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Traduttore: A. Biavasco, V. Guani
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Pagine: 558 p., Brossura
  • EAN: 9788804594833

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Recensioni dei clienti

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    maurizio .mau. codogno

    18/01/2015 16.25.50

    Nick Harkaway è figlio di John Le Carré. Qualcosa dal padre deve avere assorbito, perché in questo libro ci sono molte descrizioni di corpi speciali - molto speciali, in effetti. Però il libro è di tutt'altro genere! Se dovessi proprio incasellarlo lo definirei di fantascienza, o almeno la trama è fantascientifica: ma le cose non sono così semplici. Ci vuole quasi un centinaio di pagine prima che tu riesca a capire che cosa stia succedendo, anche perché l'azione parte in medias res; quando la storia man mano si dipana, tra una lunghissima serie di divagazioni come nel Benni di _Terra!_, ti accorgi che hai tra le mani anche una satira del nostro mondo... e che non sai qual è il nome del protagonista. A due terzi del libro c'è una cesura nettissima, scopri perché il protagonista non ha nome, e la storia riprende, riattaccando fili che non ti eri neppure accorto di essere penzolanti. Il tutto è ottimamente tradotto da Annamaria Biavasco e Valentina Guani, e immagino non sia certo stata un'impresa facile. Non so se consigliare caldamente il libro - sperando che non vi capiti una copia un po' mal stampata come la mia - per un'unica ragione: credo che o lo amerete o lo odierete, e non so in che categoria vi troverete...

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    Garamboles

    21/10/2012 14.50.15

    Non puoi fare a meno di arrivare alla fine e al contempo rassegnarti che l'ultimo capitolo sta arrivando fin troppo in fretta. Ci sono decenni di narrativa pulp (tra lo Studio Shaw e R.E. Howard) e riflessioni intelligentissime, un mondo surreale a metà tra Gilliam e Douglas Adams. Ironico, avvincente, pieno di colpi di scena. Personaggi memorabili che VIVONO sulla pagina, reali anche quando palesemente stereotipati (ma Harkaway gioca benissimo con gli stereotipi: vedi il Maestro Wu e l'epica del tupperware) e una trama intricata che trova un senso solo nelle ultime cento pagine. Memorabile, cult contemporaneo.

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    Fabrizio

    26/03/2012 13.03.21

    E' la prima volta che dopo aver letto un libro così corposo, ed aver pensato più volte di lasciarlo perdere; solo dopo la metà dello stesso ho cominciato a capirne le trame e l'intersecarsi dei personaggi e delle storie (apparentemente slegate fra loro)arrivando infine alla fine con la convinzione di aver letto un gran libro....per nulla scontato e ben scritto. Unico appunto forse l'allegiremento di qualche pagina vrebbe giovato alla scorrevolezza del romanzo. VALE LA PENA LEGGERLO!

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    Adriano

    16/05/2011 10.26.59

    Arrivato a oltre 100 pagine ancora lotto per non addormentarmi dopo 5 minuti di lettura. Spero che migliori, la mia pazienza di lettore ha un limite ;)

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    alessandro

    10/11/2010 11.23.00

    Faccio una tale fatica a ritagliare il tempo per leggere libri che arrivato alla fine delle quasi 550 pagine mi sono chiesto se fosse valsa la pena. La risposta che mi sono dato è no! E soprattutto mi chiedo come si possa accostarlo a romanzi come comma 22.

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    Franklin_82

    31/05/2010 17.01.31

    Punti Forti: - La storia è particolare e non banale; - E' scritto bene, bel linguaggio; - La storia cambia spesso, mantenendo comunque una sua linearità; Punti Deboli: - Un pò di descrizioni e flashback potevano essere tranquillamente tagliate, questo avrebbe reso il tutto più scorrevole e meno lungo;

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    gianni

    19/01/2010 15.12.42

    Libro che ho comprato semplicemente perché mi aveva attirato la copertina e poi letto tutto di un fiato. Bellissimo. Veramente un bell’esordio narrativo. La storia è surreale, assurda, grottesca: in un mondo forse non molto lontano dal nostro (temporalmente parlando) l’uso di armi non convenzionali, le bombe svuotanti, porta alla scomparsa letterale di buona parte del mondo. Dai vuoti lasciati, in cui ribolle materia con basso grado informazione, emergono mostri e creature grottesche “non umane” (??). Il resto del mondo si trova quindi a doversi difendere (??) da questo pericolo. Il romanzo è narrato dal protagonista che non ha un nome, anche perché, e qui sta il colpo di scena, scopriremo solo col progredire della storia che egli è. Libro che su una base fortemente ironica (e questo può essere il lato comune con Comma 22, oltre alla condanna della guerra) tocca però argomenti molto seri e profondi, come il fatto che per la prima volta ci ritroviamo in un mondo in cui nessuno vuole la guerra, siamo tutti contro la guerra, però assistiamo quotidianamente ad azioni di pace iperviolente……. Libro strano, forse non per tutti, me sicuramente un gran bel libro.

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    +39design

    13/01/2010 22.01.50

    Si può dire Bello?! beh l'ho detto... per me questo romanzo racchiude i segreti e le verità della vita stessa, le angosce e le certezze....tutto e niente. paradossale in alcuni capitoli diventa pazzescamente reale in altri. la trama nonostante sia a volte sfuggente si recupera sempre quando meno ce lo aspettiamo. bellissima la descrizione dei personaggi e delle loro vicende personali. Sembra, grazie ad Harkaway, di avere finalmente recuperato il fascino dei poemi epici. Insomma,come Scilla, bello e mostruoso al tempo stesso!

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    Sergio

    06/01/2010 21.54.52

    Detesto leggere libri stupendi. Perchè, per quanto lunghi, prima o poi finiscono. "Il mondo dopo la fine del mondo" fa parte di questa categoria purtroppo. Un moderno "Candido" di Voltaire con incredibile colpo di scena finale (in realtà a 100 pagine dalla fine...). Decine di storie, di parentesi, si dispiegano in un solo coerente romanzo, ciascuna delle quali ci insegna qualcosa, ci fa riflettere, ci tocca nell'anima, ci commuove o semplicemente ci fa scoppiare a ridere, come la vita del resto. Talvolta profondissimo, talvolta intelligentemente emulo di una letteratura di serie B, è tanti libri in uno solo. L'ho appena finito e già ne sento la mancanza.

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    Roberto

    24/12/2009 10.08.11

    Questo romanzo vuole essere un nuovo Comma 22 (senza esserlo) o un nuovo Tutti a Zanzibar (senza esserlo) o mille altri romanzi simili (alcuni bellissimi, come quelli citati, altri orrendi) con la conclusione (mia) che è insopportabile, confusionario, lunghissimo. Voto due perchè è LeCarre JR (sarebbe 1). Secondo me questo romanzo avrà solo voti 1 o 5.

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