Il mio nome è nessuno. Global Novel

Curatore: A. Chrisostomides
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 30 agosto 2005
Pagine: 322 p., Brossura
  • EAN: 9788806173265
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Recensioni dei clienti

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    follettino

    16/09/2006 04:51:40

    Dopo tutto, questo progetto per me rimane sempre un progetto che mi è servito solo a conoscere altri scrittori...mi son piaciuti ammaniti (come al solito) Faber e De Prada, Keret pure ma devo dire che i capitoli scritti da Asonitis mi han provocato una noia mortale, quasi da farmi buttar via il libro, cmq anche se la idea è far sviluppare la storia dentro un paese latinoamericano è carina alla fine non ci riescono perchè la storia passa dapertutto tranne che per latinoamerica...latinoamerica è solo un sostegno ma non la base...sarebbe anche bello poter parlare tutte quante le lingue per poi trovare i capitoli in lingua originale...me la cavo solo con lo spagnolo che è la mia lingua...e ovviamente con l'italiano..sarebbe bello vedere veramente i giochi di parole e anche i colpi di scena che a volte mi sembrano esagerati...anche per me l'ultimo capitulo è stato uno schiaffo all'improviso...ero già riuscito ad arrivare alla fine in attesa di qcs di bello qcs di veramente travolgente ma son rimasto deluso...tutti gli sbalzi di teresa, sembra sempre un personaggio diverso...nonostante tutto il libro piace e si fa leggere ma come qualcuno l'ha detto prima...sarebbe meglio provarci con meno scrittori...un'idea su chi togliere ce l'avrei...e consiglio i lettori veramente pignoli di aspettare la versione economica.

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    Eugenio

    07/01/2006 19:23:58

    contrariamente agli altri, a me l'ultimo capitolo è piaciuto moltissimo. il mio voto sarebbe 6/7, poi sn stato più sul 7 per premiare l'idea di fondo del libro. parte malino, cm un normale libretto d'azione da spiaggia, poi pian piano l'intensità crssce sempre di più. manuel de prada, japin, e ammaniti sn i migliori. lena divani ha costruito un'atmosfera molto carina, stile indiana jones- corto maltese. pavel kohut a mio avviso il peggiore. da 6,5 il primo, da 4 il secondo.... verso la metà della storia il libro è bruttino, perchè ogni autore, anche se scrive bene, vuole mettere un colpo di scena, forse per non sembrare da meno, o ancora+ originale, e così diventa un pò tr inverosimile, quando però i seguenti si concentrano sulla psicologia dei personaggi e/o sviluppano le altrui idee diventa più carino e interessante. alcuni autori nei due racconti confermano la loro mediocrità o la loro bravura, altri invece passano dalle stelle alle stalle o viceversa.

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    Benny

    18/11/2005 18:27:20

    Mi affascina molto l'idea della collaborazione tra diversi autori per raccontare una storia, soprattutto quando la stessa, come in questo caso, si presta ad avvincenti colpi di scena e grandi possibilità descrittive, svolgendosi nel mistero potenzialmente in tutto il mondo. Dopo questo esperimento, però, mi sembrano da preferire progetti tipo Luther Blisset, Wu Ming, Babette Factory - maggiormente organici. Forse il problema è che l'eccessivo numero di autori ha frazionato troppo lo stile e ha reso il filo del racconto un po' troppo ingarbugliato, e il racconto della storia deve essere la cosa più importante quando si fa un libro. Mi piacerebbe vedere un esperimento con meno autori, ognuno dei quali si trovi a dover sviluppare la storia dopo un colpo di scena inserito da chi lo precede.

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    pippi

    14/11/2005 19:35:10

    Letto tutto d'un fiato perchè ricco di colpi di scena... ti aspetti un finale mozzafiato e invece... questo ultimo capitolo è totalmente ridicolo e privo di senso, quindi potete capire che il finale è stato parecchio deludente rispetto alla storia e a questa nuova forma di scrittura. Piuttosto avrei preferito che terminasse con Ammaniti... Provate a leggerlo, sarei curiosa di sapere se la pensaste come me...

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    Massimiliano Polz

    25/10/2005 10:17:04

    Una giovane 20enne, Teresa, innamorata di Juan Marino Salaberry , figlio del dittatore del paese immaginario in cui vivono, accetta il ricatto di quest'ultimo di consentire le nozze tra i due a patto che Teresa ritrovi, attraverso un infinito giro del mondo, il di lei padre, Hugo, un tempo compagno di rivoluzione del dittatore Salaberry ma scomparso sin dalla nascita della figlia dopo aver trafugato dalle casse dello Stato fior di quattrini. Questo in breve il filo rosso principale del romanzo attraverso il quale si dipanano poi, anche in qualità di esercizi letterari, una serie di dissertazioni sulla rivoluzione, sulla globalizzazione sul rapporto genitrori figli, sul passaggio dall'adolescenza all'età matura e, naturalmente, sull'amore. Non mancano i colpi di scena, però bisogna dire che la storia risente delle sconnessioni derivanti dai passaggi di diverse mani, tanto che sembra che nessuno sia così poi tanto preoccupato di come andrà a finire quanto piuttosto di dare prova di abilità per il tratto che lo riguarda. Di questo ne risente inevitabilmente il finale che delude un pò. Da consigliare a chi vuol leggere qualcosa comunque gradevole ma senza alte pretese ed è incuriosito da nuovi esperimenti letterari

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    Sabrina

    15/09/2005 16:51:30

    questo romanzo è ambientato nell'America centrale ed il suo tema principale è quello del viaggio di formazione. I personaggi sono inventati e introdotti da diversi autori, che perciò non esitano a cambiarne le caratteristiche e lo scopo; questo fa sì che la narrazione sia spesso completamente ribaltata e sia arricchita da numerosi colpi di scena. è un libro che si legge tutto d'un fiato, proprio perchè essendo scritto da 14 persone diverse, è totalmente imprevedibile e ogni tanto sorge persino un dubbio: "ma ke stanno a fare questi qua??" A me è piaciuto molto, nonostante avrei voluto volentieri uccidere Skourtis, l'autore dell'ultimo capitolo -.-"... è stato un po' come ricevere uno schiaffo...

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    Federico Benedeti

    15/09/2005 13:49:42

    Sono il primo a recensire! Più che il contenuto ho apprezzato subito lo spirito dell'iniziativa, l'idea che sta alla base della "novella". La cosa che più mi ha lasciato perplesso, e qui sarei curioso di leggere il perere di qualcun'altro, è che mi aspettavo una maggiore differenza stilistica da capitolo a capitolo, invece, spiccano solo Ammaniti, con i suoi particolari horror- sessuali e Faber, che scrive bene, a mio avviso. Punto.

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