La morte a Venezia

Thomas Mann

Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806225667
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    Giuseppe Florio

    11/10/2016 22:52:39

    Considerato uno dei vertici del decadentismo europeo, questo romanzo narra la storia di un noto scrittore, Gustav Von Aschenbach e della sua fuga dall'impeccabile ed austero lavoro artistico che lo attanaglia nella morsa dell'incessante produttività. Il protagonista è quindi in cerca di pura evasione dalla sua rigida disciplina letteraria, dopo una vita solitaria, di lavoro incessante che gli dà quasi assuefazione. Per questo si reca a Venezia, dove viene a contatto con vari soggetti che suscitano in lui una curiosità tale da meditarci sopra. Uno di essi in particolare, un ragazzino polacco di bell'aspetto, richiama la sua attenzione al punto di farlo innamorare. Si tratta di un'attrazione all'inizio celata, che Gustav fatica ad ammettere, ma che in seguito è costretto ad ostentare, seppur con ritegno considerata la sostanziale differenza di età. E' la prima volta che mi capita di dare un voto basso a un romanzo considerato da un'elevata percentuale di lettori come un'opera perfetta. Si nota ovviamente la magnificenza stilistica dell'autore, ed è assai toccante il fatto che fosse ispirato a personaggi e fatti reali, ma non è stato semplice e scorrevole come lettura. La storia rappresenta una fuga dell'intellettuale dalle convenzioni borghesi, quindi un'indagine introspettiva accurata, e tutto questo lo rende assai degno di nota, ma al tempo stesso non dal semplice ritmo. In ogni caso si tratta di una fonte d'ispirazione musicale da parte di Benjamin Britten, e cinematografica da Luchino Visconti; rappresentazioni di complemento alla lettura.

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    Antonello

    31/07/2015 18:31:48

    Il romanzo è l'espressione più chiara e manifesta della decadenza morale della borghesia tedesca ed europea all'alba del '900. La cultura positivistica e razionalistica dell'Ottocento, in breve la modernità, causò la perdita della spiritualità nell'individuo e per essa, lo smarrimento dei punti di riferimento classici: Dio, Patria, Famiglia. Il protagonista della morte a Venezia è un uomo sulla sessantina, stanco, apatico ed indifferente verso la società che lo circonda: da ciò la necessità (non il desiderio)di partire per una vacanza. La scelta di Venezia come luogo di villeggiatura non è casuale: la città lagunare sontuosa ed oziosa, ma allo stesso tempo affetta da un'aria pestilenziale, è la metafora del decadimento di una classe dirigente, la borghesia, che qualche anno più tardi avrebbe cercato nel nazionalismo che condusse irrimediabilmente alla Grande Guerra, l'antidoto a questo decadimento: il bagno di sangue collettivo come strumento per curare la "febbre" della società di massa. Bisognava far uscire il sangue marcio dal corpo malato. Ed in effetti Mann descrive il protagonista del romanzo come una persona malata nei nervi, la cui vita è improvvisamente assediata dall'immagine (non la persona) di un ragazzino di 13/14 anni. Quest'uomo, giorno dopo giorno, perde le proprie facoltà intellettive per inseguire non si sa cosa. Nemmeno lui lo sa. Solo la cieca passione verso l'osservazione quotidiana del ragazzino lo appaga. Per inseguire questo folle sogno ad occhi aperti, arriva addirittura a tingersi i capelli e a truccarsi il viso per sembrare più giovane al cospetto del ragazzo che, da parte sua, mai, nemmeno per un istante gli rivolge sguardo o parola. Ed intanto Venezia sprofonda in un'atmosfera di morte. Ed allora la fine di quest'uomo non può che essere coerente con l'intero suo soggiorno lagunare: morire probabilmente di arresto cardiaco sulla spiaggia, mentre al tramonto contempla il ragazzo di cui si è invaghito. In altre parole, una morte ridicola.

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    Anya

    31/12/2014 20:43:48

    Meraviglioso. In questo libro ho amato la capacità di Mann di parlare di sentimenti, passioni ed emozioni in maniera delicatissima, come solo lui sa fare. È un racconto commovente che trasmette innocenza e purezza, solitudine e amore, tristezza e speranza. E poi non c'è niente da fare, Mann scrive in maniera magistrale. Davvero un piccolo gioiello.

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    Lizzy

    19/12/2014 22:21:02

    Noiosissimo. Fortuna che è corto, averci perso dietro più tempo sarebbe stato uno spreco... datemi dell'ignorante ma è l'unica cosa che mi ha trasmesso

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    Giova

    09/07/2011 16:13:06

    Freud insegna che la repressione delle pulsioni sessuali porta l'uomo al compimento di opere prodigiose, nelle quali tale pulsione viene deviata e in qualche modo sublimata. Allo stesso tempo una repressione eccessiva e quasi morbosa porta inevitabilmente alla caduta; e quanto più si è andati in alto, tanto più forte e rovinoso sarà l'impatto a terra. Mann recepisce perfettamente il messaggio, passa dalla teoria alla pratica, ci costruisce sopra una storia e un personaggio; regalandoci, a mio avviso, un'opera eccezionale per stile e contenuti. Indimenticabile.

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    Davide

    29/04/2011 19:20:04

    Grande prosa in un racconto breve e intenso.

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    Tommaso

    02/11/2008 15:05:40

    Bello questo romanzetto di Thomas Mann, consigliato soprattutto a chi vuole diventare uno scrittore, si apprendono grandi lezioni di stile e per chi ama la lettura questo autore è un po'un passaggio obbligato. La storia nn mi ha particolarmente entusiasmato però credo di aver imparato qualcosa leggendo queste pagine.

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    *Sir Psycho Sexy*

    03/11/2007 18:29:41

    si spendono tante lodi x questo libro, ma sinceramente x me è stato uno dei + noiosi che abbia mai letto...ci ho messo + tempo a leggere questo che mallopponi di 7-800-1000pag...voto 5-...

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    Sylvia

    13/09/2007 15:42:11

    Uno dei libri più belli sulla Serenissima. Ho trovato la stessa atmosfera soltanto in un altro libro d’ambientazione veneziana, altrettanto bello ma meno noto: "Il tessitore del vento" di Fiocchi.

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    Romano De Marco

    19/12/2006 10:44:51

    La contemplazione della bellezza, unica possibilità per l'uomo di avvicinarsi al concetto di assoluto e, quindi, di divino. E' questo il presupposto intorno al quale si dipana la metamorfosi dell'intellettuale e scrittore di successo Aschenbach, perdutamente innammoratosi del giovanetto Tadzio, incontrato durante un soggiorno Veneziano. Una città malata e in disfacimento fa da contorno esplicitamente metaforico, ad un percorso che tra dannazione e beatitudine porta l'attempato artista a confrontarsi e scontrarsi con tutti quelli che sono stati, fino a quel momento, i suoi punti fermi e le sue convinzioni. Questa rivoluzione in un certo senso attesa e covata per tutta la sua integerrima e metodica esistenza, si concluderà con un epilogo fin troppo annunciato. Forse un epilogo auspicato e deliberatamente provocato dalle scelte dello stesso personaggio che lo avrà inconsciamente ritenuto come l'unico possibile. Imperdibile.

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