Categorie
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2013
Pagine: 314 p., Brossura
  • EAN: 9788807030420
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Usato su Libraccio.it - € 9,72

€ 13,50

€ 18,00

Risparmi € 4,50 (25%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

“Il fiume non è un luogo, ma una persona, e in questo viaggio mi è accaduto di sentirlo cantare”. È per questo, forse, che Paolo Rumiz, lo scrittore-viaggiatore più noto del panorama italiano, quello che tutti noi chiamiamo “il Po” lo chiama semplicemente “Po”, senza articolo determinativo, come fosse il nome di battesimo di un vecchio amico.
L’idea di un reportage di viaggio dedicato al “re dei fiumi italiani”, noto per la sua portata e per aver creato la regione più produttiva d’Italia, la Pianura Padana, è arrivata dopo che l’autore ha solcato i mari e i monti di mezzo mondo, sempre con mezzi di fortuna, sempre avventurandosi in territori ostili, sempre con il taccuino in mano. Il diario di bordo di questo nuovo viaggio, già apparso come reportage a puntate nelle pagine del quotidiano La Repubblica, diventa adesso romanzo compiuto, percorso di scrittura in cui parole mescolate a versi scivolano lungo la corrente dei ricordi come attraverso le anse del fiume.
Per evitare le zone non navigabili, le dighe, le rapide e gli ammassi di detriti, Paolo Rumiz e la sua compagnia corsara si imbarcano più a valle dispetto alla sorgente di Pian del Re, usata e abusata – a suo dire - dalla retorica politica Padana, ma nelle dolci rapide di Staffarda, più a valle. Al posto dell’imbarcazione a vela, più comoda e sicura, per il primo tratto vengono usate le canoe, quelle che in Italia si chiamano canadesi: i mezzi più maneggevoli per superare le insidie ignote del fiume e per affrontare gli imprevisti. Solo nel tratto centrale si passerà dalle canoe al barcé, fino al piccolo clipper “Gatto Chiorbone” che marcia a vela ma anche, e per necessità, un po’ a motore.
Malgrado la sua grande influenza su un vastissimo territorio, Po è ancora, in gran parte, un viale ignoto. Non è mai stata tracciata una mappa dei tratti navigabili, degli ormeggi e degli argini. Nelle vecchie librerie si può ancora trovare una guida delle osterie fluviali, ma nessuna indicazione sulle rotte da seguire o sulle distanze reali da un ponte all’altro, da un affluente all’altro. Così Paolo Rumiz si avventura in un viaggio che diventa biografia, perché Po non è un pretesto letterario, ma un personaggio. Con lui si alterna una ciurma di quattordici persone, solo due dei quali lo accompagnano dall’inizio alla fine: Alessandro Siciliani di Reggio Emilia, cacciatore di immagini e Valentina Scaglia di Milano, esperta esploratrice dei luoghi più impervi e impressionanti. Tra le altre ondivaghe presenze l’esperto canoista Flavio Mainardi e il costruttore di barcé Angelo Bosio, l’armatore della compagnia, Paolo Lodigiani e l’esperto di venti e correnti, Fabio Fiori. Sono cammei incredibilmente visionari le incursioni, durante il percorso, dello scrittore Valerio Varesi e del cantante, “passeggero mancato”, Francesco Guccini.
Paolo Rumiz riprende possesso delle acque fluviali che lo Stato italiano spesso ignora e a volte depreda, immergendosi nel Po e diventando esso stesso Po. Un fiume che “non ha rotonde né tangenziali. Non ti depista e va dove deve andare. Non lo imbrogli e non lo imbrigli. Se lo fai deborda, si gonfia, si incazza, te la fa pagare. Odia il cemento e chiede il suo legittimo spazio”. Forse per questa sua vocazione anarchica, il potere lo ignora e la gente di terra ne sta alla larga, le mamme tengono lontani i propri figli dalle correnti insidiose, i ragazzi si ammassano nei parcheggi delle discoteche sulle tangenziali piemontesi senza accorgersi del suo brusio. La compagnia di corsari che lo naviga per settecento chilometri fino al grande, strabiliante delta, se avvistata da pescatori, zingari e animali, viene scambiata per un corteo di pazzi.
La fatica è tanta e data l’età media della spedizione, cinquantacinque anni, si fa sentire appena si presentano gli ostacoli. I mostri del fiume non sono le zanzare che scendono al crepuscolo, né le sabbie mobili degli argini, ma sono i massi e i detriti da affrontare ad ogni diga, i selvaggi tentativi di inurbamento, insidiosi e orridi, i ponti abbandonati e lasciati all’incuria, i veleni di affluenti contaminati. Solo il suono suadente della corrente durante le vogate notturne, il dolce sciabordio delle onde lungo margini inaspettatamente incontaminati per lunghissimi tratti e la grande varietà di popoli e tradizioni fluviali che il viaggiatore incontra, ripagano la spedizione.
Ogni singola pagina, ogni verso, avventura narrata o riflessione di questo splendido libro, andrebbe riscritta e annotata per essere riletta e metabolizzata in più tempi e in più luoghi. Bisognerebbe prendere il ritmo del fiume, lasciarselo scorrere sotto e intorno, come dentro una canoa, per apprezzare fino in fondo le voci di questo romanzo: Po, il fiume affascinante e misterioso; Rumiz, il navigatore dal cuore di tenebra, e il loro intenso ammaliante fraseggio fino all’Adriatico.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    ant

    02/11/2013 14.19.50

    Un libro dedicato al fiume Po, attraverso un viaggio da Torino all'Adriatico, fatto a bordo prima di un barcè(piccola imbarcazione tipica del Ticino e dei corsi d'acqua del Nord Italia) e poi di una barca a vela, Rumiz ripercorre tutto il tragitto del più grande fiume italiano. Si susseguono in queste pagine spunti di carattere naturalistico, notevoli le descrizioni dei luoghi attraversati e della fauna e flora locale, suggerimenti di natura geografica ed ecologica, digressioni storiche, il tutto ammantato da un alone di poesia e leggenda che l'ottimo narratore riesce a trasmettere ai lettori. Volevo segnalare solo un paio di cose che mi hanno particolarmente colpito, in un libro che ripeto è zeppo di aneddoti e curiosità di ogni tipo. Quello che spicca, e che presumo Rumiz voglia far trapelare più di ogni cosa dalle pagine del suo libro, è l'indifferenza e la pessima amministrazione delle autorità competenti nella gestione e valorizzazione del Po; questa critica dura e diretta è importantissima a mio avviso, anche perché per esperienza personale del narratore, in altri nazioni, con le stesse peculiarità geografiche e paesaggistiche son riusciti a sviluppare il turismo, snellire il traffico su strada e soprattutto con maggiore cura dei luoghi, evitare terribili disastri idrogeologici. Altra cosa da sottolineare, a mio avviso, la bravura del romanziere nel porre al centro della narrazione termini prettamente fluviali ormai dimenticati e spiegarne il significato, tipo: meandro, ansa, diluvium, area golenale etc. Bravo Rumiz, libro da gustarsi pagina x pagina x i numerosi temi trattati (Ps: Morimondo, oltre ad essere il nome di un comune della Prov di Milano, è anche il nome del "barcè" che accompagna Rumiz nel primo tratto del viaggio sul fiume , fino a Piacenza)

  • User Icon

    Massimo

    23/09/2013 12.59.44

    Semplicemente fantastico, un viaggio incredibile sulla "fiuma" Po, incontri , racconti, sogni che ti trasportano con Paolo ed i suoi vari compagni di viaggio direttamente sul Barce' o sul Gatto per navigare con loro dentro la magica atmosfera di Po. Mitiche le mangiate e le bevute lungo il percorso e gli approdi in capanni e trattorie d'altri tempi. E' il primo libro di Rumiz che leggo , correro' a comprarne altri per continuare a viaggiare con lui.

  • User Icon

    Umberto Mottola

    19/08/2013 18.22.27

    E' un ottimo romanzo di viaggio e di avventura, pieno di amore per la natura, e in particolare per il fiume Po. Personalmente, come lettore, mi sembrava di essere anch'io sulla piccola imbarcazione dal nome simpatico "Gatto chiorbone" ad attraversare faticosamente ma con tante sorprese il fiume; fiume che, come tanti altri beni naturali, in Italia è stato abbandonato all'incuria dallo Stato. A pagina 98 leggiamo: "Che cos'è il viaggio se non un liberarsi da zavorre, qualcosa che pialla e leviga l'anima?".

  • User Icon

    Roberto

    21/07/2013 18.09.04

    Un libro che fa venire la voglia di rifare lo stesso viaggio. Rumiz come al solito ti fa sognare e la sua scrittura sempre più evocativa a tratti è da brividi.

  • User Icon

    Alessandro

    13/07/2013 14.19.01

    Mamma mia Rumiz! Sempre biù bravo, i miei più sentiti complimenti, che bello leggerti.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione