La mite

Fëdor Dostoevskij

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
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Dimensioni: 493,62 KB
  • EAN: 9788852074769
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Gaia la libraia

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L'amore e l'impossibilità di rivelare i propri sentimenti, il bene e il male, l'orgoglio, l'egoismo, il coraggio e l'umiltà... I due brevi racconti contenuti in questo volume rappresentano non solo uno straordinario esempio di introspezione psicologica, ma anche una radicale esposizione degli aspetti più profondi ed essenziali della vita stessa. Ne "La mite", apparso per la prima volta nel 1876 e giustamente considerato uno dei suoi capolavori, Fedor Dostoevskij tratta in modo completamente nuovo il tema del suicidio, facendo narrare una dolorosa vicenda familiare da un marito meschino e grossolano che tuttavia, a poco a poco, riesce a riconoscere le sue colpe nei motivi che hanno spinto la giovane moglie a togliersi la vita. Nel racconto fantastico "Il sogno di un uomo ridicolo" lo scrittore cerca invece di rappresentare una società utopica, una nuova età dell'oro resa possibile dalla bontà e dalla fraternità, regalandoci un messaggio di speranza innocente e bellissimo.
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    sandro landonio

    17/01/2013 04:32:14

    Ho trovato i due brevi racconti profondamente diversi. "La mite" non é riuscita a conquistarmi, sarà anche una delle opere migliori di Dostoevskij, ma, insensibilmente, non sono riuscito a provare particolari emozioni vedendo scorrere la vicenda di questo marito misantropo che porta all'esasperazione suicida la giovane moglie. Viceversa sono rimasto molto toccato da "Il sogno di un uomo ridicolo", che ho automaticamente collegato, vista la recente lettura, alle "Memorie di un pazzo" di Gogol. Se però quest'ultimo presentava degli aspetti così grotteschi da indurre ad un sorriso amaro, di quest'uomo ridicolo non si riesce proprio a sorridere. L'analisi spietata delle ultime azioni che dovrebbero precedere il suicidio, la prospettiva quasi "buddista" della scomparsa del mondo con la propria scomparsa sono stati momenti di lettura emozionata. Poche pagine, ma intense.

  • Fëdor Dostoevskij Cover

    Figlio di un medico, un aristocratico decaduto stravagante e dispotico, crebbe in un ambiente devoto e autoritario. Nel 1837 gli morì la madre, da tempo malata, e D. venne iscritto alla scuola del genio militare di Pietroburgo, istituto che frequentò controvoglia, essendo i suoi interessi già risolutamente indirizzati verso la letteratura (risalgono a quegli anni le sue prime letture importanti: Schiller, Balzac, Hugo, Hoffmann). Diplomatosi nel 1843, rinunciò alla carriera che il titolo gli apriva e, lottando con l’indigenza e con i disagi di una salute cagionevole, cominciò a scrivere: il suo primo libro, il romanzo Povera gente (1846), che ebbe gli elogi di critici come Belinskij e Nekrasov, rivela già l’attenzione pietosa di D. per... Approfondisci
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