Traduttore: G. Magi
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788807817649

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Recensioni dei clienti

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    Roberto Guarino

    29/05/2010 14:28:12

    Il libro è sublime. Le paure, i timori e tutto il terrore provato dall'autore sono descritti in modo profondo e si è totalmente catturati dalle vicende narrate. Ecco quindi che i suoi spaventi diventano i tuoi spaventi, che i suoi sollievi diventano i tuoi sollievi. L'alternarsi di queste emozioni fortissime ti consente di comprendere appieno il valore della libertà che è dentro e fuori di noi. Un capolavoro assoluto, da leggere, vivere e portarsi con se per tutta la vita. Meraviglioso!!!

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    eugenia_82

    02/05/2008 13:06:45

    Per quanto si possa essere seduti comodamente su una poltrona, se si ha tra le mani un libro come "un mondo a parte", la poltrona diviene un sasso con uno schienale fatto di spine che ti si conficcano nella carne. Tragicamente meraviglioso!

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    claudia70

    28/09/2007 12:06:03

    bello! possiede, nella sua prosa scorrevole, la forza dei ricordi veri unita a un pudore, ormai tanto raro, nella descrizione dei sentimenti di persone costrette a vivere come bestie.

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    Costantino

    09/06/2007 17:40:50

    Un libro fondamentale della letteratura del Novecento. Purtroppo poco conosciuto, se non osteggiato. Un passo necessario per conoscere le atrocità del totalitarismo.

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    Luca Berardi

    23/05/2007 16:51:33

    Ho atteso anni a leggere questo libro sapendo il dolore e crudeltà che contiene. Nulla meglio delle parole di Herling descrive l'abiezione del comunismo che con scientifica determinazione aveva deciso di annullare la dignità dell'uomo portandolo a uno stato di umiliazione e di privazione del rispetto della persona pari solo all'Olocausto nazista. Non va dimenticato che questo libro mette in evidenza la connivenza e complicità dei Sovietici nell'invadere nel 1939 la Polonia insieme ai Nazisti; migliaia di Polacchi, civili e militari, furono così imprigionati nei gulag. Di tutto ciò la sinistra italiana non ha mai perdonato Herling e per questo lo ha sempre discriminato.

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