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Luis Sepúlveda

Traduttore: I. Carmignani
Editore: Guanda
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 154 p., Rilegato
  • EAN: 9788823512733
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Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    27/11/2015 09.10.07

    Libro che denuncia le barbarie delle navi baleniere e degli suoi uomini. Testimonianze di persone che lottano ogni giorno contro l uccisione indiscriminata di balene,spinti dall amore verso la natura.

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    migliettaser

    22/08/2013 23.17.52

    Dove si scopre che possono bastare poche pagine per raccontare molte cose e creare infinite emozioni. La scrittura sudamericana si conferma una straordinaria fabbrica di opere letterarie di alto livello e dopo aver amato Vargas Losa , apprezzato Isabel Allende e molti altri ancora, devo dire che Sepùlveda mi sa stringere il cuore più di ogni altro, sapendo trovare le lacrime più nascoste. Il mondo alla fine del mondo è un romanzo breve che si legge in un giorno , immaginifico , terribile, avventuroso e sognante. Triste , ma non privo di speranza. Ha fatto di oggi , per me, un giorno migliore di altri. Provate a leggerlo , potrebbe capitare anche a voi.

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    paolo losasso

    29/05/2004 18.32.50

    In questo romanzo di Luis Sepùlveda è predominante il tema ecologico così come lo era stato per il precedente "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" e per il successivo e tanto fortunato "La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare".Con tale opera sembra che lo scrittore cileno abbia di proposito cercato un pubblico più ampio composto oltre che dagli adulti, soprattutto dai bambini. E chissà che alla base non ci sia stato una sorta di rinuncia dovuta alla convinzione di non poter determinare un'inversione di tendenza. Meglio, allora, rivolgersi alle nuove e ancora innocenti generazioni, meglio cercare di conquistare ad una giusta causa le coscienze non ancora formate e quindi non irrimediabilmente deviate di chi si affaccia or ora alla vita. Ma tornando a "Il mondo alla fine del mondo" l'autore veste i panni di un giornalista al servizio di un'agenzia che si occupa di problemi ecologici collegata con altre agenzie del genere e con varie organizzazioni ecologiste come Greenpeace, Comunidad e Robin Hood. Questo giornalista vive ad Amburgo e ad un tratto, per il sopraggiungere di nuovi avvenimenti che hanno a che fare con la sua attività, decide di ritornare al suo paese d'origine, il Cile, dopo molti anni di esilio per motivi politici. Il pensiero di rivedere la propria terra fa viaggiare la memoria e riporta indietro nel tempo il protagonista al periodo in cui viveva a Santiago. Aveva quattordici anni e la lettura di Moby Dick lo aveva folgorato. Gli era nato un invincibile desiderio di prendere il mare, di vivere un'appassionante avventura. Così a sedici anni aveva realizzato il suo sogno grazie anche all'aiuto di uno zio e si era imbarcato su una baleniera affrontando, prima di salpare, un lungo viaggio da Santiago a Puerto Montt, da Punta Arenas a Puerto Nuevo. Ma il sogno sarebbe svanito nella baia Cook nell'assistere all'uccisione di un capodoglio. Una scena così deludente da fargli comprendere che non avrebbe mai fatto il baleniere. La realtà non era come il romanzo: non c'erano balene come Moby Dick

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    Silvio

    09/08/2002 15.21.10

    Bellissimo libro da non perdere per nessuna ragione. Unico difetto: troppi nomi di stretti, insenature e fiordi con la necessità di tenere una cartina geografica a finco per capire la rotta delle navi.

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    edoardo

    20/06/2002 18.25.33

    Forse la tensione emotiva in questo romanzo è meno sottile di quella che si avverte ne "La frontiera scomparsa", probabilmente perchè la tematica ambientalistica qui trattata risulta di sicura presa sulle coscienze di tutti noi. Stimolanti le descrizioni dei mari della terra del fuoco e dei suoi paesaggi. Mi pare che l'autore si sia dilungato oltremodo in precisazioni geografiche riportando una gran quantità di nomi di isole che per i più risultano sconosciute.

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    marcello tucci

    15/12/2001 00.33.11

    Luis Sepulveda Il mondo alla dine del mondo Ugo Guanda editore Pagine 127 Lire 20.000 Anno 1994 Dai mari insidiosi che s’inerpicano su per le coste frastagliate, disegnando arabeschi irreali, sotto un cielo metallico e lattiginoso di un mondo alla fine del mondo, ci arriva questo agile e breve romanzo del cileno Luis Sepulveda. Di questo autore mi pare inutile aggiungere qualcosa altro, famosissimo nel nostro paese grazie a numerosi romanzi come ‘La gabbianella ed il gatto che le insegnò a volare', ‘ il vecchio che leggeva romanzi d’amore’ ed altri ancora, lo rammentiamo anche grazie al suo impegno per l’ambiente ed il suo impegno politico. Proprio per questo ultimo tutti ricorderanno la sua militanza politica nel suo Cile a fianco del governo di Salvador Allende, attività pagata a caro prezzo poiché all’indomani del golpe di Pinochet lo scrittore ha dovuto abbandonare il suo paese, girovagando per molti paesi dell’Europa a far conoscere l’accaduto. Con questo breve romanzo Sepulveda ritorna dal suo esilio forzato d’Amburgo nelle sua terra , chiamato da una militante di Greenpeace che denuncia le scorrerie di una baleniera giapponese che in quei luoghi sta attuando una spietata caccia ai cetacei. Già da tempo questo tipo di carneficina, a danno delle balene e delfini le cui carni sono molto ricercate nel mercato internazionale ed in particolare per quello giapponese, è stata messa al bando. Eppure grazie a sottili stratagemmi la nave officina Nishin Maru, che ufficialmente era stata ‘demolita’, solca questi mari ai confini del mondo lasciando dietro se un’interminabile striscia di sangue. Molti ambientalisti legati chi più o meno a Greenpeace da tempo si battono per denunciare questa spietata mattanza, molti addirittura hanno pagato con la vita l’impegno a salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali. Ancora oggi sappiamo di un altro ricercatore assassinato in questi giorni, cui mi sento di dedicare questa rec

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    Francesca

    05/09/2001 22.23.36

    Credo che questo libro, dopo " Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" sia il più bello in assoluto dello scrittore. Ho letto il libro in quattro ore senza mai fermarmi perchè non ci riuscivo. Questo è stato il primo libro che è riuscito a farmi piangere. Leggetelo, è bellissimo

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    Francesco a Beccara

    24/08/2001 17.53.09

    Ho letto "Il mondo alla fine del mondo" tutto di un fiato, utilizzando anche le pause pranzo per la lettura. E' un libro appassionante, che ti invoglia a viaggiare e a cercare informazioni sulla Patagonia, lo stretto di Magellano e Capo Horn. Il racconto è accattivante, anche se talvolta un po' tecnico. Unico neo, il finale, troppo surreale, rispetto all'impianto narrativo (stile giornalistico) complessivo. Consiglio di leggere il libro con una cartina del Cile a fianco, la lettura risulterà più agevole.

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    Lauricella Giuseppe

    26/05/2000 19.57.52

    Il mondo alla fine del mondo di Luis Sepulveda Per chi ha letto il precedente romanzo di Sepulveda, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, questo libro è un ideale continuazione. Stavolta l’ambiente non è la foresta amazzonica, ma il mare della Terra del Fuoco, l’animale in trappola non è il tigrillo, ma sono centinaia , migliaia di balene, delfini ed altra fauna marina, massacrati dalle baleniere dei paesi ricchi. Stavolta, a finire sotto accusa non sono i gringos che saccheggiano la foresta, ma i marinai che depredano e distruggono il mare. Tutto comincia con un fantomatico incidente in mare in cui incorre una baleniera giapponese ufficialmente demolita nel sud est asiatico e da lì parte una meravigliosa avventura per i mari del sud, con temperature polari, in compagnia di un vecchio lupo di mare ed amante del mare come il capitano Nilssen che guida il protagonista, per il quale questo viaggio è anche una sorta di ritorno alla propria gioventù, fino alla scoperta dell’incredibile ed inconfessabile verità. Tutto questo viene raccontato con la semplicità narrativa di cui Sepulveda è capace e mentre il lettore viene trasportato nei paesaggi dell’America Latina e nelle abitudini di quel continente. Ancora una volta si tratta dunque di una denuncia a difesa della natura che mette in evidenza i sentimenti nobili degli animali che, ormai braccati, non esitano a lanciarsi contro la baleniera per difendere una scialuppa in pericolo, pur sapendo di andare incontro a morte certa, sentimenti contrapposti invece alla barbarie con cui viene depredato il mare. Lauricella Giuseppe

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    Cristiano Barollo

    29/03/2000 15.27.13

    Leggende, lotte e storie quotidiane nella patagonia cilena. Uno stendardo sulla libertà e sul rispetto che ciascuno di noi dovrebbe avere per il mondo che ci circonda. Interessante.

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