La morte di Ivan Il'ic

Lev Tolstoj

Curatore: P. Nori
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 8 gennaio 2014
Pagine: 94 p., Brossura
  • EAN: 9788807900815

59° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Chiara

    19/09/2018 11:28:32

    La vita di Ivalnivic è quella di un comune, rispettabilissimo uomo dedito alla famiglia e al lavoro; tuttavia un evento improvviso stravolge questa vita ordinaria, provocando in Ivalnic una serie di riflessioni sull'inevitabilità della morte. Tanto breve quanto intenso, pregno di sentimento e misticismo, sicuramente uno di quei pochissimi libri ad essere riuscito a dare una vera possibile interpretazione sul più grande mistero per l'uomo, e cioè la morte e ciò che le sussegue. Il tutto in una novantina di pagine, il che è ancora più lodevole e incredibile.

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    Fabiana

    16/12/2017 19:05:01

    Il libro inizia annunciando la morte di Ivan Il'ic, per poi riprendere velocemente le tappe più importanti della sua vita e analizzare la sua malattia e la sua morte. Il libro tratta il tema con molta cura, affrontando un'analisi accurata, spaventosa e, soprattutto, realistica. I colleghi di Ivan, infatti, reagiranno alla notizia con molta leggerezza, pregustandosi già la possibile promozione, che la liberazione di un posto può provocare. Il libro è molto ben studiato, per niente pesante e si legge velocemente. Mi ha coinvolto molto. Ho apprezzato la psicologia del personaggio di Ivan, molto vero, che teme follemente la morte, ma poi finire per attenderla e quasi non volere altro che non soffrire più e non far soffrire più i suoi familiari. L'unica difficoltà dell'opera erano i cognomi russi, che non riuscivo a leggere, ma, per il resto, è proprio un gran libro.

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    Cristiano Cant

    07/11/2017 07:58:35

    La morte sonnecchia in una scala a pioli, aspetta lì, in quei gradini fragili dai quali si può sbadatamente scivolare. E da lì trasformarsi in uno specchio di bruciante verità umana. Questo per dirla breve. Per essere invece più attenti e avvicinare una profondità meritevole in un commento che resterà sempre acerbo, impreciso, davanti alla magistrale irrespirabilità di questo racconto, va detto che sono pagine che andrebbero rilette con calma e giudizio umilissimi. Il tempo narrativo con cui Tolstoj organizza questo travaglio, le scansioni interiori, le febbri della ragione, le chiarezze tardive, sono passaggi dai quali non si esce incolumi. Ed è un racconto da cui nessun lettore che abbia una patente sensibile può uscire incolume. Cadono i tanti sipari nascosti, le apparenze si svelano, le convenzioni sociali e l'onorata virtù borghese pian piano tramontano, le amicizie giurate mostrano il fianco. Cade insomma lo schema che fino a ieri impostava le condotte, le belle maniere, la misura cortese obbediente a un ruolo, i logori traumi di un'ipocrisia diffusa. E lentamente si penetra nel mistero del volto definitivo, il viaggio dall'altra parte. I pensieri tornano alla loro verità più semplice: "Più si andava indietro, più c’era vita. E più c’era vita, più c’era del buono in essa. L’unico punto luminoso era là, indietro, all’inizio della vita, poi tutto era diventato sempre più nero, sempre più veloce”. L'infanzia come unico faro incorrotto, dopo aver toccato negli anni una falsità che scandiva ogni attimo delle sue esperienze: "Faceva ciò che la gente dell'alta società riteneva giusto fare". Un'ironia sapiente sale nella coscienza come a definire ogni traccia ineluttabile, l'uomo ligio ad un ruolo getta via le sciocche retoriche attorno e fissa in faccia la sua fine fra domande atroci e risposte sempre mancate. Quella vita è stata un inganno? Perché, nonostante si conosca presto ogni esito terreno, si arriva sempre impreparati a quel Golgota? Vetta letteraria.

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    Carol

    29/10/2017 16:45:42

    Tolstoj è sempre un grande e sempre attuale. Anche in questo racconto riesce a scandagliare l'animo umano e a portare alla luce i pensieri più reconditi. Ivan, la cui vita è tutta all'insegna del comme il faut, si ammala dopo un banale incidente. La lunga malattia lo porterà a guardare sotto una nuova luce tutte le tappe della sua vita e le relazioni che ha intrecciato.

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