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Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo - Aldous Huxley - copertina

Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo

Aldous Huxley

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Editore: Mondadori
Edizione: 13
Anno edizione: 2000
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804487807
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    JushinThunderLiger

    16/11/2014 20:15:16

    Il libro tenta di descrivere un immaginario mondo totalitario pianificato in nome del razionalismo produttivistico dovuto all'avvento della rivoluzione industriale dove non ci sono sentimenti e gli individui nascono nelle provette ma ciò che caratterizza tale società è la decadenza dei modi di vita e dei costumi. Nei primi capitoli, il libro non sembra far appassionare per via di alcuni termini inventati dall'autore ma più avanti il libro diventa più scorrevole. Dal titolo mi aspettavo qualcosa di più, ma non è all'altezza di "1984".

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    Anna

    30/12/2013 17:05:30

    Ho incontrato questo testo dopo aver letto altro di Huxley; "1984" di Orwell certo, approfondisce maggiormente gli argomenti, tuttavia "Mondo nuovo" è stato scritto molti anni prima! Si percepisce ovviamente l'esagerazione, ciò che accade in questo libro è fantascienza, ma qualcosa che rimanda al nostro presente, eccome... L'ho letto a 15 anni e mi ha aperto gli occhi.

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    brunacciosub

    09/10/2013 22:00:20

    Tutto e' prodotto (vita compresa) e controllato, non c'e' spazio per i sentimenti poiche' soppressi dal soma, il fine dell'uomo e' solamente quello di essere un ingranaggio del sistema, dove tutti hanno il loro preciso ruolo nella societa'... geniale!

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    Aledonn9

    26/09/2013 11:19:08

    È pazzesco come siano attuali i temi analizzati "scientificamente" da Huxley. La società di massa, la democrazia, l'individualità, i mezzi di comunicazione, il terrore silenzioso della globalizzazione.. Da leggere, per imparare a fare un'analisi critica della realtà e di noi stessi. Bellissimo.

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    Nino

    18/04/2013 10:50:16

    Il nuovo mondo è una di quelle opere, a mio parere, di essenziale importanza per un miglioramento sociale di pensiero. I protagonisti sono diversi e più genuino degli altri è "selvaggio", il quale continua una lotta contro l'apparente felicità fatta di cinema odorosi e soma a volontà contro la noia.. Il vero mondo è quello dentro di noi, quello che sentiamo nostro, libero dal convenzionalismo più scontato e da condizionamenti. Huxley ci permette con il suo cinismo di sperare di poter cambiare se non gli altri, noi stessi.

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    Sergio Perez

    13/03/2013 10:25:17

    Ritrovarsi dentro un mondo meccanico, laborioso, efficiente, stabile ed eterno potrebbe apparire sinonimo di duratura felicità e tranquillità per l'essere umano. Un sistema simile ad una catena di montaggio, dove sin dalla concezione della vita fino al suo esaurimento ogni cosa sta al suo posto e non altrove, un luogo dove l'uomo deve fare. Ebbene questo paradiso artificiale creato da Huxley nel 1931 si rivela immediatamente un inferno per l'essere umano. Il pensiero cessa di esistere in quanto sostituito da sempre dall'assunzione confezionata di morale e Idea. L'uomo di Huxley non è più Homo Sapiens ma è un operaio artificioso creato in provetta e utilizzabile fino al suo esaurimento vitale. In questo bel libro di fantascienza la rivolta lascia il posto alla "nonrivolta", nel senso che sono stati eliminati alla base tutti i presupposti affinchè l'uomo sii uomo, pertanto per sempre destinato ad una stabilità che permetta ai soggetti gerarchicamente superiori di controllare gli inferiori. Nella seconda parte "ritorno al mondo nuovo", scritto 25 anni dopo, l'autore pone delle domande attualissime sul ruolo della politica, della propaganda e del controllo dei mezzi di comunicazione di massa in un mondo dove le sue profezie sono già in parte avverate. E un testo molto interessante che nel descrivere una realtà priva di umanità, ci lascia riflettere su cosa si la realtà che quotidianamente viviamo. Un grande sfogo ed un urlo sul bisogno di mantenersi umani e vivi, sul bisogno di una morale ed etica sociale che sia il frutto di un confronto libero fra gli individui, che garantisca all'uomo di rimanere tale, contro l'imperante dominio della società di consumo che ci vede consumatori prima di individui.

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    Maunakea

    16/11/2012 17:45:15

    Una sorpresa questo libro, mi è piaciuto moltissimo, che sia del 1932 lo rende ancora più incredibile. Io non sto a far dissertazioni sul senso del libro da vedere nelle ottiche del tempo del fordismo, psico antropologico bal bla bla, io prendo il libro per quello che è, uno splendido libro di fantascienza, uno spaccato di un mondo possibile. La bellezza sta nella descrizione di questo mondo e dell'evoluzione del genere umano. Nel 32, continuo a ritenerlo incredibile. Bello, avvincente e non noioso anzi a tratti esilarante, lo consiglio caldamente. Ho vagamente letto gli argomenti del resto della produzione dell'autore ma temo non sia il mio genere, non mi interessa; peccato non abbia continuato su questa strada, sarebbe stato un grande scrittore fantascientifico. A dire il vero non mi pare che l'autore faccia fronte a nessuno problematica, ma semplicemebte descrive una possibile evoluzione del genere umano, auspicabile o meno è una decisione del lettore, lui non fa trasparire alcun giudizio, e questo ne fa un libro di fantascienza a pieno titolo, a mio avviso. I commenti precedenti sono divertenti a leggersi soprattutto quelli spaventati che una simile eventualità possa avverarsi...a me non dispiacerebbe a dirla tutta... mi pare un bellissimo mondo, se debbo esser sincera, e qualcuno lo ha definito un drammatico futuro infame o orribile incubo, mentre io ci farei la firma... proprio buffo, a me non ha mica portato ad amare l'uomo con le sue imperfezioni come dice qualcuno, ma esattamente l'opposto... :-D, ecco perchè è un gran libro perchè lettori diversi traggono persino opposte visioni, qualcuno lo vedere persino come un libro di denuncia o di stigmatizzazione di alcuni valori, io come pura fantascienza, splendido, splendido; concordo però sul finale un pò troppo trascinato e non all'altezza del resto del libro.

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    Marco

    09/05/2012 18:20:33

    A tutti i geniacci che accusano Huxley di plagio verso Orwell: Brave New World è stato scritto nel 1932. Il buon vecchio Orwell scriverà invece 1984 sedici anni dopo nel 1948 (le ultime due cifre sono state infatti invertite appositamente dall'autore).

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    sarh

    01/11/2011 16:35:56

    Libro decisamente originale, scrive una storia che apparentemente sembra pura fantascienza, ma dove in realtà l'autore nel nuovo mondo riesce a far fronte a problematiche esistenti tutt'oggi come la sovrappopolazione, la felicità, la genetica individuale...Grazie al "ritorno al mondo nuovo" la storia prima viene letta e interpretata a nostro modo e poi viene riesaminata dall'autore. Un libro che dovrebbero leggere tutti.

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    Leonardo

    24/10/2011 19:21:18

    Una delle più belle letture che si possano fare, per capire dove andremo a finire se lasceremo che il mondo della tecnica abbia il sopravvento sull'individuo. La tecnica dovrebbe essere un mezzo, non un fine. Come è la situazione oggi? Siamo così lontani dal mondo tracciato da Huxley?

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    trex

    12/09/2011 20:32:07

    Contro il fordismo americano e il comunismo sovietico? Sì, ma anche un bel romanzo di fantasocio-psico-antropologia. Il primo dei nostri contemporanei, scritto con intenti seri e non solo di intrattenimento. Senza questo libro non ce ne sarebbero stati altri come 1984 o Fahrenheit.

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    cybermax83

    10/02/2010 19:27:51

    davvero un bel libro......fa riflettere!

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    Wavemotion

    10/02/2010 10:27:08

    Un precursore dei tempi. Geniale e psichedelico. Storia diametralmente opposta a 1984

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    robiro

    12/01/2010 16:39:08

    Un libro da leggere con la consapevolezza di una forte influenza del periodo in cui è stato scritto, dove il metodo Fordiano aveva rivoluzionato il modo di concepire il lavoro (non vi era più l'artigiano con la sua individualità ma bensì le prime produzioni di massa). Un metdo di lavoro che privava l'uomo del suo intelletto. Romanzo che porta a disprezzare la perfezione e ad amare l'uomo con le sue imperfezioni.

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    stefano

    24/08/2009 11:39:34

    Chissà quanti uomini avrebbero volentieri barattato il proprio mondo con la "pneumatica" Lenina! 8) Questo libro è in realtà composto da 2 volumi: il primo è "Il mondo nuovo" il romanzo, il secondo "Ritorno al mondo nuovo", scritto quasi 25 anni dopo, è un saggio. La prima parte del libro, quella del romanzo, chi ha già letto 1984 potrà pensare che abbia un po' troppi elementi in comune, ma in fin dei conti la storia regge ed amplia i dettagli di una vita sotto regime totalitario, ed anche la morale di fondo potrebbe avere sfaccettature diverse dal libro di Orwell. Il romanzo, sullo sfondo di uno stato totalitario immaginario ambientato nel futuro, narra le vicende di alcuni personaggi, Bernardo Marx e Lenina i primi che incontreremo, nati con un procedimento laborioso e complesso che non mancherà di stupire. Si ritroveranno a ragionare e rivedere la propria esistenza confrontandosi con degli imprevisti ed un mondo tutto nuovo. La seconda parte del libro contiene il seguito, "Ritorno al mondo nuovo", scritto più di 20 anni dopo dallo stesso autore e che è più un saggio su tutto quello che è successo nel mondo (legami tra scienza e politica) dopo la pubblicazione del primo romanzo. Devo dire che tra i due libri ho trovato molto più interessante il saggio, nonostante i primi capitoli veramente pesanti e tediosi, poi però ha acquistato tutt'altra sostanza diventando molto più scorrevole ed interessante e ricco di spunti, nonchè legami con l'attualità (più o meno "tra le righe"). Molto interessante in particolare i capitoli "La propaganda in una società democratica", "La propaganda sotto la dittatura", "L'arte di vendere" e "Che fare?".

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    Emiliano Fabbro

    24/06/2009 23:25:38

    Semplicemente geniale. Lo sfondo amaro rende la lettura terribilmente attuale nonostante sia stato scritto oltre settanta anni orsono. Una di quelle opera da non perdere.

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    Filippo

    14/12/2008 18:29:01

    Voto 3 come media.Poichè sono due libri in uno direi per IL MONDO NUOVO voto 1 e RITORNO AL MONDO NUOVO 5.Il mondo nuovo non mi è piaciuto per niente.Scritto e sviluppato male,storia pressochè inesistente,piatto,noiso,sopravvalutato.Si potrebbe benissimo farne a meno di leggerlo,visto che i concetti che stanno alla base del libro vengono molto meglio illustrati e spigati nel Ritorno al mondo nuovo.quest'ultimo libro si configura come un insieme di saggi sociologici di grande interesse e spiegati molto bene.Non sembra lo stesso autore.Pare che Huxley se la cavi molto bene a scrivere tranne quando mette le mani nella narrativa.Clamorosamente attuale,le sue "profezie"o già si sono avverate o molto presto è possibile che si avvereranno. CONSIGLIO:prima di leggere questo lavoro di Huxley leggete e informativi sul pensiero della filosofa francese Simon Weil,ho trovato parecchi parallelismi.

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    Giuseppe

    18/11/2008 09:47:51

    Bellissimo...illuminante. Non è come "1984", ma è davvero interessante; la parte del "Ritorno al mondo nuovo", poi, rivela come Huxley fosse davvero un ottimo profeta, in particolare sul rapporto tra totalitarismi e controllo dei mezzi di comunicazione.

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    *Sir Psycho Sexy*

    11/10/2008 15:33:04

    a me invece ha detto tantissimo...una distopia fondamentale che tutti dovrebbero leggere x mettere in moto i neuroni...di sicuro "1984" è più bello (è il mio libro preferito), ma questo è più agghiacciante...lì qualche speranza di cambiamento c'era, qui no, tutto è sacrificato in nome di una felicità artificiale, non esistono nè padre nè madre, tutti sono di tutti e se provi a ragionare e a pensare fuori dalla massa sei un pericolo...interessantissimo e pieno di spunti anche "ritorno al mondo nuovo", anche più del romanzo...insomma leggetelo e poi confrontate questa "favola" con la realtà di oggi...non sarà piacevole...

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    Lidia

    11/09/2008 21:15:04

    A me non ha detto più di tanto, comunque segnalo che in questa edizione sono presenti dei brevi saggi dell'autore, raccolti con il titolo di "Ritorno a mondo nuovo"

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  • Aldous Huxley Cover

    Aldous Huxley nacque in una famiglia di grandi tradizioni culturali: il nonno era il biologo T. H. Huxley e suo zio lo scrittore M. Arnold. Studiò a Eton e a Oxford e in una serie di romanzi brillanti ("Giallo cromo", 1921; "Passo di danza", 1923) espresse la crisi dei valori seguita al primo conflitto mondiale. Nel suo romanzo più noto, "Il mondo nuovo" (1932) svolge l'allarmata profezia di una società interamente dominata dagli apparati tecnologici.Tra le opere successive: "La catena del passato" (1936), "Dopo molte estati" (1939), "Filosofia perenne" (1945), "Le porte della percezione" (1954), "Paradiso e inferno" (1956) e "Ritorno dal mondo nuovo" (1956).Da: "Enciclopedia della Letteratura", Garzanti, 2003 Approfondisci
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