Il mito di Medea. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi - Maurizio Bettini,Giuseppe Pucci - copertina
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Descrizione

«Mythologica esplora le innumerevoli metamorfosi a cui i miti classici, dall'Antichità fino ai giorni nostri, sono andati soggetti fra racconto, immagini e interpretazione. Il mito infatti non è mai esaurito – c'è sempre un'altra versione da leggere, il mito non è mai concluso – c'è sempre un'altra versione da scrivere»

Adesso però i viaggi erano finiti, o almeno cosí le aveva detto il Messaggero. Lei ora si sentiva leggera come una luce, come un soffio di vento, e quando era scesa dal carro l'erba non si era piegata sotto i suoi piedi. Ma era inquieta. Davvero sarebbe vissuta in beatitudine nelle isole dei Beati? Lei, Medea, sarebbe stata Beata? Scosse la testa, forse avrebbe potuto esserlo la ragazzina che nella reggia di Eeta si era nascosta dietro le spalle di suo padre, ma lei? Dopo tutto quello che era accaduto nella sua vita, non poteva esserci beatitudine per Medea.

Si potrebbe dire di Medea ciò che dice Omero della nave Argo su cui essa ha viaggiato: è stata «raccontata da tutti». Tutti però l'hanno raccontata in modo differente. Nessuna delle piú di quattrocento riletture letterarie, operistiche, cinematografiche, pittoriche ne ha restituito l'immagine completa e definitiva. Il suo nome è associato per sempre a un gesto inconcepibile – il figlicidio – ma Medea non ha una sola dimensione: è umana, ma è depositaria di saperi e poteri che trascendono quelli umani; è una donna, ma è piú virile di tanti uomini; è passionale, ma non perde mai la sua lucidità; è una barbara, ma tiene testa a quanti passano per civilizzati, è portatrice di una cultura arcaica ma è emancipata piú di qualunque donna greca, è una carnefice ma anche una vittima. Il suo segno è l'ambiguità. Medea incarna il diverso; compendia tutto ciò che è sospetto, inquietante, repulsivo, inaccettabile, e proprio per questo ci interpella sulla nostra capacità di includere nel nostro quotidiano ciò che non ci appare immediatamente omologabile. È una profuga che viene respinta da una nazione dopo l'altra e che uccide i figli forse anche volendo scongiurare loro una vita di vagabondaggio e di umiliazioni. Il destino di quest'antica migrante tocca nell'Europa di oggi dei nervi scoperti. Quando rivendica i suoi diritti di donna e di madre o quello di rimanere fedele alla sua cultura d'origine proviamo simpatia per lei; ma quando si spoglia della sua umanità per consegnarsi a un'alterità assoluta e insondabile non siamo piú disposti a immedesimarci in lei. Trasferire, in tutto o in parte, sulle spalle degli 'altri' – ossia le nostre – le colpe di Medea equivale ad ammettere che Medea non è poi cosí 'altra'. Serve a esorcizzare il pensiero disturbante che Medea è, o potrebbe essere, una parte oscura di noi stessi. Del resto, le cronache di tutti i giorni ci dicono che le madri assassine non esistono solo nel mito, ma sono attorno a noi.
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Dettagli

2017
17 ottobre 2017
336 p., ill. , Rilegato
9788806230555
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Il racconto di Medea di Maurizio Bettini

Il mito di Medea di Giuseppe Pucci

La Medea degli Antichi

I. Origini del mito

II. Medea nella letteratura greca più antica

III. La Medea di Euripide
Medea la moglie e la tragedia della philía - Eros, sessualità e giustizia - La barbara - Il tiranno - La maestra di retorica - La 'diversa' - Un'integrazione possibile - Medea eroica - Giasone, l'anti-eroe - La figlicida - L'episodio di Egeo - Le ragioni di una decisione - Uccidere o non uccidere? - Una principessa sfortunata - Indietro non si torna - Il culto dei figli di Medea a Corinto - Finale di partita

IV. Dopo Euripide: la Medea di Apollonio Rodio

V. Medea nella letteratura latina
Le molte Medee di Ovidio - La Medea a una dimensione di Seneca - La Medea 'romana' di Valerio Flacco - Una Medea davvero virgiliana - La prospettiva di un poeta cristiano

VI. Uno sguardo antropologico

La Medea dei Moderni

I. Letteratura e teatro
Dal Medioevo al Rinascimento - Tre Medee per due fratelli - Due Medee tedesche fra Settecento e Ottocento - Una nuova Medea 'secondo impero' - Medee napoletane - Medee nere I - Due Medee asiatiche - Medee nere II - Medee zingare - Intermezzo italiano - Tra ecologia e apocalisse - Altre Medee tedesche - Medee irlandesi - Medee nordamericane - Medee balcaniche - Portabandiera del femminismo - Medea in purgatorio

II. L'opera lirica
La Medea punita di Cherubini e Hoffmann - La Medea impunita di Mayr e Romani - Una Medea tra i druidi - Medee del XX secolo

III. Il cinema
Inizi difficili - Mito e antropologia - Mito e attualità - Una Medea del Nord - Una Medea messicana - Altre Medee

IV. Medea nel tempo
Iconografia antica e moderna - Il complesso di Medea

Epilogo
Bibliografia
Indice dei nomi e dei personaggi mitologici

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Rosalba
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Un testo ben curato, che analizza il mito di Medea e le sue riscritture dall’antichità ad oggi. Si parte dalla versione più conosciuta del mito di Medea, non priva di varianti nella tradizione antica. Un’ampia parte del saggio è dedicata poi alla rappresentazione più famosa di questa figura, la “Medea” di Euripide. L’autore riflette sugli elementi di originalità del tragediografo rispetto alla tradizione precedente. In seguito è analizzata la figura di Medea nelle “Argonautiche” di Apollonio Rodio ed in altre opere greche e latine. Particolare attenzione è riservata alla “Medea” di Seneca. Gli autori passano quindi alle rappresentazioni moderne di Medea, nella letteratura, nel cinema, nel teatro. Molto interessante la riflessione sul ruolo che ha Medea nell’immaginario collettivo odierno: essa è anche diventata simbolo del femminismo e delle donne migranti. Molto interessante anche la parte del saggio dedicata all’iconografia dall’antichità all’età moderna. Consigliatissimo a chi voglia approfondire questo personaggio mitico, sia a studiosi che ad appassionati.

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Laura
Recensioni: 5/5

Il mito di Medea nella letteratura e nelle arti figurative attraverso i secoli, fino ai giorni nostri. Medea donna, moglie, madre, maga, straniera. Medea sofferente, tormentata dal dubbio, Medea furens, con la mente ottenebrata dalla gelosia e dalla sete di vendetta e, infine, Medea figlicida, in tutto il suo perturbante orrore. La rivisitazione di un mito antichissimo e, nel contempo, straordinariamente attuale.

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Maurizio Bettini

1947, Bressanone

Classicista e scrittore, insegna Filologia classica all'Università di Siena dove ha fondato il Centro Antropologia e Mondo antico. Per Einaudi ha pubblicato i romanzi In fondo al cuore, Eccellenza (2001), Le coccinelle di Redún (2004), Con l'obbligo di Sanremo (2013), oltre a numerosi saggi, tra cui i celebri Il ritratto dell'amante (1992), Voci. Antropologia sonora del mondo antico (2008), Vertere. Un'antropologia della traduzione nella cultura antica (2012), Con l'obbligo di Sanremo (2013), A che servono i Greci e i Romani? (2017) e Il mito di Medea (2017).Nel 2014 pubblica per Il Mulino Elogio del politeismo. Quello che possiamo imparare dalle religioni antiche, cui seguono Il grande racconto dei miti classici (Il Mulino, 2015) e Radici. Tradizioni, identità, memoria...

Giuseppe Pucci

Giuseppe Pucci, già professore ordinario di Archeologia e Storia dell'arte greca e romana all'Università di Siena, è socio corrispondente dell'Istituto Archeologico Germanico, socio fondatore del Centro Antropologia e Mondo Antico, membro della Società Italiana di Estetica e cofondatore e membro dell'associazione iternazionale Warburg-Italia. Si occupa in modo particolare della ricezione moderna della cultura classica. Ha pubblicato, tra l'altro, Il passato prossimo. La scienza dell'antichità alle origini della cultura moderna (1993), e ha scritto con Maurizio Bettini Il mito di Medea. Immagini e racconti dalla Grecia a oggi (Einaudi 2017); ha curato inoltre La Pinacoteca di Filostrato Maggiore (2010). Collabora alle pagine culturali di «il manifesto».

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