Il mondo di ieri - Stefan Zweig - copertina

Il mondo di ieri

Stefan Zweig

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Traduttore: Lorena Paladino
Editore: Garzanti
Collana: I grandi libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 novembre 2014
Pagine: 460 p., Brossura
  • EAN: 9788811810759

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Il "mondo di ieri" è l'Europa d'inizio Novecento, il mondo in cui Stefan Zweig è cresciuto, si è appassionato alla lettura e ai viaggi, ha stretto amicizia con Freud, Rilke e Valéry. Un mondo stabile e sicuro, nonostante l'emergere di rivendicazioni nazionaliste, che l'autore definì "l'età dell'oro delle certezze". È un libro nostalgico, scritto da Zweig lontano dalla sua Austria, che racconta lo sgomento allo scoppio della prima guerra mondiale, il crollo delle monarchie storiche, la crisi delle ideologie e la tetra affermazione del nazismo. Tra aneddoti ricchi di "charme", in un viaggio alla scoperta di Vienna, Parigi, Berlino e Londra che abbraccia mezzo secolo della storia d'Europa, queste pagine riassumono il senso della vita di Stefan Zweig e della sua vocazione di scrittore.
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    Claudio

    01/08/2020 17:03:19

    Un classico davvero unico, ancora più interessante da leggere o rileggere,perché forse anche oggi siamo ad un passaggio d'epoca e un "mondo di ieri" è quello che vediamo quando pensiamo al nostro recente passato. O almeno questa è la sensazione che si prova. Mentre il mondo di ieri per un grande scrittore e uomo di grande cultura come Zweig, che è il mondo "dell'altro ieri" per noi, resta pieno di fascino e di malinconia.

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    maurizio

    26/05/2020 12:25:37

    Ho letto diversi libri di Stefan Zweig.. Racconta di un mondo dissolto con la fine dell'impero asburgico e con l'avvento dei nazzionalismi, personaggi.. nomi caduti nel dimenticatoio della storia ma essi hanno contribuito alla nascita di un sentimento comune per un'Europa unita come la conosciamo adesso, lo consiglio..

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    Ema

    15/05/2020 19:08:13

    Questo romanzo non può essere la storia di Zweig senza prima essere la storia d’Europa, quella in cui egli aveva creduto tanto, lui che aveva cercato di essere mediatore di culture, lui abitante del mondo e cosmopolita nell’animo. E quindi l’Europa ritratta in questo diario è anche quella dei suoi numerosi viaggi, dei suoi incontri con celebrità di un certo calibro – perché non dimentichiamo anche il magnifico sviluppo artistico di quegli anni – con le quali intrattenne rapporti durati fino al suo esilio: Hofmannsthal, Verhaeren, Freud, Joyce, Shaw e H.G.Wells, solo per citarne alcuni. È un Europa al culmine, incapace di guardare giù e scorgere le piccole crepe che stavano smuovendo i bassifondi, che faceva finta di non vedere e credeva ciecamente nelle menzogne che si era autoimposta.

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    John

    15/05/2020 19:00:28

    Affermare che “Il mondo di Ieri” è l’autobiografia di Stefan Zweig equivale a dire che il libro è soprattutto storia dell’Europa in quel cinquantennio: è l’affermarsi della borghesia, l’avvento di teorie positivistiche, cieca fiducia nel futuro a causa del progresso tecnologico, nascita delle avanguardie e delle metropoli, lo sviluppo della Germania come potenza alla pari di Inghilterra e Francia. È l'Europa in cui egli, da cosmopolita, aveva creduto tanto e per la quale si era battuto tanto.

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    Francesca

    15/05/2020 12:42:45

    L'ho letto quasi per caso e dopo averlo finito, ho comprato quasi tutti i libri scritti da questo genio!!Bellissimo e originale ritratto dell'Europa nei primi 40 anni del XX secolo!!

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    patterini

    14/05/2020 09:07:29

    Splendido viaggio nell'Europa che va dalla fine dell'800 all'avvento del nazismo. Attraverso la narrazione della sua vita lo scrittore ci fa conoscere una Vienna e una Mitteleuropa che, dopo il duro colpo ricevuto dalla sconfitta nella Prima Guerra Mondiale, iniziano un lento ma inesorabile declino che si concluderà tragicamente nelle braccia del nazismo. La vita di Zweig, come quella di altre migliaia di persone, ne uscirà sconvolta e la sua fuga dalla Patria (in quanto ebreo) e il suo status di "senza patria" costituiranno la base di quella disperazione che porterà lo scrittore a suicidarsi nel 1942.

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    francesco ceccotti

    14/05/2020 08:51:12

    Questo libro è una piccola capsula temporale, rimasta integra fino ai nostri giorni. Zweig ha avuto una vita in continua rincorsa caratterizzata da una tirannica fame di conoscenza, e ha visto il proprio mondo prima sfaldarsi tragicamente, poi autodistruggersi mosso dalla barbarie nazista. Ebreo di nascita ma assolutamente austriaco ed europeo, Zweig si è trovato costretto a fuggire, e condurre una breve e tragica esistenza di esule, culminata nel peggiore dei modi. Questo libro racconta la sua vita, dall’infanzia all’età adulta, nella sua Vienna capitale del mondo, all’interno di un Impero in declino, ma multietnico, tollerante, culturamente ricco e pieno di stimoli, aspetti che un tempo erano un difetto ed oggi devono essere necessariamente rivalutati. Un Impero che già covava al proprio interno il germe dell’autodistruzione. Di Zweig e di questo libro si apprezza l’abilità di scrivere e raccontare, ed un eleganza inossidabile al tempo, e difficilmente riscontrabile negli scrittori moderni. Da leggere assolutamente, per imparare a conoscere il mondo di ieri, che non esiste più. Consiglio anche Joseph Roth e la sua Marcia di Radetky

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    M

    12/05/2020 18:52:24

    Un romanzo che contiene la descrizione di un mondo passato, ma ancora attuale per molti aspetti. Interessante il punto di vista dell'autore, testimone del suo tempo, che analizza la propria vita partendo dal “mondo della sicurezza” (la tranquilla vita di un ragazzo di “buona famiglia” ebrea) per passare attraverso le due guerre mondiali e l'esilio. Lettura appassionante, consigliabile a tutti e utile per avere una chiave di lettura sulle grandi contraddizioni del secolo breve.

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    Fiorella

    07/10/2019 08:36:09

    Cosa scrivere? Lo lessi a 17 anni, poi non so riscoprii Zweig leggendo il sovvertimento dei sensi e ricomperai mondo di ieri. Tutto da sottolineare. Mi ha anche ricordato un po' Orwell, 1984. Mi sentivo, leggendolo, vicino a lui, alle sue emozioni, scoperte, sconforto per il mondo in cui viveva che stava cambiando radicalmente. Ho anche pensato "Il mondo di oggi" come titolo. Grazie Zweig

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    marco b

    23/09/2019 06:55:02

    Un libro bellissimo, “Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo”. L’autobiografia di un uomo che ha vissuto a cavallo di due guerre mondiali, ha visto, da austriaco “europeista” ebreo, gli orrori della guerra, la decadenza e il disfacimento dell’impero austroungarico e l’ascesa del tallone di ferro del nazionalsocialismo hitleriano. Un uomo che è passato dal possedere tutto, la fama letteraria internazionale quale maggior scrittore della sua nazione e una vita sociale di altissimo livello, al perdere tutto, quale esule senza patria, completamente cancellato dalle librerie e dai teatri dei suoi concittadini. Un uomo che è stato amico, sin da giovane, di tutti i più grandi artisti e intellettuali del suo tempo, con un sodalizio di frequentazione, amicizia e affinità, difficile da immaginare nel nostro mondo attuale. Assolutamente da leggere.

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    Emanuela

    19/09/2019 21:29:22

    Un romanzo che sì, contiente un intero mondo - per l'appunto quello di ieri - descritto attraverso i ricordi che l'autore porta con sé attraverso l'esilio forzato. Costretto ad abbandonare tutto, familiari, la preziosa collezione di manoscritti, ma i ricordi non lo abbandonano e vanno a formare questa autobiografia che in realtà si concentra per lo più sulle città, sui sentimenti e sulle persone. Immenso Zweig, credo che sia diventato ufficialmente uno dei miei libri preferiti di sempre.

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    alessia n.

    19/09/2019 12:23:01

    Bellissimo libro. Si legge con piacere e da uno sguardo nuovo alla prima guerra mondiale ed al periodo tra le due grandi guerre. Da non perdere

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    Carmine

    04/09/2019 02:01:44

    Stephan Zweig è stato il lucido testimone del suicidio europeo novecentesco e ne ripercorre le tappe in questo straordinario affresco di un'epoca irripetibile per l umanità,ovvero la jahrhundertwende viennese con la sua incredibile carica artistica che vede l agitarsi nei caffè di Rilke,Hoffmansthal,Freud e tanti altri,per poi passare alla Berlino in grande ascesa economica e artistica,al Belgio dei poeti e dei pittori,alla magica Parigi della Belle Époque.È un età che va inabissandosi, certamente moralistica,ipocrita e repressa sessualmente,eppure libera e con infinite possibilità per l'affermazione dell'io,tollerante, nulla a che vedere con la barbarie dei totalitarismi che seguirà. Zweig attraversa un cinquantennio di storia europea vivendo una vita straordinaria a contatto diretto con gli uomini che hanno scritto la storia.I primi giorni del 1914 vengono accolti con orgiastica gioia suicida per poi capovolgersi in un pianto disperato alla fine della guerra,che si protrae nella follia degli anni che seguono,fatti di povertà e rinuncia ma poi finalmente di rinascita.Non è che un fuoco fatuo, gli europei non hanno imparato per nulla dai loro errori e un altro cataclisma affiora dall'orizzonte tetro,fasciato di una luce sinistra.Lo scrittore scrive in un momento per lui molto particolare:siamo in piena II guerra mondiale e la sua condizione di ebreo lo ha costretto alla fuga e alla perdita di ogni certezza in Inghilterra.Più volte egli è costretto ad amettere con estrema vergogna che il grande fallimento europeo del Novecento è stato tollerare non che la violenza straripasse, bensì che addirittura nascesse e che nulla si fece per fermare Hitler quando era solo un aizzatore di paese, che si trascurò di credere che il mondo potesse regredire ad uno stadio precivile, addirittura disumano.Dopo l'orrore della Grande guerra,Zweig non riuscì a reggere il dolore di un altro conflitto,si suicidò nel 1942 senza perciò riuscire a rivedere la sua patria europea in pace.

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    Matteo

    05/07/2019 07:31:08

    un libro che ho letto e riletto più volte, senza stancarmi mai ottima lettura assolutamente consigliata per chi vuole esplorare l'epoca antecedente la prima guerra mondiale (ed oltre), come del resto anche nella Marcia di Radetzki di J. Roth, dove si respira il mondo di ieri che si disfa irrimediabilmente rotolando verso la prima e la seconda guerra mondiale senza che nessuno se ne renda (apparentemente) conto insomma, da leggere

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    giorgio g

    29/05/2019 17:44:20

    Nostalgia è la parola che definisce il sentimento che l’Autore prova per la Vienna della sua infanzia, in mondo che si può definire con una sola parola: ordinato. Si viveva bene, si viveva sereni e spensierati nella vecchia Vienna. Si viveva bene in tutta l’Europa, fino alle fatali rivoltellate di Gavrilo Princip (molti anni fa lessi “I Thibault” di Roger Martin du Gard dove trovai forse la migliore descrizione delle cause che portarono allo scoppio della guerra), ma erano imprescindibili anche dei doveri: “prima che venissero concessi dei diritti, si dovevano imparare dei doveri”. E anche questo passo è degno di una citazione: “per i tedeschi l’ordine ha sempre avuto più valore dei diritti e della libertà”. Da qui parte Zweig per fare un excursus della sua vita, purtroppo conclusasi tragicamente. Un capolavoro letterario, forse la migliore opera di questo gigante della letteratura.

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    michele lascaro

    11/03/2019 11:28:42

    Sapevo qualcosa di Zweig, ma non avevo letto nessun suo libro. Sono stato spinto all'acquisto dopo aver visto un film, su una emittente francese, sugli ultimi suoi giorni, che mi ha commosso (il film, peccato, non è mai stato programmato in Italia). Il mondo di ieri, per chi conosce Vienna, è un misto di invito alla gioia e alla nostalgia malinconica, che la città esprime. Il libro è scorrevole e affascinante, grazie anche all'ottima traduzione, (c'è un piccolo errore, giustificabile, di Zweig, quando dice che sua madre è nata ad Ancona nell'Italia meridionale, ma fa sorridere) Lo scrittore esprime molto bene il suo istintivo anelito di pace e di concordia umana; la sua odissea di uomo perseguitato sino all'esilio. Raccomandabile altamente per chi ama leggere e meditare sugli eventi umani.

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    domenico

    07/03/2019 19:00:19

    Ho letto questo libro spinta dalla curiosità di conoscere la storia che aveva ispirato "Grand Budapest Hotel" di Wes Anderson. Sebbene le due storie non c'entrino l'una con l'altra, il senso di decadenza e di ineluttabilità dello scorrere del tempo è lo stesso. Uguale, poi, è anche il senso di meraviglia che si respira davanti a cambiamenti storici impensati ed imprevedibili. Zweig, con una scrittura profonda e mai noiosa, tratteggia le vicende del secolo scorso sulla base delle proprie esperienze di vita. Davvero consigliato sia a chi ama la storia, sia a chi cerca un' autobiografia fuori dagli schemi. Unica pecca: questa edizione è stampata con caratteri un po' troppo piccoli.

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    Antonella

    22/02/2019 18:39:32

    Condivido tutti i giudizi positivi dei lettori che mi hanno preceduto. Libro scritto bene, delicato a volte disarmante...bellissimo

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    casaakec

    13/11/2018 13:23:57

    Avrà anche esagerato un po' ma è IL libro...

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    mario

    18/09/2018 20:10:04

    Il libro parte lento, ma proprio molto lento, nel consueto stile di Zweigh quando decide di dilungarsi ed entrare nei dettagli. Ma poi ingrana la marcia e finalmente parte. Il libro decolla, si riempie di annotazioni personali, toccanti, profonde. Scopriamo retroscena del periodo tra le due guerre che nessun libro di storia ci ha mai fatto scoprire, viaggiamo in un Europa Felix inimmaginabile attualmente e la vediamo lentamente disgregarsi sotto i nostri occhi. Zweigh ne seguirà il destino da apolide dopo essere stato convinto europeista e pacifista per tutta la vita. Un documento importante sulla fine di un epoca trasmesso con trasporto ed emozione. Sicuramente vale la pena nonostante la fatica iniziale.

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  • Stefan Zweig Cover

    Nato il 28 novembre 1881 a Vienna, Zweig era figlio di un ricco industriale ebreo e per questo potè studiare con tutta libertà, seguendo i suoi gusti che lo portavano a interessarsi di letteratura, filosofia e storia.L'atmosfera cosmopolita della Vienna imperiale favorisce la sua curiosità del mondo, che si trasforma in una sorta di bulimia culturale. Come letterato esordisce con poemi in cui si percepisce l'influenza di Hofmannsthal e Rilke, di cui parla nella sua autobiografia Il mondo di ieri (Die Welt von gestern, 1942). Per Stefan Zweig "la letteratura non è la vita", ma "un mezzo di esaltazione della vita, un modo di cogliere il dramma in maniera più chiara e intelleggibile". La sua ambizione è dunque "dare alla mia esistenza l'ampiezza, la pienezza,... Approfondisci
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