Le mura di Adrianopoli - Guido Cervo - copertina

Le mura di Adrianopoli

Guido Cervo

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Editore: Piemme
Collana: Bestseller
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 febbraio 2009
Pagine: 556 p., Brossura
  • EAN: 9788856603774
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Stremati dopo un lungo vagabondare e affamati, i Goti si sono schierati lungo le rive del Danubio. Con la promessa di infoltire con i propri uomini le schiere dell'esercito romano, hanno ottenuto dall'imperatore Valente di insediarsi in quelle terre di confine, costantemente sotto la minaccia dei Persiani. Ma la pacifica convivenza si rivela ben presto una chimera. Le condizioni miserabili in cui sono costretti a vivere gli "ospiti" barbari si traducono in aperta ostilità. Fino a quando, il 9 agosto 378, Goti e Romani giungono al confronto decisivo. Nell'assolata piana di Adrianopoli, capitale della Tracia, i due eserciti si fronteggiano, disponendosi a una battaglia che i loro capi, consapevoli della posta in gioco e riluttanti a dare il via alla strage, vorrebbero ancora evitare. Ma basta un niente, uno squillo di trombe, un fraintendimento, per vanificare l'estremo tentativo di instaurare una trattativa e innescare un incendio dilagante.
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    Francesco

    05/08/2015 10:56:45

    Un altro dei romanzi corali di Guido Cervo: quello che mi è piaciuto di più insieme all'Aquila sul Nilo. Magistrale la descrizione della battaglia, bello e originale il personaggio dell'ambasciatore dell'Impero Gupta, Rudradaman. Come tutti gli altri romanzi di Cervo, anche questo coniuga la profonda conoscenza della storia romana con una conoscenza almeno altrettanto profonda delle passioni umane, riuscendo fra l'altro a restituire un ritratto vivo e sfaccettato del capo barbaro Fritigerno e del suo dramma interiore. Guido Cervo si distingue nel campo del romanzo storico per la terminologia sempre accurata, i dialoghi realisitici e attendibili, nonché per la capacità di dominare trame complesse annodando sapientemente i fili rappresentati dalle vicende dei vari personaggi. Un eccellente romanzo storico, e un ottimo romanzo in generale.

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    Lorenzo

    10/05/2015 02:44:38

    Non mi è piaciuto. Primo, è una via di mezzo fra un vero romanzo storico e un romanzo di semplice ambientazione storica. Secondo, manca di organicità: è un insieme di quadretti non (o poco) collegati fra loro. Quelli dedicati a politici e generali hanno lo scopo di ricostruire la situazione storica (e costituiscono la parte migliore del libro), quelli dedicati alla gente comune di fare romanzo, con qualche prolissità finalizzata a tirare le pagine. Terzo, Cervo ha uno stile ampolloso che alterna termini mutuati dall'accademia della crusca con qualche anglismo tratto dall'italiano giornalistico. Questa ampollosità permane nei dialoghi, anche di personaggi incolti, dando luogo a una generale inverosimiglianza che a volte sfiora il ridicolo. Come si fa a mettere in mano a un barbaro delle steppe, che parla a un suo compare in una situazione di urgente pericolo, il verbo "concionare"?! L'italiano aulico deve usarlo chi lo sa usare.

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    cheyenne

    03/01/2014 14:17:18

    Ottimo romanzo (l'unico che mi mancava di Cervo), che affronta un evento decisivo nella storia dell'Impero di Roma. Particolarmente interessanti l'ambientazione armena e il tratteggio magistrale della personalità di Fritigerno, gravato dell'enorme responsabilità di guidare il popolo goto verso la sua terra promessa. Originale anche l'idea di inserire nel racconto, quale testimone privilegiato dei decisivi eventi storici affrontati, un ambasciatore guerriero indù.

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    Ruggero

    10/09/2013 12:22:29

    Semplicemente orribile. E' il primo (e anche l'ultimo) romanzo di Cervo che leggo e l'ho trovato noioso e banale. La storia si dilunga e c'entra assai poco con la trama presentata sulla copertina.

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    legionarius

    08/01/2011 00:46:36

    Guido Cervo ha ormai raggiunto la sua maturazione definitiva. Soprattutto quando descrive gli ultimi secoli dell'impero romano; dopo la trilogia su Valerio Metronio Stabiano riguardante la fine del III sec.d.C. in cui tratta del caos di quell'epoca,in questo libro si occupa della famosa battaglia di Adrianopoli. Colla consueta abilità narrativa racconta la terribile disfatta dell'impero romano d'oriente che porterà conseguenze importanti.Roma,infatti,perderà definitivamente la supremazia della sua fanteria sui barbari.Cervo dimostra di conoscere a menadito la storia romana e ciò si nota nel romanzo.I personaggi,romani o barbari che siano,risultano essere convincenti,ben tratteggiati e tutto a favore del lettore che è trascinato a percorrere con loro le terre dell'impero devastate dagli invasori.Come sempre la scelta dell'età non è casuale:allo scrittore interessano luoghi e date che hanno influenzato la storia romana e che abbiano delle similitudini coll'attualità(le migrazioni dei barbari come quelle dei poveri che entrano oggi nell'occidente).Su di lui si possono dire tante cose;che scriva peggio di Valerio Massimo Manfredi,che sia solamente un esperto di militaria. Però,la bravura nello sviluppo della trama lo"avvicinano",anche se solo un pò,ai grandi del passato.

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    Diogene

    23/12/2009 21:44:52

    Molto bello, e direi anche prezioso, perché colma un vuoto su un tema che già in precedenza avrebbe dovuto attirare l'attenzione degli scrittori di romanzi storici. Realistico e verosimile, accurato nella ricostruzione d'epoca e nella descrizione degli eventi, con più storie che si intrecciano in modo mirabile. Equanime nel descrivere le ragioni dei Goti e dei Romani. Ottima la scrittura. Gli do il massimo.

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    Paolo

    22/06/2009 19:23:09

    uno dei migliori romanzi di Guido Cervo

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    giancarlo

    04/06/2009 15:57:59

    Un buon libro,scritto con la solita accuratezza che Guido Cervo riesce a mettere ancora una volta nella ricostruzione del contesto storico in cui sono collocate le varie vicende che si intrecciano. I singoli personaggi sono descritti con una certa abilità, ma ancora più interessante è la vicenda "corale" dei Goti nei mesi che precedono Adrianopoli e la capacità di Cervo di descrivere le condizioni drammatiche che li portano al conflitto finale con Roma.

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    Oreste

    13/02/2009 20:57:00

    Mi è piaciuto molto. Strazianti le storie delle umiliazioni subite dai goti, mentre il "crescendo" dell'indignazione che si trasforma in rabbia e dunque in furia guerriera è reso secondo me molto bene. Bello anche il racconto della battaglia finale. Lo consiglio agli amanti del genere.

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