Il Mosè di Freud. Giudaismo terminabile e interminabile

Yosef H. Yerushalmi

Traduttore: G. Bona
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1996
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: XIV-197 p.
  • EAN: 9788806128098
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Descrizione

Che cosa significa essere ebrei? Mentre l'ombra del nazismo si allunga sulla Europa, il fondatore della psicoanalisi scrive il saggio su Mosé e il monoteismo per capire che cosa ha fatto degli ebrei quello che sono oggi. Questo libro, che nel 1992 ha vinto il National Jewish Book Award, interpreta il saggio su Mosé come una sorta di storia psicoanalitica degli ebrei, dell'ebraismo e della psicologia ebraica. Il saggio su Mosé ha sempre suscitato reazioni discordanti ed estreme: è stato attaccato da biblisti e antropologi, fino ad essere dipinto come un attacco malevolo alle stesse fondamenta dell'ebraismo. Ma quali erano i reali sentimenti di Freud per le proprie radici ebraiche?

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    dott. Gaetano Liguori

    02/03/2000 19:03:55

    Ottima confutazione della teoria freudiana delle origini egiziane di Mosé. Scritto in maniera avvincente e chiara. Presuppone, peró, una preparazione di teologia ebraica e di kabbalah per poter gustarlo in pieno. Curioso é il fatto che Yerushalmi sia un ebreo sefardita mentre il suo argomentare é tipico della yiddishkeit.

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