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Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo - Francesco Filippi - copertina

Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo

Francesco Filippi

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Collana: Temi
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 21 marzo 2019
Pagine: 160 p., Brossura
  • EAN: 9788833932743

nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Struttura e processi politici - Leader politici e leadership

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Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continua...

Francesco Filippi

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Basta un’ora per leggere questo volume, e sarà un’ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social.

«L'idea che nel Ventennio ci sia stato un "regime buono" è dura a morire. Dalla mafia al welfare, uno storico smonta le bufale fascistissime. Che sottotraccia (neanche troppo) sono ancora tra noi» - Robinson

Tutti i luoghi comuni sul duce smontati uno a uno, perché mai come oggi è necessario smentirli (ancora una volta). Una bussola essenziale per capire il presente

Dopo oltre settant’anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l’idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo’ di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt’altro obiettivo. E fanno presa. La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L’accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. Ma chi la storia non la conosce bene – e magari ha un’agenda politica precisa in mente – ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune». Per reagire a questo nuovo attacco non resta che la forza dello studio. Non resta che rispondere punto su punto, per mostrare la realtà storica che si cela dietro alle «sparate» della Rete. Perché una cosa è certa: Mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt’altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa. Basta un’ora per leggere questo volume, e sarà un’ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social.

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    Ennior

    23/02/2021 14:13:30

    Insulso e banale

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    filippo

    14/02/2021 14:33:05

    Libro molto superficiale, un po' macchietta. Un tema difficile come il fascismo merita ben altra trattazione.

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    Gisli

    13/01/2021 22:44:23

    Buon libro che si legge velocemente ed aiuta a smontare molte bufale che girano al giorno d'oggi. L'elenco dei commenti negativi sono dovuti a nostalgici del ventennio, che mai si definiscono tali; a persone che chiedono di superare questa storia del passato (!); a coloro che invitano a studiare Pansa (!!) ed infine a color che proprio non riescono a ricordare la dittatura che è stata il fascismo con tutte le morti e le sofferenza verso cui ha condotto l'Italia

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    Giacc

    07/01/2021 09:21:07

    Dalla terza di copertina: "Perché una cosa è certa: Mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt'altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa". La brevità del testo non tradisce la ricchezza di contenuti. Il fascismo in pillole tali da mettere in guardia contro i "Quando c'era lui" che invadono il web e i discorsi dei nostalgici. Bibliografia ricchissima. Prefazione di Carlo Greppi superlativa. Consigliatissimo.

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    Renzo

    28/12/2020 14:22:49

    Ben documentato e poco ideologico (impossibile del resto non esserlo del tutto)

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    Michele

    17/12/2020 23:21:58

    Ottimo libro, storico quanto attuale. Indubbiamente ben fatto e per questo anche piuttosto discorsivo.

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    Piccolo Metafisico

    11/12/2020 21:47:38

    Ottima guida sintetica contro i deliri fantasiosi e vittimistici dei nostalgici nostrani. Ben scritto e ricco di fonti, adatto ad un'ampia divulgazione che esula dall'ambito storico un po' più specialistico. Come sempre dico in questi casi: diffidate delle recensioni interessate dei "camerati"!

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    IL_GALLO

    06/12/2020 14:12:13

    Un libro scontato scritto da un sinistroide che trova difficoltà arrampicandosi su specchi scivolosi per cercare di infangare la memoria del più grande statista del secolo scorso. La prefazione e una prefaziosa nessuno che ha partecipato a questo libro riesce a non fare trasudare l’odio per un periodo e per un sistema che a dispetto di molti può essere considerato uno dei migliori dell’Italia dall’Unione. Si riesce a svilire perfino le bonifiche missoliniane il voto dato alle donne e il non essere travolti dalla crisi del ‘29... arrivando da vero sinistrorso come l’autore a demolire la riforma dell’edilizia popolare del 20ennio arrivando a lodare perfino Fanfani inventori dell’INA casa. Un libro che se non fosse per le verità conosciute e non demolibili con questo vomito di odio rafforza a mio parere anziché distruggere il mito del Fascismo che ha fatto anche cose buone! Addirittura trasuda talmente tanto odio che chi e’ dubbioso dopo la lettura abbandona tutto i dubbi e ha solo certezze! Se i politici della prima e seconda repubblica avessero fatto solo la metà delle cose descritte e denigrate in questo libro saremmo in una botte di ferro invece che nella m... Voto 4

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    matteo

    26/11/2020 07:18:36

    L'ho trovato molto interessante e dettagliato. Un libro che sfata, con il supporto dei dati e dei fatti, le bufale che circolano sul fascismo.

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    Rafed73

    23/11/2020 09:38:14

    Libro che cancella molti falsi miti sul fascismo

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    umberto

    20/11/2020 19:45:36

    Il testo è brillante perché si promette non di fare una storia del fascismo, ma solo di smontare le idiozie che continuano a circolare e che si leggono anche qui nei commenti. Che negherebbero tutto, anche l’evidenza. Per esempio che piaccia o no l’assicurazione obbligatoria contro l’invalidità e la vecchiaia è stata istituita dal “Decreto Legge Luogotenenziale 21 aprile 1919, n. 603, concernente l’assicurazione obbligatoria contro l’invalidità e la vecchiaia per le persone di ambo i sessi che prestano l’opera loro alle dipendenze di altri.” ...purtroppo il fascismo è sempre lo stesso anche a quasi un secolo di distanza...menzogna, menzogna e ignoranza

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    jafanta

    16/11/2020 09:47:23

    Non ci voleva un libro dalla lettura “semplice“ per smontare le bugie su uno dei periodi più criminali della nostra storia recente ma visto che siamo in Italia, questo può e deve essere un buon inizio. L’importante è la presenza delle fonti che ogni San Tommaso, nel dubbio, potrà consultare. Un lavoro storico scritto da uno storico. Complimenti.

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    sacha

    02/11/2020 22:36:30

    Quanto scritto nel libro non aggiunge nulla agli svariati volumi di Storia sul fascismo scritti nel corso degli anni. Ha un enorme pregio però: è un libricino di poche pagine. È dunque accessibile anche alle persone che leggono poco, coincidenti guarda caso proprio con coloro che esprimono sentimenti nostalgici verso il tragico e criminale ventennio fascista. Consigliato.

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    GIAMBA

    16/10/2020 09:04:30

    Deludente: pensavo in tesi meglio argomentate e più fondate.

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    Marcogaux

    15/10/2020 20:49:10

    Avete presente quella sensazione di rabbia e vergogna quando persone che voi reputate assolutamente colte e intelligenti se ne escono con espressioni che ormai sono più che conosciute? E tu che vorresti controbattere smontando tutte le sue false idee e convinzioni, ma non puoi perché, in molti casi, a scuola non ti hanno fornito le basi de le dirette informazioni per una dovuta ribattuta? Per evitare questa sensazione di impoverimento intellettuale, leggete questo libro, ma non solo, STUDIATELO, perché solo così si possono tagliare direttamente le radici marcie.

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    simone

    15/10/2020 16:35:03

    Libro imbarazzante. L'autore cita decreti a piacimento e ne "dimentica" altri, cita dati dei primi anni '30 "dimenticandosi" che sia le bonifiche sia le riforme sociali proseguirono per altri 13 anni. Un esempio su tutti, la riforma previdenziale del 1898 era su base volontaria e non obbligava in alcun modo ne i lavoratori ne il datore di lavoro all'assicurazione. Nel 1905 infatti solo 7 persone in tutta Italia percepivano una pensione d'invalidità (dati inps). Non mi dilungo ulteriormente altrimenti dovrei contestarlo punto su punto e francamente non ne vale la pena.

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    LmT

    18/09/2020 09:36:36

    Libro fastidioso.Troppa ironia, a mio parere fuori luogo, che mi ricorda tanto l'atteggiamento di chi pensa di avere più ragione se prende in giro l'antagonista.

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    Attilio

    05/09/2020 14:04:44

    Una visione di parte era prevedibile, ma faziosità ed inattendibilità a questo livello sono ingiustificabili. Faccio qualche esempio limitandomi, solo per brevità, alle prime pagine. A pag. XIV si dice che “per evitare di essere smascherato” il fascismo tappò la bocca a qualsiasi voce critica introducendo la pena di reclusione da 1 a 5 anni in caso di “offesa al Duce”. Ebbene è esattamente la stessa pena prevista oggi per oltraggio al Presidente della Repubblica (condannati per questo ad es. Storace e Guareschi), quindi anche in Italia oggi si tappa la bocca alla critica politica? Nelle pagg. 8-10 si sostiene che la previdenza pubblica in Italia fosse previgente al fascismo, ma si tace che prima del fascismo era una mera assicurazione volontaria simile a ciò che oggi chiameremmo polizza sulla vita. Tutt’altra cosa, quindi, dal sistema collettivo di prestazioni pensionistico/assistenziali basato su contributi obbligatori per lavoratore e datore di lavoro gestiti da un Ente pubblico con gestione finanziaria autonoma rispetto alle casse dello Stato a cui siamo abituati oggi e che, invece, è nato proprio con il fascismo. Per trovarlo nero su bianco basta visitare il sito dell’INPS, scoprendo anche che tra il 1927 ed il 1941 vennero introdotti gli assegni familiari, l’indennità di disoccupazione, la reversibilità pensionistica ed altro ancora. A pag.12 l’autore arriva a dire che il fascismo causò la “progressiva inefficienza” dell’INFPS facendone un carrozzone clientelare “grande dispensatore di stipendi” per 8.000 dipendenti nel 1931. Ebbene nel ‘31 la popolazione italiana era di circa 41 milioni di persone mentre oggi siamo circa 60 milioni, se l’INPS avesse oggi in proporzione lo stesso organico che aveva in epoca fascista avrebbe meno di 12.000 dipendenti. Invece ne ha quasi 26.000, cioè più del doppio. Ridicolo parlare di inefficienza fascista con questi numeri… Non continuo, ma ovviamente il resto del libro non migliora né in affidabilità né in qualità.

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    maria cristina zanini

    30/08/2020 06:39:04

    Di facile lettura , fa sorridere e riflettere. Aiuta a argomentare e diffondere una visione realistica del fascimo e del suo dux al di là dei facili qualunquismi che spesso sono responsabili di negligenti asseverazioni di un passato da tenere come monito

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    cecilia

    02/07/2020 09:05:32

    Leggendo in particolare le recensioni negative a questo libro, ho notato che per negare validità al lavoro di Filippi si fa riferimento a una presunta "storia imparziale", a una "storia di parte" giudicata frettolosamente come "di sinistra", a una qualifica di storico che corrisponderebbe in realtà a quella di "un politicante" e via discorrendo. Non si discutono i saggi storici con questi pregiudizi ! Metodologia storica e storiografia insegnano a comparare gli esiti della ricerca, a metterli in discussione solo dopo aver verificato fonti, documenti e valutazione degli stessi. Un lavoro impegnativo che richiede una passione per la conoscenza storica rara di questi tempi: e allora si finisce per scrivere … altre idiozie sul fascismo, come se non ce ne fossero abbastanza.

Vedi tutte le 108 recensioni cliente

Se credevamo che termini come “duce”, “fascismo”, “fascista” fossero oramai desueti e relegati alle pagine tristi della storia d’Italia e che, quindi, appartenessero a un passato storico, triste ma archeologico e archiviato, purtroppo ci eravamo sbagliati. Esiste una singolare fetta di umanità che a distanza di oltre settant’anni continua a stupirci e a stupire (forse fino a instupidirci) che, colta probabilmente da nostalgici umori e una certa nuziale fedeltà alla miseria valoriale, ancora oggi cova un sinistro piacere nel rammentare un mortificato Ventennio della storia di Italia. Quello fascista. Quello di Mussolini, appunto. Perché, a detta anche di Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, in un’intervista rilasciata lo scorso marzo al programma La Zanzara su Radio24, nonostante tutto «Mussolini ha fatto anche cose positive»; che poi, oltre a fare cose positive (e dovremmo anche scoprire quali), nel frattempo ci sia stata anche una sanguinosa e disastrosa guerra che gli storici ribattezzarono con l’aggettivo mondiale, che ci fosse la pena di morte su sentenza del Tribunale Speciale con 4.596 condannati, di cui 697 minorenni; che ci fossero 350.000 militari e ufficiali italiani caduti o dispersi nella Seconda Guerra mondiale, il delitto Matteotti, la mancanza di libertà di stampa e di parola, il ruolo subordinato delle donne agli uomini, e tanti altri orrori simili, poco importa.

Per fortuna, però, esistono scrittori, storici e studiosi che a certe allucinate asserzioni – come quelle elargite da Tajani – aggiungono un più importante sottotitolo, ossia: “le idiozie che continuano a circolare sul fascismo”. È il caso di Francesco Filippi, autore del saggio Mussolini ha fatto anche cose buone – le idiozie che continuano a circolare sul fascismo edito da Bollati Boringhieri, giunto alla sua decima ristampa, in cui dissacra i falsi miti, le leggende, le fake news che ancora oggi continuano a rigenerarsi in rete come una pericolosa epidemia. E, di libri come quello di Filippi, che agiscano da antidoto per rinsavire da un sonno che genera mostri e demistifichino con solerzia chirurgica certi accadimenti storici (che sciabordano dalle penne scellerate di taluni), ne abbiamo davvero un gran bisogno. Nonostante, come afferma l’autore, spesso si tratti di fatti ovvi per gli storici, ancora oggi circolano in rete, e non solo, vignette, slogan, meme e immagini del duce corredati da stimanti didascalie che lo immolano a vittima di un condizionato strapotere orrorifico che fu quello nazista: «Italiani brava gente»; Mussolini depuratore dell’illegalità: «Quando c’era Mussolini non esisteva la mafia»;  Mussolini bonificatore: «Ha bonificato l’Agropontino»; il duce previdente e previdenziale: «Ha dato le pensioni» il difensore dei diritti delle donne che amò le donne: «Ha dato il voto alle donne».

Se per i tanti che conoscono gli accadimenti storici e gli orrori di quel periodo, frasi del genere possono far sorridere solo per brevi istanti, per altrettanti vulnerabili soggetti, le medesime potrebbero tuttavia essere incontrovertibilmente travisate tanto da determinarne una preoccupante costruzione di coscienza critica e conoscenza storica, pericolosamente distorta. Nel prezioso saggio scritto da Filippi, attraverso una attenta e inoppugnabile documentazione, vengono smontate, una a una, le vaganti, pietose bufale sul fascismo e la figura di Mussolini, opponendo quello che fu il ventennio fascista, ossia un regime dispotico, violento, inefficiente che soffocò il popolo italiano, a queste storielle da Gran Consiglio dei Dieci Assenti, di fantozziana memoria.

«Il lascito della dittatura fu un generale impoverimento, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e, infine, una guerra disastrosa.»

Inoltre Filippi, con il suo lavoro di scoperchiamento delle fake news consente al lettore di conoscere il modus operandi del dittatore, mostrando quella che fu, forse, la più grande ingegneristica operazione di propaganda durante gli anni del Ventennio. «Mussolini utilizzò gli interventi nel sociale a fini di propaganda, in cui il regime riprendeva i temi populistici che erano stati alla base del suo programma» scrive Carlo Greppi nella prefazione al libro.

Un regime di apparenze e slogan. Una politica di facezie, costruita con articolata e sofisticata retorica. Un fanatico montaggio di facciata, incentrato sull’esaltazione dei valori della forza, della giovinezza, dell’energia e della grandezza del popolo italiano. Valori, tutti, che si incarnavano nella figura del duce. I mezzi utilizzati furono gli organi di stampa, i cartelloni pubblicitari, i cinegiornali, le trasmissioni radio d’ispirazione apertamente fascista. Una politica, quella operata durante il Ventennio, violenta e fumosa, imperniata sul maschile e sul maschilismo a tutela dell’onorabilità: del duce, dei valori fascisti, della morale, delle promesse, della famiglia, del marito, dell’uomo, fino al Delitto d’onore, legge 587 del codice Rocco che mortificava le donne e giustificava chi: cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella. Legge abrogata con la 442 del 5 settembre 1981.

Il saggio di Filippi è un’opera unica. Risponde alle false storie, alle cattive memorie, ai rigurgiti nostalgici, alle basse ironie di certi leoni da tastiera, e lo fa in modo puntuale, preciso e a tratti anche ironico, certamente con le verità fattuali, lasciando al ventennio solo lo scheletro e le macerie del disastro che fu. «Amicus Plato, amicus Socrates, sed prehonoranda veritas.» 

Un libro che forse avremmo preferito non leggere, credendo che oramai non fosse necessario ribadire l’idea che il fascismo non è opinione ma reato. Tuttavia, poiché il sapore del male non si arresta e la memoria va rinfrescata spesso, e il nostro autore da operatore dell’associazione Deina, che organizza con le scuole i viaggi nei luoghi della memoria, ci ricorda «le idiozie che continuano a circolare sul fascismo», è bene conoscerle.

Recensione di Margherita Ingoglia

 
Indice

La rivincita della realtà di Carlo Greppi
Mussolini ha fatto anche cose buone

Premessa. Ha fatto anche cose buone?
Il duce previdente e previdenziale
Il duce bonificatore
Il duce costruttore
Il duce della legalità
Il duce economista
Il duce femminista
Il duce condottiero e statista
Il duce umanitario

Spigolature
Ringraziamenti
Bibliografia
  • Francesco Filippi Cover

    Storico della mentalità e formatore, è presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Deina, che organizza viaggi di memoria e percorsi formativi in collaborazione con scuole, istituti storici e università in tutta Italia. Ha collaborato alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Tra le sue ultime pubblicazioni Appunti di Antimafia. Breve storia delle azioni della ‘Ndrangheta e di coloro che l’hanno contrastata (con Dominella Trunfio, 2017), Il Litorale Austriaco tra Otto e Novecento. Quanti e quali confini?, in Piacenza, Trieste, Sarajevo, un viaggio della Memoria (a cura di Carla Antonini, 2018), Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo (Bollati... Approfondisci
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