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Traduttore: M. Picchi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 2 voll., LXXXVII-1353 p., Brossura
  • EAN: 9788806179489
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Recensioni dei clienti

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    Cristina

    16/03/2015 15.20.12

    ho letto questo libro a undici anni perché l'avevo trovato in casa. purtroppo era solo il primo volume e non ho dato tregua a mia madre finché non me ne ha comprata un'edizione integrale che ancora a distanza di tanti anni conservo come una delle cose a me più care. ogni tanto lo apro e ne leggo qualche pagina dove capita. è un capolavoro della letteratura come pochi altri. tuttavia mi rendo conto che non è per tutti e quindi non mi sentirei di consigliarlo a chiunque.

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    Luca 68

    07/06/2013 21.34.23

    Dire che e' un capolavoro,e' come scoprire l'acqua calda...ma e' la prima cosa che mi viene in mente.E' stato il mio primo libro cosi' "voluminoso" che ho letto.Ne e' valsa la pena. Una dedica speciale a chi me lo ha raccomandato..."grazie,lassu'.."

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    W i Thénardier!

    15/07/2012 14.16.06

    D'accordissimo con max e con tutti gli altri tranne Cristina, salvo che su un punto... io adoro i Thénardier. Narrativamente sono uno dei motori della vicenda: senza di loro e senza Javert non potrebbe esistere l'intera trama. Il mio personaggio preferito in assoluto è Eponine: l'unica in cui le contraddizioni non si risolvano, ma restano vive, fonte della vitalità del personaggio e del suo ruolo nel romanzo.

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    max

    16/04/2012 09.56.17

    Capolavoro! Come non amare Fantine, Cosette, Gavroche, l'immenso Jean Valjean, come non odiare i Thénardier ed esser cauti con lo zelante Javert? Un'opera sontuosa che coinvolge i sentimenti: si ride, si piange e si suda nelle parti di carattere storico molto impegnative. Hugo: un genio! Consiglio: Notre Dame de Paris e L'uomo che ride.

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    Placido Pleroma

    29/11/2011 09.31.41

    Sei un evaso, dotato di una forza spaventosa. Un prete ti regala anche la capacità morale di rialzarti ma uno sbirro non ci crede, e ti insegue per farti pagare un delitto tanto miserabile quanto lontano nel tempo. Sei un giovane, ti innamori di una ragazza e lotti per una Francia davvero in linea con gli ideali della Rivoluzione, partecipi alle barricate e assisti alla morte di giovani disposti a tutto per la Libertà. Sei uno scrittore, descrivi Parigi in maniera divina e lasci sentire gli odori e i linguaggi di quell'epoca. I tuoi personaggi sanno persino parlare uno slang degno dei malavitosi di oggi. Sei l'autore di uno dei libri più importanti della storia.

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    Cristina

    19/06/2010 10.06.03

    dunque....io ho problemi ha lasciare un commento su questo libro. Premesso che non l'ho finito, l'ho dovuto lasciare per disperazione. Una noia mortale. Ammetto che ho saltato a piè pari intere pagine di storia (tipo la battaglia di waterloo, ma anche altri pezzi). Sul fatto che sia un capolavoro non si discute, ma non mi ha preso la lettura. Mi ha addirittura rovinato il piacere della lettura. Lo boccio rasgazzi. Sarò l'unica che fa una recensione del genere, ma non lo consiglierei a nessuno, e non credo che mai più leggerò la fine (che peraltro già so).

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    Maiky

    05/06/2010 13.10.27

    E' un gran bel romanzo d'altri tempi, l'ho letto volentieri, e la storia raccontata mi ha appassionato molto; ma ho avuto qualche rallentamento quando mi sono imbattuta nei lunghi e noiosi capitoli storici in esso contenuti.

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    Palestrione

    14/10/2009 12.35.38

    Inutile dire che è un capolavoro assoluto. E' immenso, drammatico, tragico, commovente, poetico, sublime, avvincente, epico, storico, moralista, pedagogico. E' un romanzo INDIMENTICABILE. Io ho pianto quando ho letto di Fantine che si strappa i denti per pagare i vili Thénardier; ho pianto quando Fantine giaceva sul letto di morte e chiedeva della sua piccina (Cosette); e ho pianto alla morte di Eponine; e ho pianto, infine, nell'ultima drammatica pagina, alla morte di Jean Valjean. Non si può non leggere un romanzo del genere. E' gigante quanto "La Divina Commedia" o i poemi omerici o Shakespeare. E' a quei livelli, non si discute.

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    francesco

    26/04/2009 17.32.17

    Il romanzo di portata storica pressoche' ineguagliabile,ruota attorno alla conversione di Jean Valjean,personaggio paragonabile ad un fra Cristoforo potenziato,dotato di munifica luce provvidenziale ,vero deus ex machinadella narrazione,il quale entra ed esce dallo scritto con l'abilita'magistrale di un salvatore ,un personaggio proiettato nella dimensione letteraria dell'eroe .Non si riesce a perdere le fila di un racconto cosi' variegato e sublime nelle sua efficacia,tanto e' stato intelligente lo scrittore a tenerle serrate.Il nuovo fra Cristoforo salva vite,ha una funzione munifica straordinaria,al punto da rivelarsi benefattore delle umane sorti,lotta per i poveri ,li riscatta dalle pastoie delle loro sofferenze, scende nelle barricate dei reietti,si fa umile e schiavo dei perduti,senza chiedere nulla in cambio.un luccichio sinistro scattato ex abrupto fa pensare che qualcosa rimane del vecchio uomo allorquando la scintilla della passione insana balugina nella sua mente, sapientemente instillata dall'autore.Difficile accettare che Marius possa sottrargli Cosette.Ma e' solo un lampo sinistro,presto lascia spegnere quella reviviscenza dell'antico suo insano livore,del suo invincibile odio sociale che aveva decretato all'umanita' ,che d'altra parte non faceva altro che offenderlo,respingerlo ,o perseguitarlo nella veste del gelido Javert,ispettore che rimarra' schiacciato dal peso della sua irreprensiblita' soffocante ed asfittica.Cosette soffre pene infernali,piu' della Lucia dei Promessi Sposi,qui i tormenti cui e' stata costretta fin dalla piu' tenera eta'sono orribili e il cammino di violenza patita e' lo stesso che a distanza soffre ignobilmente la madre Fantine, vittima dell' ipocrisia sociale e del crimine dei thenardier, concentrato di malvagita' allo stato puro,speculatori spregevoli,abbrutiti dalla loro stessa perversione,financo l'ufficiale al serviziodiNapoleone,il vilipeso padre di Marius ,piego'il capo al sacripante.Da ricordare il secchio di Cosette nel gelo sollevato dall'eroe

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    Blakeney

    08/04/2009 21.59.18

    Un capolavoro assoluto, sebbene le digressioni siano troppo lunghe. Il finale mi ha fatto versare lacrime a non finire!!!!!!!

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    Damiano

    15/03/2009 20.42.01

    Come si fa a dare meno del massimo a uno dei capolavori della letteratura di ogni tempo? Dire che Hugo è un narratore dalla potenza inaudita, omerico, dal respiro grandioso è una ovvietà. Che il suo romanzo sia commovente, atroce, emozionante, bellissimo sono tutte banalità, nel senso di verità note a tutti. Provo a dire qualcosa di meno scontato. Hugo a volte si abbandona a una retorica, a una magniloquenza, a una sonorità che stizzisce. Ecco, mi irrita moltissimo in questo romanzo gigantesco l'evidente intento pedagogico e financo moralistico del'autore. Nella letteratura il moralismo e l'attitudine predicatoria non dovrebbero avere diritto di cittadinanza.

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    Sabrina

    12/10/2007 13.02.44

    Appassionante fin dall'inizio. Ottimo libro, non si puo' non dare il massimo!!!

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    nicola

    30/08/2007 19.17.55

    il massimo dei voti per un libro che ha segnato la mia vita.unica e inquietante la figura di Thenardier...magistrale Hugo

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