La morte di Ivan Il'ic

Lev Tolstoj

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 dicembre 2016
Pagine: 320 p.
  • EAN: 9788804671213
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Recensioni dei clienti

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    Fabiana

    16/12/2017 19:06:43

    Il libro inizia annunciando la morte di Ivan Il'ic, per poi riprendere velocemente le tappe più importanti della sua vita e analizzare la sua malattia e la sua morte. Il libro tratta il tema con molta cura, affrontando un'analisi accurata, spaventosa e, soprattutto, realistica. I colleghi di Ivan, infatti, reagiranno alla notizia con molta leggerezza, pregustandosi già la possibile promozione, che la liberazione di un posto può provocare. Il libro è molto ben studiato, per niente pesante e si legge velocemente. Mi ha coinvolto molto. Ho apprezzato la psicologia del personaggio di Ivan, molto vero, che teme follemente la morte, ma poi finire per attenderla e quasi non volere altro che non soffrire più e non far soffrire più i suoi familiari. L'unica difficoltà dell'opera erano i cognomi russi, che non riuscivo a leggere, ma, per il resto, è proprio un gran libro.

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    MARIA

    07/09/2002 10:32:04

    E' un ottimo testo che come afferma Federica, anticipa le teorie di Freud, soprattutto nel concetto di Stevenson che in ognuno di noi si nasconde il lato negativo della nostra personalità. Infatti, anche nella persona più amabile e onesta, prima o poi può emergere l'aggressività e la bruttezza d'anima più abietta.

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    GB

    31/07/2002 19:23:18

    Tanto di cappello alla maestria narrativa di Tolstoj, essa non ha bisogno né di propagandisti e né di banditori, e meno che mai di ciarlatani che la decantino esprimendo concetti falsi. Dico questo perché, per esclusivi fini mercantili, di questo libro - e qui, lo ripeto, Tolstoj non c'entra perché non può entrarci - s'è fatta una impudica opera di mistificazione. A meno che il signor prefattore non sappia la differenza passa tra la morte e il morire. Ecco cosa ne scrive nella prefazione: "La morte, il morire, non è esperienza che possiamo fare e conseguentemente trasmettere, perché nel momento in cui si muore irreversibilmente cessa il nostro stato di essere umani. Ci si può avvicinare alla morte, al morire, ma la soglia che segna il punto di non ritorno non è attraversabile se non dopo la vita. Un mistero irrisolvibile e il più terrificante tra quelli che ci è dato subire. […] Tanti scrittori, con esiti diversi, hanno preteso di raccontare la morte, il morire. […] Tanti scrittori, ma uno solo, spinto dal genio tormentato, spinto dalla straziante ispirazione che si fece delirio profetico, si è accostato alla verità della morte, del morire: Lev Nikolaevic Tolstoj […]. "E' così che parlerebbe la vita se parlasse" scrisse di Guerra e Pace Charles du Bos; frase, questa, che a Carlo Bo ne ispirò un'altra di uguale precisione ed efficacia, a proposito del racconto che ha per protagonista Ivan Il'ic: "Se la morte parlasse questa sarebbe la sua voce". E non ci pare di poter dire di più e meglio…" eccetera eccetera eccetera. Ecco, il punto è esattamente questo: io mi attendevo che il grande Tolstoj ci descrivesse come si muore, l'atto del morire, il trapasso, l'avvicinarsi allo spirare e lo spirare. Occorre possedere, per poterlo fare, una grande immaginazione, oltre che una forte spiritualità. Perché chiunque ci sia passato, per quella porta, se possiamo chiamarla porta, non ha mai potuto tornare indietro per darcene conto. Io pensavo che Tolstoj, il grande Tolstoj, uno degli uomini di più for

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