Metà di un sole giallo

Chimamanda Ngozi Adichie

Traduttore: S. Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 456 p.
  • EAN: 9788806229863

52° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ….

    16/09/2017 15:02:54

    Bello. Non delude dall'inizio alla fine.

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    Lamberto

    01/10/2016 15:56:37

    Una meraviglia fatta di carta e inchiostro. Un libro da leggere, rileggere, regalare, imparare a memoria e tenere nel cuore e nella mente. Una lettura necessaria.

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    donato scalabrin

    13/04/2014 17:50:26

    leggo le altre recensioni e vedo che viene sottolineata la storia del conflitto, anzi dei vari conflitti, politici, etnici.. senz'altro vero, ma quello che mi rimane sono soprattutto alcune parti in cui vengono descritte le relazioni. alcune pagine anzi alcuni brevi tratti sono indimenticabili. valgono il libro, che a mio avviso, nelle parti più estesamente dedicate alla guerra, risulta anche lievemente noioso. scritto comunque molto bene. il voto più alto lo riservo ai capolavori, questo è un libro bello e da consigliare.

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    Nadia

    09/11/2013 12:27:43

    Libro meraviglioso, l'ho letto tutto d'un fiato. Quanto mi piacerebbe conoscere qualcuno con la stessa forza di Olanna e la stessa ironia di Kainene!

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    Reubie O

    25/09/2013 16:50:27

    Un magistrale, romanzo inquietante da una scrittrice annunciata da The Washington Post Book World come "la figlia di Chinua Achebe del 21 ° secolo," Metà di un sole giallo ricrea un momento fondamentale nella storia dell'Africa moderna: la lotta appassionata del Biafra per stabilire una repubblica indipendente nella Nigeria, e la violenza agghiacciante che seguì. Pubblicato nel 2006, Metà di un sole giallo ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato insignito del Premio Arancio per la Fiction nel 2007. Con sorprendente empatia e la grazia senza sforzo di un narratore naturale, Chimamanda Ngozi Adichie intreccia le vite di tre personaggi travolti dalla turbolenza del decennio. Ugwu, tredici anni è impiegato come cameriere per un professore universitario pieno di zelo rivoluzionario. Olanna è la bella amante del professore, che ha abbandonato la sua vita di privilegi a Lagos per una città universitaria polverosa e la carisma del suo nuovo amante. E Richard è un timido giovane inglese in balia con la sorella gemella di Olanna, una figura enigmatica che si rifiuta di appartenere a nessuno. Come avanzano le truppe nigeriana devono correre per le loro vite, le loro ideali sono severamente testati, come lo sono le loro lealtà verso l'un l'altro. Epico, ambizioso, e trionfalmente realizzato, Metà di un sole giallo è un notevole romanzo sulla responsabilità morale, la fine del colonialismo, di alleanze etniche, di classe e di razza e il modo in cui l'amore può complicare tutti. Reubie

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    Lorso57

    19/08/2013 14:53:15

    Ad una prima parte non esaltante che prepara il tema centrale del romanzo, riguardante la guerra fra la Nigeria e il Biafra negli anni 1967-1970, segue la narrazione commovente che ci introduce a quell'autentica mattanza che costò la vita, secondo alcune fonti, a 3 milioni di vittime. Ci affezioniamo ai personaggi e soffriamo per il loro vano tentativo di resistere all'immane tragedia che li travolgerà.

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    John

    14/11/2011 12:04:55

    Semplicemente splendido, magari non prende subito, ma resistete i primi capitoli e avrete un capolavoro, con un finale bellissimo!

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    sergio oliveri

    16/10/2011 17:21:40

    Sospinto dal consiglio di un "addetto ai lavori" e confortato dai giudizi unanimemente lusinghieri di cui gode sul sito di IBS, ho iniziato, forse, la lettura di questo libro con aspettative troppo elevate. In realtà, ne ho ricevuto assai presto l'impressione di un libro di serie B, come di un film hollywoodiano, e via via che procedevo quell'impressione si è consolidata. Un vero peccato, perché i temi di fondo, quello della guerra civile, l'indifferenza del mondo cosiddetto civile, il cinismo della politica internazionale, la brutalità che ogni guerra scatena, la discesa agli inferi, meritavano ben altra penna e ben altro rilievo. Viceversa questi temi restano poco approfonditi, mentre la vicenda "famigliare", già di per sé assai poco credibile, occupa esageratamente la scena senza tralasciare qualche caduta nel voyeurismo, tanto più fastidiosa in quanto assolutamente inutile. Lo stile è molto, molto modesto e la costruzione per niente originale. Insomma, non posso proprio condividere le lodi che sono state tributate a questo libro.

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    contessa

    16/11/2010 15:31:06

    ho acquistato questo volume per caso, proprio perchè situato all'ingresso della libreria. nonostante la trama non suscitasse pienamente il mio interesse, ho amato questo libro sin dall'inizio. molto bello. lo consiglio anche per conoscere quella che è stata la storia del biafra.

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    Chiara

    23/06/2010 20:09:01

    Bel libro. Parla di una guerra terribile, con dignità, senza cercare di suscitare pietà o compassione, ma raccontando gli eventi. E i personaggi...reali, con i loro pregi e le loro ombre, a tratti li senti vicini, a tratti non li capisci...ma in fondo sono così le persone, con luci e ombre. Consigliato.

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    Alberto Colombelli

    05/01/2010 20:46:40

    Un libro bellisimo, che consiglio senza il minimo dubbio. Rappresenta un'Africa che non conosciamo, diversa da ogni stereotipo occidentale. Siamo abituati a pensare all'Africa semplicemente come terra di catastrofi ambientali ed umanitarie, con una popolazione povera di risorse e di cultura, nonchè vittima dell'egoismo occidentale e di sè stessa. Chimamanda Ngozi Adichie rompe questo schema mostrandoci innanzitutto un popolo specifico del cuore dell'Africa, contro la nostra naturale tendenza a considerare l'intero continente come un'unica nazione. Poi ci rappresenta personaggi molto diversi tra loro per cultura, condizione sociale, risorse economiche, sensiblità e talento. Insomma, questo racconto ci permette di immergerci in una realtà a noi sconosciuta, affascinante e crudele, spingendoci oltre la pericolosa visione di un'unica Africa che inevitabilmente conduce a stereotipi e discriminazioni...e ci porta ad amare questo continente e la sua gente! Un romanzo che resterà per sempre nella mia memoria e nel mio cuore. Grazie Chimamanda!

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    Reubie O

    07/09/2009 17:15:49

    È una storia vera che ho vissuto personalmente anche se avevo soltanto 6 – 7 anni quando cominciò questa guerra. Ho letto questo libro e confermo che è una foto copia di ciò che abbiamo vissuto per 30 lunghi mesi che durò questa guerra. È triste ricordare che il mondo era in silenzio quando morivamo. Un capo lavoro. Complimenti a Ngozi – “Benedizione” Reubie O

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    penelope

    24/08/2009 22:43:55

    Leggo poco da un pezzo e non avevo mai letto un autore africano. Il libro della Adichie è una storia terribilmente umana. Avevo 13-14 anni quando vidi qualcosa alla TV in bianco e nero sul Biafra e, come per molti di noi, mi restò nella memoria una sequela di immagini di bambini uomini e donne disumanizzati, sacrificati, martiri muti (se non ricordo male nei servizi questi poveri disgraziati non parlavano mai). Il libro è una intensa storia di amore tra due sorelle dai caratteri intensi e due uomini deboli, che vivono in fondo nelle nuvole, sognatori ed inconcludenti. La figura di Kainene è una delle più belle e affascinati figure di donna nella mia scarsa letteratura. Olanna, l'altra sorella è statuaria, epica, da tragedia greca. Oltre l'amore c'è un ragazzino, Ugwlu, l'africa giovane che inizia e finisce la storia. Poi c'è la terribile umanità dei mostri, gli uomini del denaro e del potere, della politica, delle armi. Nel romanzo si scende poco per volta verso l'inferno della fame, delle atrocità di una guerra particolare, di "presi per fame". Dappertutto però tanta dignità anche nelle atrocità. Un gran libro se non avete mai avvicinato l'africa per noncuranza o paura perchè "cuore di tenebra" ma anche se conoscete già l'africa

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    Loris

    24/04/2009 15:28:26

    La Storia africana di rado compare sulle pagine dei romanzi che si trovano nelle nostre librerie. Di Nigeria e Biafra sapevo ben poco e la curiosita’ mi ha spinto all’acquisto. Ho scoperto un’autrice di talento, capace di costruire un intreccio accattivante e di mettere in scena personaggi ricchi di sfumature. Ho apprezzato in particolare l’evoluzione di Ugwu, destinato alla fine a diventare la vera voce narrante, sottraendo il racconto ai limiti e alle consuetudini del punto di vista occidentale.

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    Andrea

    20/12/2008 17:32:26

    Molto bello. Le ultime 50 pagine sono splendide, di un livello superiore rispetto al resto del libro. Adichie racconta di una guerra dimenticata attraverso le vicende di personaggi che, nel corso del racconto, si trasformano sotto i nostri occhi. Ed è proprio la trasformazione delle loro personalità, dettata dalle crudeltà e dalle privazioni del conflitto, a coinvolgere il lettore nelle vicende dei protagonisti, su tutti la coraggiosa Olanna ed il fedele Ugwu. Da leggere.

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    lettore

    13/09/2008 16:33:45

    Romanzo con forte carattere che sicuramente rimane in testa anche dopo aver letto altre migliaia di libri

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    Clerk

    08/09/2008 12:23:30

    Un libro straordinario. Uno di quelli che si stenta a chiudere, duro, spietato, non dà tregua. La bravura dell'autrice (e a mio parere qui di bravura ce n'è tanta) è stata quella di lasciare raccontare ai suoi personaggi una pagina drammatica di storia, rivestendola così di grandissima umanità. Attraverso gli occhi di Odenigbo, vivace professore rivoluzionario, la fiera e bellissima Olanna e Kinene sua gemella e controparte, il servo Ugwu la voce più umile, e Richard, aspirante scrittore tanto innamorato di quella terra da farla sua, attraverso i loro occhi e le loro vite prendiamo atto di cosa (purtroppo) sia successo. Un romanzo che ha gli ingredienti per emozionare, commuovere, trascinare, un po' come ha fatto, a modo suo, "Il cacciatore di aquiloni".

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    gianluca guidomei

    07/09/2008 18:03:58

    Un bellissimo libro che ci racconta l' ennesima guerra africana dimenticata. Che sia il Biafra non ha particolare importanza, quello che è agghiacciante è il fatto che noi non ne sappiamo quasi mai niente, anzi spesso volgiamo freddamente le spalle a queste tragedie. Amo l' Africa e vorrei che imparassimo a ricordarci che, ci piaccia o no, veniamo tutti da lì.

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