Il mistero di Rue des Saints-Pères

Claude Izner

Traduttore: C. Salina
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 7 giugno 2007
Pagine: 309 p., Brossura
  • EAN: 9788850213726
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Descrizione
Parigi, giugno 1889: la città è travolta dalle folle che si accalcano nei padiglioni dell'Esposizione Universale, inseguendo ogni novità: danzatrici di Giava, ananas della Martinica, il rivoluzionario telefono... Tuttavia la vera dominatrice dell'Esposizione è la torre di Monsieur Eiffel, svettante prodigio della tecnica del XIX secolo. I parigini vi salgono, ammirati; oppure spaventati, come la povera Eugènie Patinot, che si è appena seduta su una panchina della terza piattaforma, allorché qualcosa - un'ape? - la punge. In un batter di ciglia, la donna si accascia a terra, morta. A pochi passi si trova, casualmente, Victor Legris, proprietario della libreria Elzévir, in rue des Saints-Pères. Il giovane libraio non può saperlo, ma la morte misteriosa di Eugènie sta per cambiare la sua vita. Tra inseguimenti a piedi e in carrozza, collezionisti eccentrici e affascinanti pittrici, fini porcellane e stampe cinesi, Victor dovrà trasformarsi - suo malgrado - in detective e chiarire con le sole armi dell'intelligenza il mistero che rischia di scatenare un vero e proprio terremoto nella tranquilla libreria di rue des Saints-Pères...

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Recensioni dei clienti

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    tower73

    12/09/2016 14:42:39

    Concordo con le recensioni di chi mi ha preceduto, giallo leggero leggero senza infamia e senza lode, punto di forza del romanzo è sicuramente l'ambientazione storica ben narrata. Leggerò il secondo capitolo della serie sperando che il livello salga!

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    spaggio

    12/02/2015 21:30:00

    Pas un grand livre, malheureusement. Una storia deboluccia e in parte sconclusionata, tirata per le lunghe in cerca di un finale che fa cadere le braccia. Evitabile la postfazione wikipediana.

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    max

    20/10/2014 11:53:11

    Alle signore scrittrici che si nascondono dietro codesto nome bisognerebbe fargli capire che saper gestire un minimo il punto di vista migliorerebbe sicuramente il loro stile ed eviterebbe di irritare il lettore. Riescono a saltare da un personaggio a un altro nel giro di una frase. Che pasticcio. La copertina porta scritto: "Un Giallo elegante." Capisco la propaganda, ma qui di elegante vi è ben poco. Per quanto riguarda l'intreccio, ai lettori dico di fare attenzione perché si perde facilmente il filo e il finale, sopratutto il metodo della lettera, è alquanto banale per varie ragioni: in primis,se son il colpevole e ho intezioni di farla franca, non scrivo una lettera che spiego per filo e per segno quello che ho fatto. Non vi è una motivazione plausibile. Perché lasciare una confessione? Se non avete la risposta o la vostra risposta è 'semplicemente perché volevo spiegare al lettore...' allora avete sbagliato qualcosa. Da un giallo elegante ci si aspetta di più. Mi spiace, non posso andare oltre l'uno.

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    ferruccio

    01/09/2014 16:37:30

    Parigi della dine del XIX secolo; l'Esposizione Universale attira milioni di persone a far visita all'imponente struttura metallica di oltre 7.500 quintali di acciaio e bulloni appena completata da Gustave Eiffel; in questa cornice brulicante da una miriade di personaggi da ogni parte del mondo, avvengono in rapida successione misteriosi delitti per cui non si riesce a dare una spiegazione razionale o, quantomeno, plausibile. Un romanzo-giallo di facile lettura ma nulla di eccezionale.

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    A mio avviso questo giallo non è stato particolarmente avvincente, anzi il movente alla base di tutto era piuttosto traballante. Poteva calzare a pennello per l'omicidio principale, ma per tutti gli altri è inadatto e poco realistico. Anche la storia d'amore tra Victor e Ta?a non convince fino in fondo. Hanno due caratteri molto diversi e l'atteggiamento di uno non si assimila bene con l'atteggiamento dell'altro. Un punto a favore, invece, è la parte storica che fa da sfondo al libro. Gli accenni storici sono ben narrati, interessanti e rendono più piacevole la lettura. Ho gradito molto anche la postfazione a fine libro, che rivedeva in linee generali l'Esposizione Universale francese nel 1889. Il libro, per finire, si legge bene, il testo scorre velocemente ma non è una lettura particolarmente entusiasmante. Non ci sono particolari colpi di scena, solo molti omicidi e una simpatica e un po' folle storia d'amore. Consiglio di leggere questo libro, se proprio ne avete voglia, per l'ambientazione storica e per la breve ma interessante postfazione. Come giallo non è un gran ché ma potete sempre consolarvi immergendovi nello spirito allegro e inventivo della Francia del 1889!

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    Beatrice

    22/02/2013 14:05:09

    Libro molto carino e coinvolgente, storia avvincente, direi ben scritta.. lo consiglio soprattutto a chi ama l'ambientazione parigina di fine Ottocento, i gialli senza scene sanguinose, le storie articolate e a tratti "complicate"!Probabilmente leggerò anche altri libri della serie..

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    Rita

    09/04/2012 20:11:58

    Non avevo mai letto un romanzo di Claude Iznar. L'ho comprato perché colpita dall'ambientazione e dal fatto che sono un'amante di Parigi. Per il resto, devo dire che il romanzo è insignificante, trama poco ricercata e molto dispersiva. Che fatica arrivare alla fine!

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    Marco

    10/09/2011 19:23:18

    Una lettura semplice e piacevole. Francemente però mi aspettavo di più da questo romanzo, nell'insieme mi è sembrato poco credibile ed alcuni personaggi centrali sono appena abbozzati.

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    lalla

    09/05/2011 16:17:20

    L'ambientazione di questo libro è la Parigi di fine '800. Anno 1889: Parigi, l'Esposizione Universale, la Torre Eifel... Questo è l'inizio molto brioso di questo libro. La trama è semplice,ma ci sono parecchi e sapienti colpi di scena. L'autore ha descritto molto bene la Parigi del XIX secolo ed il modo di vivere dell'epoca. Lo consiglio a tutti.

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    Lily

    04/04/2011 21:20:08

    Ho acquistato questo giallo perché affascinata dall'ambientazione della storia in una Parigi del XIX secolo, in occasione dell'Esposizione Universale che vede nascere il simbolo di Parigi: la Torre Eiffel. Il protagonista, Victor, non è assolutamente delineato dal punto di vista caratteriale, e invece di essere un detective impegnato a risolvere il mistero è succube degli eventi. Anche il padrino di Victor, che dovrebbe essere un figura cardine della storia, diventa un semplice personaggio secondario. L'inizio è molto caotico, si succedono una serie di avvenimenti senza alcun collegamento logico, tanto che si fatica a stare al passo della storia. Le autrici non forniscono alcun elemento che possa mettere il lettore in condizione di seguire l'indagine e sviluppare le proprie idee a riguardo. Si arriva così, in modo sconclusionato alla fine del libro e alla soluzione del mistero. Il movente dell'assassino è ridicolo! Son rimasta molto delusa da un libro che sembrava essere promettente. Sicuramente non leggerò gli altri romanzi della serie.

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    Eliza

    03/03/2011 14:18:00

    Ho provato a leggerlo per la seconda volta, ma nn riesco, non riesco a stargli dietro,nn mi piace la scrittura....

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    Giacomo P.

    12/01/2011 12:23:02

    Giallo "d'epoca" senza infamia e senza lode. E' il primo libro di una serie di romanzi scritti da due sorelle (Claude Izner è uno pseudonimo) che vedono come protagonista il giovane libraio, Victor. Come riportato nella descrizione del libro, il romanzo risulta evocativo per le descrizioni di una Parigi fine Ottocentesca e a tratti avvincente ed emozionante. D'altra parte, il protagonista, non brilla certo per astuzia e più che ricercare la verità sembra, piuttosto, che assista senza molto acume agli avvenimenti in cui via via si imbatte. Come Victor, anche il lettore è impossibilitato a risolvere il mistero prima della fine del libro: le autrici non ci lasciano nessun indizio significativo che possa far pensare ad un epilogo del genere. Venendo al finale, questo appare veramente poco credibile e abbastanza banale, un peccato perché sciupa una lettura piacevole e avvincente.

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    Heidy

    07/02/2010 21:35:27

    Giallo non esaltante, comunque leggibile, bellissima la descrizione dell'esposizione universale. Ottimo il personaggio del commesso Joseph. Credo che leggero' anche il secondo libro della serie!

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    Elisa

    27/05/2009 09:22:45

    Se lo vogliamo consiederare un giallo, dirò che è un giallino spento, con un finale un po' deludente e personaggi con poca introspezione psicologica. Ma se lo consideriamo un romanzetto con sfondo giallo, dirò che tutto sommato è stato una piacevole lettura: storia carina, un'indagine che vede come protagonista nei panni dell'investigatore un libraio, un contesto curioso( la parigi ottocentesca). Ho trovato interessanti le descrizioni della città durante l'Esposizione, a volte un po' scontati accuni dettagli, come quando il protagonista piomba in un colorificio e tra le croste trova un Cezanne e un Van Gogh, ancora sconosciuti! Banale. Più curioso il modo in cui è stata sfruttata la questione delle punture d'ape:è la maledizione del faraone Tutankhamon, morto per una puntura d'insetto, della quale poi è morta il profanatore della sua tomba, lo scopritore inglese di tesori, che guarda caso si chiamava John Cavendish. Insomma, diciamo che non ha grandi e profondi contenuti, ma regala qualche ora di svago, adatto per staccare un po' da letture impegnative e "cervellotiche".

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    Francesco

    12/04/2009 10:54:12

    Romanzo un po' noioso, ritmo troppo lento. Soltanto nel finale diventa avvincente.

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    claudia

    07/09/2008 11:59:52

    un libro scritto in modo elegante, scorrevole e descritto in modo a dir poco magistrale. do un 4 per il finale... mi ha delusa non poco, il movente mi è sembrato molto ridicolo, dato che dalla storia mi aspettavo qualcosa di spettacolare e raffinatissimo..... leggerò comunque gli altri libri della serie, perchè le due autrici scrivono molto bene!

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    Daniele

    06/04/2008 21:30:44

    Confesso di non aver potuto finire questo libro. L'autore comincia un capitolo descrivendo le cose dal punto di vista di un personaggio, poi, improvvisamente, alla riga seguente, il punto di vista è quello di un altro personaggio appena introdotto nella narrazione. Questo modo di scrivere lo trovo irritante.

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    Roberta

    21/01/2008 10:55:55

    L'ambientazione nella Parigi di fine 800 rende questo racconto godibile. Victor Legris, il protagonista, non mi ha colpito particolarmente, mentre ho trovato simpatico Joseph Pignot, detto Jojo, il commesso della libreria un grande lettore con spirito di osservazione.

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    Mauro

    24/12/2007 11:16:39

    ordinato per caso,una magnifica scoperta.storia intrigante,grande capacità di ricreare l'atmosfera di una parigi alla scoperta del mondo con l'esposizione universale.mai nulla di banale.una lettura molto più che consigliata!

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    grazia

    25/11/2007 12:21:34

    Premetto che sono una gran divoratrice di gialli e non di thriller, perchè occorre fare una netta differenza tra gli uni e gli altri. Ho visto gente appassionata di thriller, criticare i gialli perchè spesso, son privi di ritmo, suspance, di quelle note commerciali di cui di solito il genere thriller ne è pieno zeppo...il giallo è di piu' antica fattura, più intorspettivo, psicologico, a volte anche lento.... quando mi accingevo a leggere questo romanzo, mi aspettavo tutto questo, non comunque ritmi vertigosi e un finale volutamente eclatante. Eppure non c'è niente di tutto questo. E' un rifacimento mal riuscito di un'idea antica e classica. Non c'è scavo dei personaggi, non c'è psicologia, non c'è storia corposa dietro.... il libro non presenta quel filo conduttore che ti sa rendere armoniosa ed equilibrata un'opera; sembrano tanti pezzi che sfuggono ad un disegno globale, come quei racconti estenuanti sulla torre Eiffel che sinceramente ancora oggi non capisco cosa c'azzechino...si forza in cose futili e non si impegna in quello in cui dovrebbe seriamente impegnarsi.... zero, meno che zero, vista anche la rabbia per i soldi spesi.

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