Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Edizione: 3
Anno edizione: 2002
Pagine: 144 p.
  • EAN: 9788807016004
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Recensioni dei clienti

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    Cristina

    09/12/2014 21:29:39

    Delicato, intenso e poetico, questo libro di Erri De Luca lascia il segno nel cuore e nella mente. Che meraviglia leggere libri così belli.

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    rossella

    31/03/2010 16:20:42

    Comprato per caso e dimenticato per anni. Ho visto in Germania la traduzione tedesca "Ich bin da" e incuriosita l'ho letto. Divorato. Vivo ormai lontana da Napoli e mi ha a tratti commosso.

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    roberta

    27/03/2007 18:44:36

    forse è demenziale dire che questo libro è bellissimo, anzi ripensandoci è favoloso.la storia è dolcissimae,ma comunque esprime le vene agrodolci della vita, pieno di significati che incuriosiscono chi legge che non vorrebbe mai fermarsi...la mia pecca che non mi perdono è di aver scoperto troppo tardi lo scrittore Erri De Luca ma mi metterò d'impegno per recuperare.

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    Rocco Coppola

    01/03/2007 15:43:42

    La prima parola che mi è venuta in bocca dall'inizio della lettura è stata: POESIA. Ed è andata così via via nella lettura di questo libro breve ma intenso: ricco. Un carico di emozioni vive,intime, viste dagli occhi di un ragazzino 13enne di cui non so neanche il nome; ma potrei essere io da piccolo o chiunque di noi "senta" di provare e "vedere" con gli stessi occhi. Bravo Erri alla prossima

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    Norberto

    27/02/2007 19:38:20

    Il mare è pieno di conchiglie ma solo l'ostrica contiene una PERLA. Questo libro è la PERLA trovata. L'autore è l'ostrica che l'ha partorita. Io sono il fortunato che l'ha trovata per caso in un mare di conchiglie vuote. Grazie Erri per avermi regalato questo gioiello. Ne avevo fame.

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    Marzia

    23/12/2006 16:15:33

    questo libro mi ha suscitato tantissimo...grandi sorrisi e lacrime...una nostalgia enorme di napoli...e un tocco troppo vicino visto che sono adolescente...profondo,dolce,crudo,di una poesia così armoniosa...di un vero...umano..ho visuto per qualche giorno a montedidio e non mancherò la prossima volta che vado a napoli di farci un salto..

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    Josef Vogel

    20/10/2005 08:33:59

    Un libro pieno di poesia. Peccato che il mio italiano non basta per capire tutto. Non è previsto una traduzione in tedesco?

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    cristina

    09/07/2005 23:43:53

    Ho appena finito di leggere, in poche ore l'ho divorato, questo piccolo libro che mi riconcilia con i racconti e la letteratura. Ho conosciuto personaggi che resteranno con me ancora per molto, l'entrata nel mondo degli adulti del piccolo apprendista munito di "boomerang", il magnifico calzolaio con le sue ali, il falegname saggio, tutt'attorno l'umanità di una Napoli del dopoguerra che ancora sapeva sognare.Quanta nostalgia e quanta commozione. Mi precipiterò a cercare altri scritti di Erri.

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    Lucia Intartaglia

    08/06/2005 21:34:37

    Avrebbe potuto intitolarsi " Il cielo sopra Napoli" questo romanzo che è Storia e Creazione insieme, mai finzione. Una storia di angeli, di quelli cui le ali devono ancora spuntare, di quelli che non le avranno mai, e di quelli invece che le hanno perse. A Napoli è facile perderle, le ali, ma - per assurdo - è ancora più facile averle, forse perché c'è questo cielo speciale, che ti attira verso l'alto e l'alto è sopra l'abisso dei vicoli, dei panni stesi che sbattono contro i muri sporchi e screpolati delle case, case da povera gente, sopra la realtà di un'infanzia negata e tradita che pure , in qualche modo, riesce a restare " intatta" fino alla morte. La voce narrante è quella del giovane apprendista che scrive su un rotolo di carta di bobina da tipografo le vicende della giornata, e la giornata" è ' nu' muorzo gli ricorda Mast'Errico, il falegname che gli impara il mestiere. A queste voci si accompagnano le voci di Maria, già adulta eppure innocente figura femminile che trova nell'ammore il riscatto, e quella di Rafaniello, il gobbo, che risuola le scarpe, aiutando la povera gente a camminare senza dolore; Rav Daniel si chiama, nella sua lingua, così simile al napoletano, e sotto la gobba si schiudono lentamente, con fatica, le ali con cui spiccherà il volo la notte di San Silvestro.Dal terrazzo dove vengono stesi i panni, il più alto di Montedidio, proprio la notte di San Silvestro il ragazzo lancerà il suo Bumeràn, regalatogli dal padre che lo ebbe a sua volta da un marinaio, e insieme lancerà il proprio cuore, accettando di dire - m'importa di te- come l'amore dei tredici anni più cresciuti di Maria gli ha insegnato. E sarà la scelta di essere adulto perché non basta portà 'e sorde a casa p'esser ommo .E mentre l'ombra di Rav Daniel passerà su di loro, il ragazzo griderà il suo grido d'amore,che volerà lui pure alto, e andrà lontano,oltre Montedidio , oltre quel rotolo di bobina che pesa tutto dalla parte scritta, che è stata la sua infanzia.

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    rita

    23/05/2005 15:21:55

    Ho abitato a Montedidio per vent'anni, poi sono "salita" al Vomero che però con la sua collina non ha mai eguagliato le "altitudini" di Montedidio! Amo ancora il mio vecchio quartiere ed ho letto il romanzo di De Luca con il cuore nello zucchero. Uno dei libri più belli che abbia mai letto. P.S. Il calzolaio "scartellato" esisteva davvero, anche se i suoi capelli erano nero corvino....!

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    Adso

    12/10/2004 22:02:51

    Poesia, lirismo, candore, vita, Napoli.... il tutto fuso insieme

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    alessandro

    03/10/2004 21:57:44

    Un libro "speciale"............ consigliatomi da un'amica "speciale" ....grazie erri..... grazie lalla! Mi ha fatto "tenere le lacrime dentro gli occhi....... si affacciavano e tornavano indietro"

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    kia

    26/07/2004 20:14:27

    Non mi è piaciuto per niente!!!!!!!!!! uno dei più brutti libri che ho letto

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    GIMO

    04/05/2004 18:24:18

    UNA NAPOLI MERAVIGLIOSAMENTE DESCRITTA DA ERRI.

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    claude brozzoni

    29/02/2004 09:43:20

    Sono francese di padre bergamasco. Ho letto questo libro in Francese.E' una meraviglia. Provo a sviluppare la conoscenza della letteratura italiana attuale presso i miei amici. Grazie molto Signore De Luca

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    sofia

    18/09/2003 15:42:16

    Bellissimo e perfetto. E' il terzo romanzo di De Luca che leggo e da quando l'ho scoperto non posso fare a meno di comprare i suoi libri. Sono una sorta di rifugio per l'anima, una poesia che culla, una magia che avvolge e commuove. La sua Napoli entra nel sangue e risulta indimenticabile come i suoi personaggi forti di povertà e di poesia.

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    Delia Violante

    02/07/2003 01:45:01

    Libri cosi non sono facili da trovare! Scrittura molto semplice ma profonda in contenuti. L'uso del napoletano da' maggiore prospettiva al racconto. Senz'altro un libro da leggere!

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    Giuseppe Albino

    02/10/2002 15:22:06

    Penso sia uno dei più bei libri pubblicati negli ultimi tempi. De Luca, fa vivere, nelle pagine di questo romanzo, gioia, dolore, emozioni e fascino in maniera eccezionale. Il dopoguerra, e l'adolescenza del protagonista, vengono narrati da uno dei quartieri più belli di Napoli, Monte di Dio. La dolcezza con cui "un ragazzino" apprende il lavoro di falegname,l'attaccamento verso un "boomerang" regalatogli dal padre, "l'ammor" verso una ragazza sua coetanea, la limpidezza del cielo notturno napoletano, il fascino dell'apprendimento verso la saggezza dei suoi datori di lavoro ed il grande dispiacere per la perdita della madre sofferente, fanno del racconto un romanzo bellissimo; a tratti commovente, dove forse i veri protagonisti sono l'orgoglio di essere figli e amati, la poesia della quotidianità "napoletana",e la povertà che costruisce la vita con la ricchezza dei ricordi.

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    Lucia Intartaglia

    30/08/2002 18:00:41

    Montedidio di Erri De Luca Avrebbe potuto intitolarsi “ Il cielo sopra Napoli” questo romanzo che è Storia e Creazione insieme, mai finzione. Una storia di angeli, di quelli cui le ali devono ancora spuntare, di quelli che non le avranno mai, e di quelli invece che le hanno perse. A Napoli è facile perderle, le ali, ma – per assurdo - è ancora più facile averle, forse perché c’è questo cielo speciale, che ti attira verso l’alto e l’alto è sopra l’abisso dei vicoli, dei panni stesi che sbattono contro i muri sporchi e screpolati delle case, case da povera gente, sopra la realtà di un’infanzia negata e tradita che pure , in qualche modo, riesce a restare “ intatta” fino alla morte. La voce narrante è quella del giovane apprendista che scrive su un rotolo di carta di bobina da tipografo le vicende della giornata, e la giornata” è ‘ nu’ muorzo gli ricorda Mast’Errico, il falegname che gli impara il mestiere. A queste voci si accompagnano le voci di Maria, già adulta eppure innocente figura femminile che trova nell’ammore il riscatto, e quella di Rafaniello, il gobbo, che risuola le scarpe, aiutando la povera gente a camminare senza dolore; Rav Daniel si chiama, nella sua lingua, così simile al napoletano, e sotto la gobba si schiudono lentamente, con fatica, le ali con cui spiccherà il volo la notte di San Silvestro.Dal terrazzo dove vengono stesi i panni, il più alto di Montedidio, proprio la notte di San Silvestro il ragazzo lancerà il suo Bumeràn, regalatogli dal padre che lo ebbe a sua volta da un marinaio, e insieme lancerà il proprio cuore, accettando di dire – m’importa di te- come l’amore dei tredici anni più cresciuti di Maria gli ha insegnato. E sarà la scelta di essere adulto perché non basta portà ‘e sorde a casa p’esser ommo .E mentre l’ombra di Rav Daniel passerà su di loro, il ragazzo griderà il suo grido d’amore,che volerà lui pure alto, e andrà lontan

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    luigi

    05/06/2002 01:13:41

    Ammiro l'uso delle metafore che mai scade nella retorica . Nel libro di de Luca la commistione tra il ricordo e l'attualità trova efficacia. Montedidio diventa la scena dove il rapporto tra le radici di una città povera e l'incognito del futuro crea un'energia che stride. Lo stile è moderno, forse addirittura ardito. Complimenti.

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