Musica da camera

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Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: CPO
Data di pubblicazione: 1 febbraio 2017
  • EAN: 0761203512225
Rubin Goldmark (1872-1936): Trio per pianoforte, violino e violoncello op. 1 Felix Woyrsch (1860-1944): Quattro Lieder op. 2; Trio per pianoforte, violino e violoncello op. 65.
Trii di Rubin Goldmark e Felix Woyrsch
Nipote del più famoso Karl Goldmark, Rubin Goldmark fa parte di quella numerosissima schiera di compositori nati negli ultimi trent’anni del XIX secolo, la cui memoria è caduta da tempo nell’oblio più totale. Mentre suo zio continua a godere di una certa fama – per quanto modesta – nelle sale da concerto, soprattutto grazie al duraturo favore dimostrato verso le sue opere dalla critica e dalla musicologia europee, Rubin Goldmark ha avuto invece in sorte un destino molto diverso. Dopo aver portato a termine i suoi studi, il ventunenne Goldmark ottenne una cattedra al Jeannette Meyers Thurber’s National Conservatory of Music di Manhattan, una delle più prestigiose istituzioni musicali americane di quel tempo, che allora aveva come direttore Antonín Dvorák, che in precedenza era stato uno degli insegnanti di Goldmark. Sotto il profilo stilistico, il suo splendido e melodiosissimo Trio per archi e pianoforte si colloca nel solco tracciato da Johannes Brahms e addirittura in quello di Robert Schumann. In quest’opera è possibile notare chiaramente una serie di elementi degli stili viennesi e boemi dell’epoca e vivaci melodie popolari; nonostante questo, il discorso musicale si sviluppa con estrema libertà, senza aderire in maniera troppo rigida a nessun modello in particolare. Questo lavoro non è pervaso da un’atmosfera meditativa, ma presenta una delicata vena poetica, che rivela un incantevole fascino e una certa eleganza dai toni metropolitani. Nel Trio per archi e pianoforte scritto da Felix Woyrsch nel 1919 si incontrano spunti che sembrano anticipare le correnti artistiche fiorite nel corso del XX secolo. In questo lavoro si manifestano in maniera inopinata le figure di Max Reger e di altri compositori contemporanei e a tratti compaiono anticipazioni della musica degli anni Venti. Nonostante questo, il Trio di Woyrsch rimane essenzialmente un lavoro molto compatto sotto il profilo tematico e dalla ricca scrittura contrappuntistica, concepito secondo lo spirito degli ultimi anni del XIX secolo. I quattro Lieder op. 2 di Woyrsch fanno parte di quel non numeroso repertorio di opere per voce, pianoforte e un altro strumento che segnò la storia della musica dopo la luminosa parabola artistica di Franz Schubert. La raffinata scrittura di Woyrsch unisce versi dal carattere diverso di Heinrich Heine e di Nikolaus Lenau, dando vita a quella che sembra essere una raccolta definita fin nei minimi dettagli, anche se naturalmente ogni Lied ha contenuti del tutto autonomi.
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