giapponese, il libro mi è piaciuto ma non totalmente. Per mio gusto personale, ci sono punti maggiormente riusciti, più godibili. Sarà che, come detto, non vi ho trovato molte cose nuove. Sarà pure che, in altre occasioni, nei rari incontri concessi al pubblico, era stato anche più diretto. Lo amo, molto, per il suo voler essere scrittore. Lo apprezzo nonostante, o anche per, il non voler incontrare ,se non in rare occasioni, più estere che in Giappone, i suoi lettori/ammiratori. Non è convenzionale, certamente. Non è semplice, ma non vuole esserlo perchè, in realtà, non gli interessa. Il rapporto con i lettori è attraverso l'arte. Scrittore e lettori, collegati attraverso i libri in un reciproco rispetto. Le parole si trasformano in radici, fonde. Tornando al libro in questione, c'è veramente poco/pochissimo per chi voglia di cimentarsi con la scrittura. I consigli non sono molti. Rispetto agli ultimi libri di Murakami Haruki editi da Einaudi , stavolta il tomo vale la somma richiesta. Non ci saranno tavole ad abbellire il testo, ma è un buon libro. Non che gli altri non lo fossero, ma 15 euro per poche decine di pagine, mi è sempre parso esagerato. Anche a fronte delle numerose e , si, belle tavole. Lo consiglio, questo Il mestiere dello scrittore, a chi ama Murakami Haruki.

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    giulia

    21/02/2017 10:22:24

    Magnifico Murakami Haruki, qualsiasi cosa scriva. Splendido poter entrare nella sua narrazione così intimamente. Forse troppo. Ecco, il limite di questo libro (comunque necessario per tutti i lettori che l'hanno amato) è proprio questo. Murakami è uno scrittore misterioso, un surrealista della letteratura, ed avvicinarsi così tanto alla sua creatività può farle perdere un po' del suo fascino. Lettore avvisato...

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