Il mondo che ho inventato per te

Sarah Butler

Traduttore: E. Budetta
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 13 aprile 2017
Pagine: 236 p., Rilegato
  • EAN: 9788811684381
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Descrizione
Un ragazzo in crisi che solo un amore ribelle può salvare. Perché si è pronti a tutto pur di conquistarsi un posto nel mondo.

«Il mondo che ho inventato per te esplora l'inesorabile diversità dei giovani con una scrittura delicata e sincera» - The Independent On Sunday

«Sarah Butler è bravissima a catturare l'inquietudine, la rabbia e il senso degli adolescenti, restando sempre vicina al suo personaggio» - Daily Mail

«Una storia ricca di emozioni e introspezione» - Boston Standard

Stick e Mac hanno diciott'anni e non vedono l'ora di lasciare il loro quartiere popolare di Manchester per il viaggio in Spagna che hanno studiato in ogni dettaglio. Ma la sera in cui festeggiano la partenza imminente, Mac resta ucciso in un accoltellamento. Dopo la perdita dell'amico, la vita di Stick, già in precario equilibrio fra i disturbi psicologici della madre e il distacco dal padre, che da anni ha messo su famiglia con un'altra donna, precipita nell'apatia. Solo l'incontro con una ragazza dai capelli rosa sembra scuoterlo e dargli nuovo entusiasmo. Anche la sfuggente J ha i suoi problemi, ma tra loro scatta una scintilla. Insieme forse potranno reagire e sfuggire allo squallore che li circonda: sono giovani, e il loro bisogno di esprimere rabbia, amore, energia è irrefrenabile, nella città scossa dai disordini della turbolenta estate 2011.

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All'angolo tra Market Street e Spring Gardens, un ragazzo che è quasi un uomo gira la rotella di un accendino di plastica da cui scaturisce una fiammella gialla. Ha il cappuccio sollevato sulla testa e una sacca di JD Sports in diagonale sulla schiena. Dietro di lui si accalca la folla che osserva, con i telefoni in altro per immortalare i suoi movimenti, mentre gli allarmi antifurto e le sirene della polizia riecheggiano in tutto il centro. La vetrina del negozio è frantumata. Il ragazzo passa sopra i cocci di vetro, allunga la mano attraverso le sbarre della serranda e tocca il manichino di plastica bianca senza occhi né naso né bocca ma con il seno e i fianchi sporgenti, visibili sotto il prendisole scarlatto. Il ragazzo avvicina l'accendino a una piega della stoffa. Poi si gira e attraversa Market Street. Si ferma accanto a un negozio con le saracinesche abbassate, si sistema il cappuccio, gonfia il petto e guarda indietro. Una fiamma minuscola sembra aderire alle sbarre della serranda, sospesa tra pavimento e soffitto. È così piccola che la si nota appena. Le persone che lo hanno visto avvicinarsi alla vetrina con l'accendino aspettano e annuiscono, come per esprimere soddisfazione. Tutti gli altri, i paurosi, i turbati, i curiosi, gli esaltati passano e se ne vanno. Ben presto il fuco divampa, una fiamma arancione lungo i bordi.