La mirabolante avventura di John Lempriere, erudito nel secolo dei lumi

Lawrence Norfolk

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Traduttore: G. Bona
Editore: Frassinelli
Collana: Narrativa
Anno edizione: 1996
In commercio dal: 8 ottobre 1996
Pagine: 608 p.
  • EAN: 9788876844133
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    Marco

    18/05/2013 18:48:44

    Lettura iniziata più di dieci anni fa e abbandonata al momento della morte del padre di John e del suo arrivo a Londra per la lettura del testamento. Il punto in cui credo che tutti i recensori si siano fermati, come dimostra anche la quarta di copertina dell'edizione Frassinelli. Ripresa quest'anno, ma terminato con fatica. Non lo trovo per nulla un bel libro. Idea buona, ma sviluppata in modo forse troppo caotico: improbabili digressioni come il complotto dei membri occulti della Compagnia per causare la Rivoluzione Francese; troppi orpelli che ne rendono tediosa la lettura, non facilitata dalla immane lunghezza dei capitoli (4 su quasi 600 pagine! che non ti permettono di deciderti a sospendere la lettura perché la storia non si interrompe mai); la storia: scene che si interrompono per passare ad un nuovo personaggio che ti fornisce il suo punto di vista riprendendo lo stesso fatto ma tornando indietro di alcuni momenti. Certo, questa astuzia da modo di farsi un'idea più completa della scena, ma era davvero necessaria? E quante lungaggini! Una narrazione più sobria e fluida avrebbe reso più brillante questo libro che alle volte sembra davvero noioso. Troppa carne al fuoco, che si conclude banalmente: una classica storia d'amore adolescenziale con impedimenti (inutili) che si risolvono alla fine, buoni che sembrano cattivi ma che alla fine si redimono con un colpo di teatro che non ha ragion d'essere... il mistero alla fine si svela 200 pagine prima della fine, per cui la fatica per quelle pagine poteva essere sfruttata in altro modo nelle prime 400! Stupende invece le descrizioni dei paesaggi e dei luoghi: sembra di essere davanti a dei veri e propri quadri! Gli occhiali di John, che costituiscono il filtro con cui vede il mondo all'inizio del romanzo, vengono presto dimenticati: peccato! Avrebbero potuto caratterizzare di più il protagonista e la sua mirabolante avventura...che alla fine non gli ha lasciato nulla in tasca, se non il suo "Classical Dictionary".

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    luciano comida

    15/09/2010 19:16:44

    Che peccato che alcuni scrittori così bravi producano così poco: oltre a questo stupendo John Lempriere, Norfolk ha pubblicato solo altri due romanzi. E da anni attendo un quarto e poi un quinto e ancora il sesto e dopo il settimo e... John Lempriere è una di quelle opere a cui (dopo averle divorate) sono tornato e torno più e più volte: per gustarmi di nuovo le sorprese della trama ricchissima di avventure e misteri, per assaporare i colti rimandi storici e letterari, per indugiare nello stile raffinato, per annusare l'epoca attentamente evocata. Davvero un grande romanzo che non ha la fortuna meritata e (soprattutto in Italia) è conosciuto da pochi. Peccato, proprio un peccato.

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    Ceccato Pietro

    08/12/2008 19:07:35

    Sono pochissimi i libri che, a distanza di qualche anno, ho desiderato rileggere. E' stato come rivedere un vecchio amico. Ancora le stesse emozioni, la stessa smania di andare avanti nella lettura, lo stesso stupore davanti all'immutata freschezza della trama e dell'intreccio degli eventi. Lo terrò con cura fra i miei libri più amati, fra qualche anno potrebbe venirmi vogli di rileggerlo per la terza volta. Meraviglioso!

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    alessandro72

    04/09/2003 16:09:39

    Un libro fantastico.

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    Alessandro 72

    04/09/2003 16:07:27

    Avercene di scrittori di questa classe.... Consciuto personalmente al festival della letteratura di MN (la mia città), è anche un ragazzo molto simpatico - cosa che non si può dire dei suoi colleghi... Un libro fantastico, non vedo l'ora di leggere gli altri.... Putroppo come avviene per tanti gioiellini delle lettteratura, non ha conosciuto le prime pagine dei giornali, meno male che questa grande casa editrice crede in questi scrittori.....

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    mauro

    06/04/2003 00:35:19

    difficile dominare la materia come riesce a fare Norfolk. Stimolante il viaggio che invita il lettore a compiere per stare dietro a tutti i personaggi e alle storie che si intersecano

Vedi tutte le 6 recensioni cliente

recensione di Thomson, G., L'Indice 1996, n.11

Nel romanzo di Norfolk la Storia è ricostruita ludicamente come in uno di quei giochi in cui bisogna collegare i puntini per far apparire la figura, un vicolo serpentino attraverso due secoli e continenti, dalla fondazione della Compagnia delle Indie Orientali al massacro di La Rochelle, dalla pubblicazione del dizionario di mitologia classica di John Lemprière alla vigilia della Rivoluzione francese. Un vicolo surreale lastricato di assassini, uomini dotti, loschi avvocati, padri falsi, sgualdrine, tartarughe, vetusti pirati pantisocratici. Forse nella realtà Lemprière conduceva una vita tranquilla e ordinaria sull'isola di Jersey, ma Norfolk, biografo fantasioso, gli regala un'esistenza molto più movimentata: dopo averlo fatto assistere alla cruenta morte del padre sbranato dai cani, proprio come Atteone, lo manda a Londra dove, tra i documenti lasciati dal genitore defunto, gli fa scoprire un misterioso contratto di un antenato, il mercante Franèois Lemprière, che segna l'inizio della maledizione che incombe da secoli sulla sua famiglia.Gli enigmi si moltiplicano e anche i cadaveri mentre il nostro intrepido erudito cerca di avvicinarsi alla verità. Ma ogni suo passo è già stato previsto da un'organizzazione conosciuta con il nome di Cabbala che, da un rifugio sotterraneo nelle viscere della città, trama e complotta contro l''ancien régime'.
Lemprière è un antieroe erudito, letteralmente è l'"uomo che sapeva troppo", ma sotto questa apparenza di letterato si nasconde l'entusiasmo infantile di un adolescente per cui Teseo e Perseo sono i Batman e Superman dell'epoca classica.
Ed è qui che interviene il dizionario. Lemprière segue l'esempio del buon Dottor Johnson, carceriere di parole per eccellenza, nel tentativo di imprigionare i demoni dell'immaginazione nella pagina facendoli languire ciascuno nella propria celletta alfabetica. Tutto questo ricorda certi film di Greenaway: il dizionario diviene un monumento alla mania illuminista di catalogare, ma allo stesso tempo non impedisce allo spirito della narrativa di scavarsi tunnel di fuga attraverso le sue pagine. "Ciò che non più tardi di quindici giorni prima era nato come un semplice elenco di persone, luoghi ed eventi si era messo a crescere in modo capriccioso, con strani noduli e viticci che germogliavano in ogni direzione intrecciandosi gli uni agli altri per formare anelli e reticoli. La creatura di John si contorceva sotto la punta della sua penna come un groviglio di vermi su uno spillo".
Ma il romanzo di Norfolk non è n‚ dizionario n‚ una semplice mirabolante avventura. - piuttosto una macchina enorme, imprevedibile, dai mille tentacoli, simile agli eccentrici congegni progettati da William Heath Robinson che percorrono una serie di complicate ma divertentissime deviazioni prima di eseguire un compito elementare - in questo caso si tratta di far scoppiare la Rivoluzione francese - un grande motore patafisico che inventa tanti problemi immaginari quante soluzioni, per poi autodistruggersi clamorosamente come le sculture matematiche di Tinguely.
L'unico difetto di un simile approccio è che il ritmo furioso della narrativa ci trascina a forza come turisti in un infernale viaggio organizzato, non lasciandoci la possibilità di soffermarci per godere dei tesori più rarefatti del romanzo. Questo forse suggerisce che, anche se cultura alta e bassa possono coesistere in perfetta armonia, i piaceri ricavati dall'una e dall'altra restano incommensurabili.
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