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Traduttore: L. Bernardi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2003
Pagine: 198 p.
  • EAN: 9788806166267

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Recensioni dei clienti

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    io

    10/07/2013 15.24.43

    è il primo che leggo di Manchette e mi è piaciuto il suo stile.

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    Massimo F.

    05/04/2010 10.08.24

    Il solito Manchette con il suo linguaggio cinico e asciutto ed il suo proverbiale disincanto. Delizioso stilisticamente, l’autore ci propone questa volta una storia non indimenticabile, ma coinvolgente e dal ritmo intenso, con personaggi splendidamente caratterizzati anche se non originalissimi. Da leggere, come sempre.

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    luca

    18/12/2006 14.58.29

    Uno dei migliori romanzi di Manchette

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    Serena

    12/10/2006 06.28.24

    E' stato il primo libro di Manchette che ho letto e poi li ho comprati tutti...una storia tosta che cresce in ritmo e suspence pagina dopo pagina ma soprattutto un grande scrittore che sa usare il linguaggio come un rasoio per tagliare, con secche e precise frasi, il velo d'ombra di una realtà che non può che essere vista con disillusione e cinismo. Da leggere

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    Chiara

    11/11/2004 00.33.56

    "Posizione di tiro" rimane inarrivabile (ma QUANTO è bello quel libro???), ma anche "Un mucchio di cadaveri" è un gioiello, il personaggio di Tarpon è ben costruito e "vero", la scrittura avvincente ma sempre ironica, M. non si prende troppo sul serio. Unico appunto, il finale, ma non dico nulla. Ho scoperto da poco Manchette, ma me ne sono subito innamorata: prossime letture "Piccolo blues" e "Piovono morti".

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    Marco

    03/09/2004 15.00.53

    Questo e' il mio Manchette preferito: e' divertente e scritto benissimo (come sempre). "Posizione di tiro" e' scritto altrettanto bene, ma l'ho trovato un po' troppo drammatico per i miei gusti. Lo stile di Manchette e' "fotografico", descrive quello che succede dall'esterno, con pochissimi riferimenti alle psicologie e agli stati d'animo. Eppure le psicologie emergono con evidenza dalla nuda descrizione delle azioni esteriori. Impressionante ed efficace.

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    Gionni Ghitàr

    06/05/2004 03.23.41

    Vengo or ora da un commentino sull'ultima fatica (quella che ho fatto a finirlo) di Aldo Nove. Lui e Manchette sono accomunati dall'editore. E basta. Manchette dà ritmo anche alla lista della spesa. Scrivesse un elenco telefonico, ci sarebbe da leggerlo da capo a fondo. Non importa che questo romanzo non sia il suo capolavoro: ha scritto poco, e non bisogna perdersi una riga. Talento puro.

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    Riccardo

    07/02/2004 02.03.34

    Adoro Manchette, e se lo merita. Tanto grande Pazienza con i fumetti, così immenso di talento JPM coi polizieschi.

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    Brasserie Dauphine

    20/08/2003 15.29.08

    Non può proprio non piacere questo Eugène Tarpon. A suo modo, incarna un po' il ruolo di un super Pepe Carvalho francese, anche se con diversi distinguo. Lo stile di Manchette è senza fiato, un azione veramente travolgente, che non lascia spazi. Finalmente un romanzo con colpi di scena, suspance, sorprese e scritto bene, proprio bene.

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    claudia

    03/08/2003 15.22.02

    Libro deludente, un noir all'americana molto sconclusionato.

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    michele

    25/07/2003 17.09.32

    Decisamente buono, anche se non il suo migliore. Certo al di sopra nella media dei romanzi polizieschi o noir, anche quelli più "classici" e osannati.

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    Jack

    19/07/2003 02.07.38

    Manchette è S-T-R-E-P-I-T-O-S-O. Meriterebbe la pubblicazione nei SuperCoralli.

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