Il mondo nuovo

Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: La Tempesta
Data di pubblicazione: 20 gennaio 2012
  • EAN: 0602527916415
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Descrizione

Volevamo intitolarlo Storia di un Immigrato.Il riferimento tanto esplicito a De André sembrava una splendida provocazione, tanto più significativa in quanto il disco è stato immaginato e desiderato "a concetto", come infatti è, e come lo fu appunto Storia di un Impiegato.Per pudore, Il Teatro degli Orrori ha preferito un titolo più metaforico e immaginifico: Il mondo nuovo.Un concept album, dunque, costituito da 16 istantanee che sono tutte piccole biografie: storie di emigrazione e di migranti, narrate nella loro intimità, che le rende così simili alla vita di chi non emigra, di chi resta, ma comunque combatte la battaglia della vita, della propria esistenza”. (Il teatro degli orrori)Tra gli ospiti: Caparezza, , Rodrigo D'Erasmo (Afterhours), Andrea Appino (Zen Circus), Aucan, Egle Sommacal e molti altri ancora.

Disco 1
  • 1 Rivendico
  • 2 Io cerco te
  • 3 Non vedo l'ora
  • 4 Skop Je
  • 5 Gli Stati Uniti d'Africa
  • 6 Cleveland - Baghdad
  • 7 Martino
  • 8 Cuore d'oceano
  • 9 Ion
  • 10 Monica
  • 11 Pablo
  • 12 Nicolaj
  • 13 Dimmi addio
  • 14 Doris
  • 15 Adrian
  • 16 Vivere e morire a Treviso

Recensioni dei clienti

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    juri

    30/03/2012 11:40:01

    tremenda delusione. ho amato fin dal primo ascolto il potentissimo disco d'esordio, ho un pochino diffidato del secondo, che mancava della giusta amalgama interna, ho subito come una secchiata in faccia questo terzo lavoro e non tanto per i testi (poetici, certo, ma anche a loro modo stucchevoli, quasi artificiosi, che se volevano colpire al cuore certamente con me non ci sono riusciti, mentre se è ai nervi che miravano, allora ci siamo, ma non nel senso che forse intendevano gli autori, temo) quanto per la musica monotona, priva di timbro, anestetizzata. avevo comprato un mucchio di tempo fa il biglietto per il loro concerto all'alcatraz, ebbene, l'ho dato via. se questa è la loro nuova strada, allora faranno senza di me, per quel che conta...

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