La morte di Ivan Il'ic

Lev Tolstoj

Curatore: P. Nori
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 94 p., Brossura
  • EAN: 9788807900815
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 4,05

€ 6,38

€ 7,50

Risparmi € 1,12 (15%)

Venduto e spedito da IBS

6 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Cristiano Cant

    07/11/2017 07:58:35

    La morte sonnecchia in una scala a pioli, aspetta lì, in quei gradini fragili dai quali si può sbadatamente scivolare. E da lì trasformarsi in uno specchio di bruciante verità umana. Questo per dirla breve. Per essere invece più attenti e avvicinare una profondità meritevole in un commento che resterà sempre acerbo, impreciso, davanti alla magistrale irrespirabilità di questo racconto, va detto che sono pagine che andrebbero rilette con calma e giudizio umilissimi. Il tempo narrativo con cui Tolstoj organizza questo travaglio, le scansioni interiori, le febbri della ragione, le chiarezze tardive, sono passaggi dai quali non si esce incolumi. Ed è un racconto da cui nessun lettore che abbia una patente sensibile può uscire incolume. Cadono i tanti sipari nascosti, le apparenze si svelano, le convenzioni sociali e l'onorata virtù borghese pian piano tramontano, le amicizie giurate mostrano il fianco. Cade insomma lo schema che fino a ieri impostava le condotte, le belle maniere, la misura cortese obbediente a un ruolo, i logori traumi di un'ipocrisia diffusa. E lentamente si penetra nel mistero del volto definitivo, il viaggio dall'altra parte. I pensieri tornano alla loro verità più semplice: "Più si andava indietro, più c’era vita. E più c’era vita, più c’era del buono in essa. L’unico punto luminoso era là, indietro, all’inizio della vita, poi tutto era diventato sempre più nero, sempre più veloce”. L'infanzia come unico faro incorrotto, dopo aver toccato negli anni una falsità che scandiva ogni attimo delle sue esperienze: "Faceva ciò che la gente dell'alta società riteneva giusto fare". Un'ironia sapiente sale nella coscienza come a definire ogni traccia ineluttabile, l'uomo ligio ad un ruolo getta via le sciocche retoriche attorno e fissa in faccia la sua fine fra domande atroci e risposte sempre mancate. Quella vita è stata un inganno? Perché, nonostante si conosca presto ogni esito terreno, si arriva sempre impreparati a quel Golgota? Vetta letteraria.

  • User Icon

    Carol

    29/10/2017 16:45:42

    Tolstoj è sempre un grande e sempre attuale. Anche in questo racconto riesce a scandagliare l'animo umano e a portare alla luce i pensieri più reconditi. Ivan, la cui vita è tutta all'insegna del comme il faut, si ammala dopo un banale incidente. La lunga malattia lo porterà a guardare sotto una nuova luce tutte le tappe della sua vita e le relazioni che ha intrecciato.

Scrivi una recensione