Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2011
Pagine: 158 p., Brossura
  • EAN: 9788807018626
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Jasper Gwyn vive a Londra, è uno scrittore piuttosto di moda in Inghilterra e discretamente conosciuto all'estero. All'età di quarantetré anni scrive per il Guardian un articolo in cui elenca cinquantadue cose che da quel giorno non avrebbe fatto mai più. E proprio l'ultima è: scrivere libri. La sua brillante carriera, dopo tre romanzi che avevano riscosso un buon successo di pubblico e critica, è già finita. Il suo agente e amico è disperato, ma non c'è niente che possa convincerlo a cambiare idea e tornare sui suoi passi.
Senza più impegni e scadenze, Mr Gwyn si trova a dover prendere le misure della sua nuova vita (stranamente, per un uomo così meticoloso e rigoroso quale è, sarà una prova difficilissima). Col passare dei giorni, una singolare forma di disagio si insinua in lui: gli secca ammetterlo, ma sente la mancanza del gesto dello scrivere, e della quotidiana cura con cui metteva in ordine pensieri nella forma rettilinea di una frase. Non ci sono stratagemmi che riescono a placare l'inquietudine di Mr Gwyn. Prova con la scrittura mentale, ma senza risultati. E non funziona neppure l'esercizio visto in un film, quello di vivere lentamente, concentrandosi su ogni singolo gesto, nella speranza di ritrovare il baricentro venuto a mancare e colmare quel vuoto lasciato dall'abbandono della scrittura. Scrivere era ciò che lo aveva fatto sentire vivo, e che adesso rischia di ucciderlo.
Un giorno, entrando in una galleria, rimane affascinato dalle foto e dai ritratti di un artista. Non gli era mai venuto in mente che un ritratto potesse riportare a casa qualcuno. Ecco, è quello che vuole fare: essere un copista particolare, scrivere ritratti per riportare a casa la gente.
Trova un ex garage e lo adibisce a luogo di lavoro. C'è bisogno di una meticolosa preparazione, per far sì che qualche verità venga a galla. Si occupa prima della necessità di avere un tappeto di suoni, da usare durante le sedute, che coprano il silenzio del luogo. E poi c'è l'illuminazione da sistemare: la luce, di una tonalità infantile, dovrà durare un tempo determinato. Gwyn ha bisogno di diciotto lampadine che durino trentadue giorni, e che inizino a spegnersi a una a una, a caso, ma tutte in un lasso di tempo non inferiore a due giorni e non superiore a una settimana. Adesso manca solo il primo modello. Gwyn sa già chi vuole: Rebecca, la stagista del suo agente. Sarà lei la prima a posare nuda per quattro ore, dalle quattro alle otto di sera, nello studio, per trentadue giorni. E sarà proprio lei che, diventata sua assistente, si farà carico di raccogliere e ricomporre i pezzi di un puzzle, le tracce del mistero di Mr Gwyn.
Alessandro Baricco è il grande affabulatore che conosciamo. Costruisce personaggi e racconta storie, nel suo stile inconfondibile, che porta il lettore ad arrivare all'evidenza attraverso strade che nessuno penserebbe nemmeno di percorrere.
Baricco o si ama o si odia. La sua scrittura è il frutto di un'esperienza "totale". Piace o risulta insopportabile, senza mezze misure. Fortunatamente, basta un attimo per capirlo, non si rischia di rimanere delusi. Se la sua prosa ci risucchia e la magia ci conquista, allora sarà un autentico colpo di fulmine; se, invece, dopo mezza pagina, avvertiamo che qualcuno ci sta velatamente prendendo in giro, mascherando una prorompente e continua ostentazione di bravura, allora chiuderemo il libro e seppelliremo ogni futura idea di interazione con l'autore.
Con Mr Gwyn Baricco aggiunge un tassello a quella grande storia che ha iniziato a raccontare con il suo primo romanzo, Castelli di rabbia. Non c'è dubbio, Baricco è sempre il solito, si può dire ben poco di più di quello che è già stato detto e scritto sui suoi libri e sul suo modo di scrivere. In Mr Gwyn, quindi, ritroverete il Baricco che conoscete, se avete già letto qualche romanzo o racconto e vi piace abbandonarvi alla sua magia; o scoprirete Baricco, quello che è ed è sempre stato. Nessuna sorpresa.
Dietro i personaggi di Baricco c'è sempre e solo Baricco: è una garanzia di sicurezza, un marchio di fabbrica. I suoi libri sono un complesso grande ritratto di se stesso. Del resto, è quello che Mr Gwyn cerca di fare, il fine ultimo a cui ogni artista tende. Siamo storie, non solo personaggi. Ci riconosciamo nelle storie degli altri, ma la nostra storia si compone delle pagine di un libro che nessuno ha mai scritto e che cerchiamo invano negli scaffali della nostra mente, tra lampadine che si spengono come i ricordi, lungo un percorso in cui dobbiamo spogliarci delle vite che gli altri ci hanno cucito addosso, che ci siamo cuciti addosso, e trovarsi nudi di fronte a se stessi. Sarà tutto inutile, anche Mr Gwyn dovrà arrendersi all'idea di essere il personaggio e la storia di un altro. Solo gli altri possono ricordarci, raccontarci, tramandare la nostra storia, e il segreto rimarrà oscuro a noi stessi fino alla morte. Ma è nel cammino che si fa per cercarsi, ci ricorda Baricco, tutto il fascino della vita.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Mirko

    23/12/2016 13:40:37

    Non capisco coloro che asseriscono che il libro non abbi una trama. Questo libro è una trama. Il messaggio chiarissimo è trattato in maniera magistrale da Baricco, facendo uso di tutti i suoi fondamentali letterari. C'è il Baricco che stupisce con i suoi personaggi, ed ammalia, c'è l'autoironia, c'è soprattutto un fine ultimo "narrato dal narrare e sul narrare". Come sempre questo scrittore è al di sopra di molte percezioni superficiali che i suoi libri suscitano. Tra i suoi migliori lavori, secondo me, al livello di Castelli di Rabbia.

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    Lina

    04/03/2015 20:43:20

    uno dei pochi libri di Baricco che non delude.

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    betty

    03/02/2015 10:17:06

    E' inutile quest'autore non mi piace...ho trovato abbastanza banale il libro e l'ho letto solo perchè mi dispiace lasciare i libri a metà...poi erano davvero poche pagine...Non do 1 solo perchè tutto sommato non è scritto male ma ahimè la trama è davvero deludente! non riesco a capire tutti i voti alti!spero di ricredermi sull'autore!

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    mara regonaschi

    14/11/2014 10:53:10

    "Di cosa siamo capaci, pensò. Crescere, amare, fare figli, invecchiare - e tutto questo mentre anche siamo altrove, nel tempo lungo di una risposta non arrivata, o di un gesto non finito. Quanti sentieri, e a che passo differente li risaliamo, in quello che sembra un unico viaggio". Questa la sintesi, in calce al racconto, di un libro molto bello, da leggere più volte, perché accompagna alla scoperta di un ritratto, scritto, di sé.

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    silvia

    30/10/2014 16:25:28

    Bellissimo libro...ti immedesimi subito nella storia che è davvero originale!!! bravo baricco..

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    grigioviola

    21/01/2014 08:40:45

    Difficile trovare le parole per definire questo... "libro". Un'accozzaglia di parole, di immagini costruite per "creare scenografie d'effetto" con il solo risultato di essere ridondanti. Illeggibile, inutile, pessimo, pesante, sconclusionato... nemmeno brutto perché a definirlo "brutto" già sarebbe qualcosa. Credo che Baricco sia decisamente sopravvalutato. Metto "uno", perché IBS non ammette numeri negativi.

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    mirella

    18/01/2014 16:52:26

    bellissimo libro. avevo abbandonato BARICCO per la paura di annoiarmi e invece.........

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    Luca

    27/12/2013 20:30:38

    In questo romanzo, come in "castelli di rabbia" è incastonato un segreto. E' incantevole vedere quante persone non sono stati capaci di coglierlo. Incantevole perché romanzi come questi hanno una potenza incredibile. E, soprattutto, hanno consapevolezza: la consapevolezza di chi sa di cosa si sta parlando. E' chiaro che il romanzo ha dei problemi -problemi evidenti- ma, aldilà di questi, ha un enorme messaggio. Segreto. Per questo, da egoista che sono, assegno un 3/5 e sconsiglio il romanzo.

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    Gecogeco

    22/12/2013 11:08:40

    Un libro che si legge bene, ma alla fine ti chiedi "tutto qui?"

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    Lucio

    22/09/2013 12:15:59

    Si legge molto piacevolmente. Storia originale e divertente. Certo, alcune volte ti sorge il dubbio che le riflessioni alle quali vieni indotto dall'autore siano, in realtà', più suggestive che profonde. Hai talvolta la sensazione di trovarti di fronte alla frase ad effetto, più che ad una considerazione sostanziale, di quelle che si esprimono per necessità e non per piacere. Comunque, oltre alla solita magistrale qualità narrativa, siamo di fronte ad un romanzo che merita sicuramente di esser letto e che si legge con gusto. Consigliato

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    Paolo

    03/09/2013 13:05:24

    Questo romanzo mi ha dato l'impressione di essere un "meta romanzo". In questo romanzo si sentono tutti poeti ed il protagonista è un borghese pieno di sé che non fa mai nulla di sbagliato ma nonostante la su intelligenza trova comprensione da ogni individuo. Tutto ciò però, bisogna dire, è posto in una cornice d'ironia; Baricco si rende conto dei suoi eccessi.

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    marta

    02/09/2013 10:07:09

    libro originale e ben scritto.. mi e' piaciuto e lo consiglio!

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    Ruggero

    07/06/2013 08:26:29

    Assolutamente non all'altezza di City o Novecento, libro molto scorrevole ma decisamente povero di contenuti. Sa di poco ed è completamente privo di quelle splendide scene a cui baricco ci ha abituati

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    sara

    13/05/2013 17:40:13

    per me che adoro, osanno e ammiro Baricco e ho letto e amato tutti i suoi libri, dare un 2 è davvero difficile..ma purtroppo questo è senza dubbio il suo peggior libro. E' noioso, non parte, certi punti che dovrebbero essere un colpo di scena (come lo scrivere sotto pseudonimo) sono banali e scontati. Bello il personaggio dell'artigiano delle lampadine. Ma per il resto peccato..

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    stefano

    20/03/2013 00:19:40

    Uno scrittore di fama,decide di lasciare la professione,dopo pochi libri di successo.Si ritira a vita privata e si mette in testa di fare dei ritratti,non con un pennello su di una tela,ma con la scrittura.Affitta una stanza ed inizia la sua nuova attività.. La storia strana ed intrigante,con personaggi ben descritti, appassiona fino a dieci pagine dalla fine poi,poi non sono riuscito a capire dove Baricco vuole andare a parare,questo finale per me deludente ha abbassato la mia valutazione.

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    Betty88

    12/03/2013 14:08:45

    Baricco ritorna ai fasti un tempo con un romanzo incantevole che ti conquista immediatamente. Poesia pura... magnifico.

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    Morena

    12/03/2013 13:57:55

    Molto ben scritto questo romanzo, delicato nello stile e originale la storia. Bravo Baricco.

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    willa

    30/01/2013 22:05:03

    Baricco sa creare un'atmosfera speciale, surreale, fantasiosa, unica, ma così vera da toccare nel profondo. Questo libro è bello da leggere, per il piacere di farlo, per l'estrema raffinatezza del suo modo di scrivere, limpido, preciso nel cogliere una sfumatura che già si percepisce ma che si materializza con le parole dell'autore. E' l'autentico piacere della lettura, il flusso delle parole che rimane dentro; la storia avvincente e originalissima che crea un'atmosfera seducente. Splendido, da leggere e rileggere.

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    Francesco Bromo

    18/10/2012 17:27:03

    Questo libro è splendido! Baricco si è superato... la sua poeticità nascosta tra le righe rende questo libro un capolavoro che solo lui poteva creare... ho sempre apprezzato molto tutti i suoi lavori... ma questo in maniera particolare mi ha stupito tantississimo...

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    nicolaz

    08/09/2012 00:14:11

    cielo che splendore ! baricco è come il vino, invecchiando migliora. si legge tutto d'un fiato e guai a chi disturba. una volta finito si passano dei giorni con mr gwin. poi nasce un bisogno fisico di leggere tre volte all'alba. finito il quale si va di nuovo, per l'ennesima volta, a leggere castelli di rabbia, tanto per restare in quel mondo particolare per il quale solo baricco sa farci vivere.

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