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Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Anno edizione: 1994
Formato: Tascabile
Pagine: 912 p.
  • EAN: 9788804395249
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    Alberto

    04/04/2008 14.29.47

    molto noioso, molto datato

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    Giuliopez

    20/11/2007 08.30.58

    Libro magnifico! Uno dei migliori che abbia mai letto! Che storie...impossibile non amare personaggi come Dorothea, Farebrother, Fred, Caleb Garth, Mary... insomma quelli che, a mio avviso, rappresentano i personaggi "positivi" che si elevano dalla morsa delle convenzioni sociali e famigliari, in un periodo storico in cui in Inghilterra si annunciavano grandi riforme legislative. La Eliot è stranamente ed a torto una scrittrice poco famosa in Italia, mentre dovrebbe essere letta, poiché è veramente appassionante, anche per lo stile narrativo giustamente apprezzato in patria pure dai colleghi scrittori più moderni.

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    Nicola Vendramin

    14/11/2006 17.20.42

    Non condivido per nulla il commento precedende. Il libro è lungo effettivamente; 860 pagine che però alla fine mi hanno fatto dire "peccato che sia finito". Le descrizioni delle politiche del tempo occupano solo una piccolissima parte del testo. M.A. Evans è bravissima nel addentrarti nello spirito, nell'anima dei protagonisti; i loro travagli interiori sono resi in maniera a dir poco sublime. La trama è ben articolata, senza sbavature di alcuna sorta. La chiusa del libro è a dir poco sublime, e se il proemio può all'inizio sembrare insensato, alla fine tutto raggiunge le fila. La stessa Virginia Wolf, com'è narrato nel fondo di copertina lo definì uno splendido libro. Io ne consiglio vivamente la lettura.

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    francesco

    20/04/2004 11.41.06

    Un colpo mortale al "desiderio del leggere". Lungo, lungo, lungo, insensato, senza alcun capo nè coda, si perde in infinite discussioni riguardo leggi e politiche del tempo, come la grande maggioranza dei romanzi di fine ottocento fa. Ma la signora Eliot non sa manipolare la materia e questa le sfugge dalle mani e la sovrasta. L'unico plasmatore immenso di tale materiale rimane sempre Dostoevskij. Riprendere in mano i suoi voluminosi tomi per rimanerne affascinati e mesmerizzati, e per farsi tornare il "desiderio del leggere"

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