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Guido Conti

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 253 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804600220

Recensioni dei clienti

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    Aitch

    29/08/2016 13.31.10

    È bello sapere che anche un uomo, uno scrittore, è capace di simili emozioni, di farle rivivere come un piacevolissimo flusso d'acqua fresca, ai margini di un boschetto - quello che nasconde le nostre sensazioni, da cui pochi sanno attingere. Bello, come l'amore che lega Marzia ad Emma, con i loro alti e bassi, come in tutti gli amori che meritano. Ho temuto, ad un certo punto, che il climax si mantenesse sul drammatico - non sarebbe la prima volta. Qualche lacrima, poi lo stupore. Finisce il libro ma non la fantasia, non finiscono Marzia ed Emma, ne i tanti "chissà" e domande che il libro lascia. Lo consiglio vivamente.

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    LOLI

    10/09/2012 22.10.55

    Di questo romanzo mi ha lasciata felicemente meravigliata la fluidità, la pulizia e nel contempo la profondità della scrittura di un uomo su un argomento tutt'altro che maschile (doppia sincerità: ancorché molto interessata per il periodo storico, partivo prevenuta per il tema). Che bello rimanere stupiti! E quanto è difficile con la recente produzione letteraria!

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    Chiara

    10/05/2011 12.55.46

    Non sono riuscita a finire il libro.La storia è vista da un'angolazione prettamente maschile e, da donna,non sono riuscita a ritrovarmi nelle protagoniste. Si parla molto della loro bellezza e poco dei reali turbamenti dell'adolescenza al femminile.Fastidiosa anche la figura del padre di Emma che riporta sempre le due ragazze a donne oggetto della fantasia maschile. Tutto molto stereotipato. Credo che la spesa per il libro non sia giustificata.

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    annafubini

    13/10/2010 10.15.50

    Questo romanzo di conti è coraggioso. E' un romanzo bellissimo, delicato. I personaggi sono ambigui, e la storia, pare sia vera, come ho letto sui giornali. Un libro di poesia. La storia di Marzia e di Emma nelle pagine finali è commovente. Lo consiglio a tutti. Conti ha avuto coraggio di uscire dalle secche delle storie della Bassa.E poi, finalmente, un linguaggio senza volgarità gratuite. Peccato che sia finito presto. L'ho riletto un'altra volta.

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