Mio nipote nella giungla. Tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto) - Oliviero Beha - ebook

Mio nipote nella giungla. Tutto ciò che lo attende (nel caso fosse onesto)

Oliviero Beha

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Editore: Chiarelettere
Formato: PDF con DRM
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Dimensioni: 552,9 KB
Pagine della versione a stampa: 176 p.
  • EAN: 9788861908994

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Gaia la libraia

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Soprattutto per un giovane, o per un neonato, il futuro è una muraglia altissima, apparentemente insuperabile, e la giungla in cui siamo precipitati sembra inestricabile: difficile trovare una direzione. A proteggere il novello Mowgli dalle insidie e dai pericoli non ci sarà nessuna pantera Bagheera, dovrà cavarsela da solo. Ma qualcosa per lui possiamo fare da qui, ora, senza aspettare: chiarirgli le idee, avviarlo o riavviarlo al coraggio e alla libertà di pensiero. E questo libro ci prova, cercando di accorciare le distanze tra noi abitanti di una palude maleodorante, certo italiana ma sempre più planetaria, e la “vegetazione” minacciosa che attende i nostri nipoti.
Acuto e tagliente come sempre, Beha questa volta racconta il presente per superarlo, per trovare le parole che non abbiamo più e quelle che non abbiamo ancora, sospesi tra un passato senza ricordi consapevoli e un avvenire pressoché indecifrabile. La salute come merce, la “sindrome da cucina” che avanza, la desertificazione del sapere, il clima impazzito, la memoria truccata, la politica ma anche la camorra e l’Isis, il “fondamentalismo finanziario” del denaro, il messaggio evangelico tra banche, massonerie e mafie, la paura, l’amicizia, gli altri spariti dai nostri orizzonti... insomma la vita che siamo al tempo di Facebook, Instagram e Snapchat. “Un oggi usurato ed estenuato, consumato ancor prima di esserci.” Ecco qualche utensile per il nostro Mowgli e per noi che siamo qui.Senza illusioni ma con un afflato umano intergenerazionale che non spenga le fiammelle interiori di speranza.
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    Cinzia Cavallo

    09/01/2017 07:31:33

    Con un prologo dagli accenti poetici Oliviero Beha introduce il protagonista del suo racconto, un neo nato che ancora sperimenta il mondo solo con il proprio corpo e veleggia nel limbo della coscienza. Nel saggio l’autore consegna al nipote di un anno un manuale di sopravvivenza nella giungla esistenziale, paradigma di una società che sembra aver archiviato oltre all’etica anche il senso di comunità. Con uno stile originale che impegna non poco il lettore, O. Beha s’inoltra nella giungla del suo presente con l’intento didascalico di mostrare al “cucciolo d’uomo” ancora fiducioso le degenerazioni avvenute nei punti cruciali della coesistenza civile. Da scrittore gli propone il triste oblio toccato alla parola densa di significato e di sfumature di pensiero e questo proprio nel variegato mondo del web dove il linguaggio è stato semplificato e svilito per poter essere proposto a un popolo sempre meno acculturato. Una comunicazione asfittica ed inadeguata ad esprimere sentimenti e valori lavora per isolare gli internauti, snaturando termini carichi di significato etico come – amicizia- e riproponendoli in versione commerciale e consumistica. Il viaggio si conclude al capezzale del pianeta Terra devastato dall’incuria degli uomini e dal loro pervicace rifiuto di accettare evidenti responsabilità nel disastro che sta erodendo la giungla. Allora dove trovare rifugio? Forse solo nel proprio spazio interiore, “ridando vita alla curiosità e curiosità alla vita”. O. Beha è consapevole che il suo sguardo sulla giungla sia quello di chi abbia visto il prima e il dopo di molte situazioni problematiche e che il nipote partirà direttamente da un dopo che nessuno potrà prevedere. Così il nonno procede con cautela, evitando di trasferirgli un pessimismo paralizzante che gli tolga l’innocenza e la voglia di sperimentarsi e sperimentare l’esaltante capacità di cambiare il mondo attorno a sé.

  • Oliviero Beha Cover

    Si è laureato in Italia in Lettere (Storia medioevale) e in Spagna in Filosofia (Storia d'America). Inizia a fare il giornalista con TuttoSport e Paese Sera, del quale è corrispondente da Milano. Dal 1976 al 1985 è a Repubblica, come inviato, dove si occupa di sport e società, con inchieste in molte parti del mondo seguendo le manifestazioni sportive internazionali più importanti a partire dalle Olimpiadi. Editorialista e commentatore anche politico per Rinascita, Il Messaggero e Il Mattino (e successivamente per l'Indipendente), nel 1987 dà inizio alla sua attività televisiva con Andrea Barbato conducendo "Va' pensiero", un contenitore culturale in onda su Raitre tutte le domeniche. Ancora per Raitre, nella stagione 89/'90, conduce sempre con... Approfondisci
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